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18 Ottobre 2026

Competenze green mancanti: ruolo di Confartigianato e Sepor

Mancano lavoratori green, ma Sepor mostra come investire in sostenibilità.

Competenze green mancanti: ruolo di Confartigianato e Sepor

La transizione ecologica sta mettendo alla prova il tessuto imprenditoriale italiano. Da un lato, la Settimana per l’energia e la sostenibilità 2026 promossa da Confartigianato, ha messo in evidenza una carenza critica di green skills tra i lavoratori disponibili. Dall’altro, il bilancio di sostenibilità 2025 di Sepor dimostra come le aziende più longeve possano tradurre l’impegno ambientale in risultati concreti.

Il convegno, organizzato dal 19 al 24 ottobre in oltre settanta sedi nazionali, ha previsto un approfondimento gratuito a Forlì il 22 ottobre, con la partecipazione del prof. Augusto Bianchini dell’Università di Bologna e di Paolo Venturi, ex AD di Andi-Mec. L’incontro è stato definito un “cambio di paradigma”, passando dal considerare la sostenibilità un costo a riconoscerla un beneficio competitivo per le imprese.

Settimana per l’energia e la sostenibilità 2026: dati e richiami alle imprese

Il rapporto dell’ufficio studi confederale pubblicato lo scorso anno evidenzia che le imprese italiane hanno bisogno di 3,4 milioni di professionisti capaci di gestire prodotti e tecnologie green; di questi, 1,6 milioni – quasi il 49 % – risultano introvabili. La conferenza di Forlì ha sottolineato che la carenza è più accentuata tra le micro e piccole imprese, che nel 2025 prevedevano 2,239,350 nuove assunzioni legate a competenze sostenibili, ma il 52,7 % di questi posti è rimasto vacante.

Le statistiche mostrano che, su 955,180 assunzioni di giovani under-30 programmate per ruoli green, 478,760 candidati non sono stati reperiti, indicando una difficoltà del 50,1 % nel reperire talenti emergenti. Durante l’evento, Bianchini ha spiegato che la risposta passa per una connessione più stretta tra scuole, università e imprese, creando percorsi formativi mirati alle green skills richieste dal mercato.

Il vuoto di competenze green nelle PMI: implicazioni operative

Le PMI, che rappresentano il 92 % del tessuto produttivo italiano, si trovano nella posizione più vulnerabile. Senza personale adeguatamente formato, le aziende rischiano di ritardare investimenti in energia rinnovabile ottimizzazione dei processi produttivi e certificazioni ESG, compromettendo la loro competitività sia sul mercato interno che in quello estero.

Venturi ha evidenziato che la mancanza di formazione specifica non è solo una questione di reclutamento, ma anche di capacità di aggiornamento interno. Le imprese che hanno già integrato programmi di upskilling hanno registrato miglioramenti nella riduzione dei costi operativi e nella capacità di attrarre capitali sostenibili.

Sepor e il modello di sostenibilità: esempi concreti dal bilancio 2025

Nel frattempo, Sepor ha pubblicato il bilancio di sostenibilità 2025, un documento volontario che rende pubblici i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri. Tra le iniziative più rilevanti, l’azienda ha lanciato “Elettra”, la prima imbarcazione interamente elettrica per la raccolta dei rifiuti solidi in un porto italiano, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa ridurre l’impatto ambientale delle operazioni logistiche.

Il bilancio segnala una diminuzione significativa dei consumi energetici e idrici, nonostante l’aumento delle attività operative. Grazie a investimenti in fonti rinnovabili, al recupero di risorse dai rifiuti e all’ammodernamento degli impianti di trattamento, Sepor ha dimostrato che lo sviluppo industriale e la tutela ambientale possono procedere in sinergia.

Oltre ai risultati ambientali, la società sottolinea l’importanza della sicurezza e della formazione dei dipendenti, la crescita occupazionale nel territorio di La Spezia e il sostegno a iniziative culturali e sportive locali. L’approccio integrato di Sepor costituisce un riferimento pratico per le imprese che intendono trasformare gli obblighi di sostenibilità in opportunità di crescita.

Un dialogo strutturato tra istituzioni formative, imprese e associazioni di categoria appare come la via più efficace per colmare il divario di competenze e per rendere la sostenibilità il vero motore di competitività per l’Italia.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.