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21 Settembre 2026

Culture Commons e sostenibilità: forum 2026 a Santa Sofia in diretta

Un nuovo modello di cultura condivisa prende vita a Santa Sofia, collegando hub mondiali e sfidando l’idea che cultura e sostenibilità vadano sempre a braccetto.

Culture Commons e sostenibilità: forum 2026 a Santa Sofia in diretta

Il 25 e 26 settembre torna a Santa Sofia, piccolo comune dell’Emilia-Romagna, la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura. Organizzato da Institution, l’incontro si presenta in formato ibrido, collegando la sede fisica con hub digitali a New York, Berlino, Tokyo, Jakarta, Shenzhen, Città del Guatemala e Tanguiéta in Benin. L’obiettivo dichiarato è quello di superare l’approccio frammentario alle iniziative culturali e di analizzare la sostenibilità culturale come sistema di relazioni tra istituzioni, territori e comunità.

Il forum di Santa Sofia e la rete dei Culture Commons

Il cuore dell’evento ruota attorno al concetto di Culture Commons intesi come risorse materiali, informative e simboliche gestite collettivamente. Tre elementi ne definiscono la struttura: una risorsa condivisa, una collettività di riferimento e il commoning ovvero la pratica del fare insieme. Questo modello propone la cultura come infrastruttura sociale aperta, alternativa sia alla logica di mercato che alla gestione esclusivamente istituzionale.

Hub internazionali e scambio digitale

Grazie alla piattaforma di Institution Green, i partecipanti possono intervenire da ogni angolo del globo, riducendo gli spostamenti e l’impronta carbonica dell’evento. Gli hub non sono semplici punti di collegamento: rappresentano centri di governance condivisa dove si sperimentano forme partecipative di decisione, dalla cura delle collezioni alla programmazione di mostre itineranti.

Principi dei Culture Commons in pratica

Nel programma, le discussioni si concentrano su tre macro-temi: la governance partecipativa, le tecnologie digitali (inclusi i rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale) e le economie mutualistiche. Tra gli interventi spiccano le presentazioni di Silvia Federici, Massimo De Angelis, David Bollier, Stavros Stavrides, Kathrin Böhm e il collettivo indonesiano ruangrupa, che illustrano progetti concreti di gestione collettiva di spazi museali, archivi sonori e piattaforme di educazione artistica.

Quando la cultura non è automaticamente sostenibile: il punto di vista di Stefano Monti

Parallelamente al forum, è emersa una riflessione critica proposta da Stefano Monti, che mette in dubbio la tendenza a considerare la cultura come intrinsecamente sostenibile. Monti sostiene che, per anni, le politiche culturali sono state percepite più come spese che come investimenti a lungo termine, generando una confusione tra valorizzazione e monetizzazione. Egli evidenzia episodi concreti in cui progetti apparentemente “green” hanno finito per privilegiare il ritorno economico a scapito dell’effettiva partecipazione della comunità.

Questa critica spinge gli organizzatori a interrogarsi su come misurare realmente l’impatto delle iniziative culturali: non basta contare le visite, ma occorre valutare la capacità di creare relazioni durature tra pubblico e patrimonio, la riduzione delle disuguaglianze di accesso e la gestione responsabile delle risorse materiali.

Dal palco di Santa Sofia al dibattito sull’immobiliare sostenibile a Napoli

Il tema della sostenibilità non si ferma alla cultura. Il Forum Innovazione & Sostenibilità 2026 tenutosi a Napoli nel Teatro Salone Margherita, ha messo in luce il collegamento tra immobiliare mobilità e coesione sociale. Valeria Falcone, AD di Colliers, ha ribadito che “un immobile non è un’isola”: gli edifici devono contribuire a ridurre gli spostamenti, a generare valore sociale e a integrarsi in reti urbane più ampie.

Le discussioni napoletane hanno rispecchiato le preoccupazioni sollevate a Santa Sofia, sottolineando che la vera sostenibilità urbana richiede una visione integrata, capace di coniugare efficienza energetica, design partecipativo e politiche di rigenerazione territoriale. Il risultato è un invito a pensare i progetti culturali e immobiliari come parti di un unico ecosistema di città resilienti.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.