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15 Ottobre 2026

Giornata della Riparazione: eventi a Capannori e Pavia

Le due giornate hanno mostrato come la riparazione possa diventare leva di economia circolare nei territori.

Giornata della Riparazione: eventi a Capannori e Pavia

Il 17 e il 18 ottobre si sono svolte, in due realtà toscane, le edizioni locali della Giornata Internazionale della Riparazione. A Capannori, nel Parco scientifico di Segromigno, è stato inaugurato l’albo dei riparatori, mentre a Pavia l’Università ha ospitato un festival dedicato a laboratori, talk e postazioni pratiche. Entrambi gli eventi hanno condiviso l’obiettivo comune di dare nuova vita a oggetti destinati allo scarto, dimostrando come il riuso possa ridurre notevolmente la produzione di rifiuti.

Repair Day a Capannori: nasce l’albo dei riparatori

Il Comune di Capannori, in collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero e il Repair Café di Pisa, ha organizzato la manifestazione denominata “Repair Day” dalle 9.30 alle 12.30 al Parco scientifico. L’iniziativa fa parte del più ampio progetto Ripara volto a creare una rete locale di artigiani, sarti e laboratori di elettronica, tutti iscritti a un nuovo albo dei riparatori. I cittadini hanno potuto portare piccoli elettrodomestici, dispositivi elettronici, abiti, biciclette e giocattoli, ricevendo dimostrazioni pratiche su come intervenire direttamente.

Obiettivi e motivazioni istituzionali

L’assessora Claudia Berti ha sottolineato che la creazione di questo albo punta a “valorizzare il ruolo economico e ambientale” dei professionisti della riparazione, favorendo un sistema di incentivazione a livello territoriale. L’evento è stato promosso da Open Repair Alliance, la rete internazionale che coordina le giornate di riparazione in tutto il mondo, e ha coinvolto anche i consumatori più curiosi, trasformandoli in “riparatori occasionali”.

Repair Day a Pavia: il Festival universitario

Il giorno successivo, sabato 17 ottobre, l’Università di Pavia ha aperto le porte del suo campus per il Repair Day Festival organizzato dal Repair Café Pavia e dall’Office for Sustainable Actions (OSA). Il format ha previsto workshop di saldatura a stagno, una ciclofficina, postazioni di smontaggio e un’area “Cucire gli strappi” per i vestiti danneggiati. Dal mattino fino al tramonto, i partecipanti hanno potuto mettere le mani su lampade, piccoli elettrodomestici, laptop e biciclette, assistiti da volontari esperti.

Numeri che raccontano l’impatto

Dal 2015, il Repair Café di Pavia ha organizzato 66 eventi, salvando 371 oggetti e dedicando 2.401 ore di lavoro condiviso a 389 persone. Grazie a queste attività si è evitata la produzione di circa 819 kg di rifiuti e l’emissione di 5.762 kg di CO₂ equivalente, pari al contributo di 96 piccoli alberi in dieci anni. Nel Festival di quest’anno, oltre 200 oggetti sono stati portati al prossimo “ciclo di vita” grazie all’aiuto di più di cinquanta volontari.

Il dibattito sulle politiche di riparazione

Nel pomeriggio, l’Aula Disegno ha ospitato una serie di interventi su temi più ampi: dal diritto europeo al “Right to Repair” alle esperienze locali di borgate come Borgarello. Tra i relatori, l’artista Battista Medetti ha illustrato il concetto giapponese di Kintsugi la bellezza delle crepe riparate, mentre Francesca Ferrari ha analizzato le implicazioni della nuova direttiva europea, evidenziando come le normative stiano spingendo i produttori a rendere più facili le operazioni di manutenzione.

Impatto ambientale e prospettive future

Entrambe le iniziative hanno dimostrato come la semplice azione di riparare possa tradursi in risparmi concreti di energia e risorse. A Capannori, la creazione di un albo professionale promette una maggiore reperibilità di esperti, riducendo i costi di smaltimento e stimolando l’economia locale. A Pavia, la combinazione di workshop pratici e dibattito normativo ha rafforzato la consapevolezza di cittadini, docenti e amministratori sulla necessità di una cultura del riuso sostenuta da politiche pubbliche. Con queste sperimentazioni, le due città si pongono come esempi tangibili di come l’economia circolare possa essere tradotta in azioni quotidiane, contribuendo a un futuro più sostenibile.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.