L’Unione europea ha compiuto un passo decisivo verso la standardizzazione della rendicontazione di sostenibilità. Il 21 settembre 2026, nella Gazzetta Ufficiale sono stati diffusi due regolamenti delegati che introducono gli European Sustainability Reporting Standard (ESRS) semplificati e uno standard volontario destinato alle imprese escluse dal Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Questa evoluzione normativa segna l’avvio della fase operativa del nuovo quadro europeo per il reporting ESG, con impatti concreti sia per le grandi società sia per le realtà più piccole della filiera produttiva.
Pubblicazione degli ESRS semplificati nella Gazzetta Ufficiale
Il documento ufficiale contiene una versione ridotta dei requisiti di rendicontazione, pensata per facilitare l’adozione da parte delle imprese che faticano a soddisfare le richieste più articolate della versione completa. I ESRS semplificati mantengono l’essenza delle tematiche ambientali, sociali e di governance, ma riducono il numero di indicatori obbligatori e la complessità delle metodologie di calcolo. L’obiettivo è garantire una coerenza comparabile dei dati ESG senza gravare eccessivamente sui sistemi informativi aziendali.
Regime transitorio per il 2026 e obblighi a partire dal 2027
Il 2026 è stato designato come anno di transizione. Durante questo periodo, le imprese dovranno preparare le proprie strutture di raccolta dati, ma non saranno ancora soggette a sanzioni per eventuali carenze. Dal 2027, invece, i requisiti obbligatori entreranno in vigore per tutti gli operatori inclusi nella CSRD, con una scadenza basata sull’esercizio chiuso nel 2027. Questo approccio graduale consente alle aziende di adeguare gradualmente processi, governance interna e formazione del personale, riducendo il rischio di non conformità.
Impatto sulla filiera produttiva
Le nuove disposizioni si estendono anche alle aziende della filiera che forniscono beni o servizi a soggetti soggetti a CSRD. Tali fornitori dovranno infatti allineare le proprie pratiche di reporting alle specifiche degli ESRS al fine di consentire ai loro clienti di compilare report completi e verificabili. Questa esigenza crea una sorta di effetto domino: la qualità dei dati ESG di un’impresa dipenderà sempre più dalla solidità delle informazioni fornite da tutta la catena di approvvigionamento.
Standard volontario per le imprese non soggette alla CSRD
Accanto agli ESRS obbligatori, è stato introdotto un standard volontario mirato alle società che, per dimensioni o settore, non rientrano nella CSRD. Questo strumento offre un percorso di certificazione ESG riconosciuto a livello europeo, consentendo alle PMI e alle imprese di medie dimensioni di dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità senza dover attendere l’estensione della direttiva. Il modello prevede la dichiarazione di obiettivi, la misurazione di performance chiave e la pubblicazione di un report annuale conforme a criteri verificati da organismi accreditati.
Le aziende che adotteranno lo standard volontario potranno beneficiare di profili di reputazione più elevati, accesso facilitato a finanziamenti verdi e maggiore attrattività per partner commerciali sensibili alle tematiche ESG. Inoltre, l’adozione precoce di questi criteri potrà fungere da punto di riferimento qualora la normativa si espanda in futuro includendo anche le categorie attualmente escluse.
Prospettive per il reporting ESG a partire dal 2027
Guardando al futuro, il quadro normativo europeo punta a una trasparenza totale dei dati di sostenibilità, con un archivio digitale centralizzato e accessibile alle autorità di vigilanza. Le imprese dovranno quindi investire in sistemi di raccolta automatizzata, intelligenza artificiale per l’analisi dei dati e processi di verifica esterna. Le prime sperimentazioni previste per il 2027 includono anche la possibilità di utilizzare blockchain per garantire l’immutabilità delle informazioni ESG, migliorando ulteriormente la fiducia degli stakeholder.
Le aziende hanno ora l’opportunità di adeguarsi in anticipo, riducendo i costi di transizione e posizionandosi come leader nella rendicontazione di sostenibilità a livello continentale.



