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La logistica in Italia assume un ruolo sempre più centrale nel valore complessivo del sistema produttivo. Nord Ovest pesa in modo rilevante sul fatturato del comparto conto terzi. Sul versante tecnologico emergono l’introduzione di soluzioni basate su Intelligenza artificiale e la spinta verso pratiche più sostenibili. Queste leve modulano costi e offerta dei servizi e ridefiniscono il rapporto tra imprese committenti e operatori logistici. Si segnala un’aspettativa di incremento degli investimenti in tecnologie e misure ambientali nei prossimi anni.
La logistica viene ormai percepita dalle imprese come una funzione strategica in grado di incidere direttamente sulle performance di business. Il riconoscimento del ruolo strategico si traduce in una maggiore attenzione alla pianificazione operativa e alla resilienza delle catene di fornitura.
Il settore mostra segni di consolidamento e crescente specializzazione: il numero delle imprese tende a ridursi mentre il valore complessivo del fatturato continua a crescere. Questa dinamica interessa trasporto, magazzini e servizi accessori, con operatori che orientano gli investimenti verso tecnologie abilitanti e pratiche a minore impatto ambientale. Si prevede un ulteriore aumento degli investimenti in innovazione e sostenibilità, fattori ritenuti decisivi per mantenere competitività e conformità normativa.
Il peso economico e la dinamica territoriale
Dopo l’aumento degli investimenti in innovazione e sostenibilità, l’area del Nord Ovest resta centrale nella rete produttiva e logistica nazionale. La regione concentra una quota significativa del PIL e delle esportazioni, fattori che determinano volumi rilevanti per la logistica esternalizzata.
La domanda per la logistica conto terzi ha mostrato fluttuazioni legate alle variazioni delle tariffe di trasporto internazionale. Tali oscillazioni hanno condotto a una fase di contrazione seguita da una ripresa, stabilizzando il mercato su livelli più elevati. Questa evoluzione evidenzia come i flussi globali e le condizioni di mercato incidano direttamente sull’organizzazione territoriale dei servizi logistici.
Outsourcing e modelli di servizio
La tendenza all’esternalizzazione prosegue, con impatto diretto sull’organizzazione territoriale dei servizi logistici. Le medie e grandi imprese affidano ai fornitori non solo funzioni tradizionali, ma anche servizi a valore aggiunto, trasformando il provider in un partner strategico.
Le piccole imprese delegano soprattutto compiti specifici e puntuali. Il valore riconosciuto ai fornitori si misura nella flessibilità, nella capacità di bilanciare costo/servizio e nel supporto alla continuità operativa. In questo contesto l’outsourcing è inteso come trasferimento di responsabilità operative al fornitore, con clausole chiare su performance e responsabilità.
Intelligenza artificiale: dal laboratorio all’operatività
In continuità con l’esternalizzazione dei servizi, molte imprese integrano l’AI nelle catene logistiche affidate ai fornitori. Le applicazioni operative includono ottimizzazione dei percorsi, previsione della domanda, gestione delle scorte e miglioramento dei livelli di servizio. L’adozione non è più limitata a progetti pilota: una quota significativa di committenti ha implementato soluzioni su scala operativa e riporta miglioramenti misurabili nei processi e nel customer service. L’integrazione consente un controllo più preciso delle performance operative e contribuisce a obiettivi di efficienza e sostenibilità.
Potenziare le persone o sostituirle?
L’integrazione dell’AI prosegue con l’obiettivo di migliorare l’efficacia decisionale e la produttività dei lavoratori, non di eliminare la componente umana. Le aziende privilegiano soluzioni che affiancano le persone nelle attività ripetitive e nelle analisi complesse, consentendo una riallocazione delle competenze verso compiti a maggior valore aggiunto.
Il modello prevalente è quello del potenziamento, inteso come uso dell’AI per aumentare capacità operative e qualità delle scelte. Questo approccio favorisce un controllo più preciso delle performance e supporta obiettivi di efficienza e sostenibilità. Nei prossimi anni si prevede una crescita delle imprese orientate al potenziamento rispetto a quelle focalizzate esclusivamente sull’automazione.
Transizione green e investimenti negli immobili logistici
Le aziende del settore logistico hanno inserito la transizione green tra le priorità strategiche. Interventi su impianti, involucro edilizio e servizi interni mirano a ridurre i consumi e le emissioni. L’azione interessa trasporto, magazzini e packaging. Obiettivo: migliorare la resilienza operativa e contenere i costi energetici.
Iniziative infrastrutturali e pratiche operative
Tra le misure più diffuse figurano l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, il montaggio di portoni coibentati e investimenti in isolamento termico. L’adozione di soluzioni per la mobilità sostenibile interna ai siti riduce l’uso di combustibili fossili e ottimizza i flussi logistici.
Altre azioni comprendono l’adozione di sistemi di illuminazione a basso consumo, la gestione differenziata e circolare dei materiali e interventi volti ad aumentare la biodiversità nei poli logistici. Queste pratiche accrescono l’efficienza operativa e migliorano la capacità delle strutture di adattarsi a shock di mercato.
Infrastrutture e prospettive di sistema
Le pratiche operative descritte precedentemente accrescono l’efficienza operativa e migliorano la capacità delle strutture di adattarsi a shock di mercato. Per consolidare la crescita del settore logistico nazionale servono interventi infrastrutturali mirati e coordinati. Occorre potenziare l’intermodalità e rafforzare le reti ferroviarie per favorire il trasporto su rotaia e via mare.
Le politiche di supporto devono combinare incentivi economici e misure regolatorie per sostenere la transizione. Una rete logistica efficiente riduce i costi, aumenta l’affidabilità e sostiene pratiche più sostenibili. Il ruolo delle infrastrutture è centrale anche per attrarre investimenti privati e migliorare la connettività dei nodi portuali e interportuali.
Il settore richiede sinergia tra tecnologia, formazione e governance di filiera. Il percorso verso una logistica più intelligente e verde passa da investimenti in soluzioni digitali, upgrade degli immobili logistici e sviluppo delle competenze professionali. La maturazione di relazioni di filiera e la formazione di figure manageriali specializzate sono condizioni necessarie per governare il cambiamento.
Ulteriore sviluppo atteso riguarda l’adozione di strumenti finanziari dedicati e programmi di formazione professionale per favorire la diffusione di pratiche sostenibili e la resilienza delle reti logistiche.

