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22 Settembre 2026

Moda 2027: emissioni in rialzo e prezzo gas alle stelle

Emissioni al +6,3%, gas +80%: la moda italiana si trova al bivio della sostenibilità.

Moda 2027: emissioni in rialzo e prezzo gas alle stelle

La Milano Fashion Week è partita con le sue passerelle primavera-estate 2027, ma dietro le luci dei riflettori una realtà preoccupante si sta delineando: le emissioni globali dell’industria dell’abbigliamento sono cresciute del 6,3% tra il 2023 e il 2024, raggiungendo 1,004 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente. Il dato, fornito dall’Apparel Impact Institute, mostra che, nonostante gli investimenti in energie rinnovabili e materiali riciclati, la crescita dei volumi produttivi sta annullando i progressi di efficienza.

Emissioni in aumento: il dato della Fashion Week 2027

Il rapporto “Taking Stock of Progress Against the Roadmap to Net Zero 2026” evidenzia che la produzione di fibre è passata da 124 a 132 milioni di tonnellate in un solo anno, con il poliestere che rimane dominante al 59% del mix. Il Tier 2 cioè la lavorazione dei materiali tessili, è responsabile di ben 512,7 milioni di tonnellate di CO₂e, pari al 51% dell’intera impronta del settore. I dati suggeriscono che, per rimanere entro la traiettoria compatibile con i 1,5 °C, le emissioni dovranno essere dimezzate entro il 2030, passando da 1,004 a 489 milioni di tonnellate.

Il ruolo del Tier 2 nella catena di valore

Le attività di rifinitura, tintura e stampa, collocate nel Tier 2, sono quindi il punto focale per qualsiasi strategia di decarbonizzazione. Alcuni marchi hanno già avviato programmi di eliminazione del carbone: H&M ha ridotto da 118 a 10 gli stabilimenti con caldaie a carbone, puntando al zero entro il 2026, mentre Ralph Lauren ha dismesso 80 unità, ne rimane solo una operativa. Altri esempi includono Patagonia, che finanzia la sostituzione delle caldaie a carbone a Taiwan, con una riduzione stimata di 27.500 tonnellate di CO₂e all’anno.

Gas caro: l’allarme di Confindustria Moda

Parallelamente, il prezzo del gas in Italia è aumentato del 80% nell’ultimo anno, passando da 35,60 €/MWh ad agosto 2025 a 64,15 €/MWh. Questo rialzo mette a dura prova le imprese della nobilitazione tessile settore che utilizza il gas come energia principale per tintorie, stamperie e finissaggi. Dino Masso, presidente della Sezione Nobilitazione di Confindustria Moda, avverte che la continuità produttiva del Made in Italy è a rischio: “Il gas non è un costo accessorio, è una componente indispensabile del processo produttivo”.

Iniziative di decarbonizzazione e meccanismi di finanziamento

Di fronte a queste sfide, diversi brand hanno intensificato gli investimenti in energia rinnovabile e elettrificazione. PUMA ha superato il 33% di energia verde nelle fabbriche core nel 2025, fissando un obiettivo del 40% entro il 2030; Burberry ha raggiunto il 44% di elettricità rinnovabile da fornitori Tier 1. W.L. Gore ha portato al 75% la quota di energia verde nella produzione nel 2024, mentre Shenzhou ha superato il 60%, includendo dieci impianti al 100% da fonti rinnovabili.

Esempi di finanziamento per la transizione

Le recenti analisi della Fashion Industry Charter for Climate Action sottolineano l’importanza di carbon market e di strumenti finanziari come green bondprestiti a tasso agevolato e blended finance. Questi meccanismi possono colmare il divario di capitale delle piccole e medie imprese situate nei primi livelli della filiera, consentendo loro di adottare tecnologie a basse emissioni, installare impianti solari e passare a pompe di calore ad alta temperatura. L’accesso a fondi pubblici e a contratti di rendimento energetico è ritenuto cruciale per evitare che la pressione sul gas blocchi ulteriori investimenti.

Solo una combinazione di interventi tecnologici, politiche di prezzo del carbonio e finanza sostenibile potrà riportare il settore sulla rotta del Net Zero entro il prossimo decennio.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.