Salta al contenuto
5 Ottobre 2026

Nuovi ESRS e VSME: cosa cambia per le imprese a partire dal 2027

Le novità Europee snelliscono gli obblighi di rendicontazione, distinguendo grandi imprese e PMI con standard più leggeri ma efficaci.

Nuovi ESRS e VSME: cosa cambia per le imprese a partire dal 2027

Il 21 settembre 2026 l’Unione europea ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale due regolamenti delegati che ridefiniscono i requisiti di rendicontazione di sostenibilità. L’obiettivo è rispondere alle critiche secondo cui gli standard esistenti erano troppo gravosi per le imprese, soprattutto per le piccole e medie imprese che dovevano comunque fornire dati a fornitori più grandi.

ESRS semplificati: meno dati, nuova materialità

Il Regolamento delegato 2026/1563 modifica gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) introdotti nel 2023. La revisione riduce di oltre 60 % il numero di datapoint obbligatori, privilegia le metriche quantitative e separa nettamente le informazioni obbligatorie da quelle volontarie. Le soglie di applicazione sono state riallineate: entrano nel perimetro solo le imprese con più di 1 000 dipendenti o con un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro. Il nuovo approccio alla materialità richiede una valutazione più mirata dei rischi e delle opportunità legate a sostenibilità, senza dover compilare interi capitoli descrittivi.

Scadenze e possibilità di adozione anticipata

Gli ESRS rivisti saranno obbligatori per gli esercizi che iniziano il 1 gennaio 2027, ma la Commissione ha previsto una data di entrata in vigore il 10 novembre 2026, consentendo alle aziende di adottarli già per il bilancio 2026 se lo desiderano. Questa flessibilità permette a chi ha già avviato i processi di raccolta dati di passare senza interruzioni al nuovo regime, riducendo al contempo i costi di transizione.

VSME: lo standard volontario per le PMI

Il Regolamento delegato 2026/1560 introduce il Voluntary Sustainability Reporting Standard (VSME) per le imprese con fino a 1 000 dipendenti che non sono soggette alla CSRD. Il VSME adotta una struttura modulare composta da un modulo base pensato per chi vuole solo le informazioni essenziali, e da un modulo completo per chi desidera fornire dati più approfonditi. In questo modo le PMI possono rispondere a richieste di sostenibilità dei loro clienti senza dover sostenere oneri amministrativi eccessivi.

Value chain cap: il tetto delle richieste di sostenibilità

Il VSME funge anche da riferimento massimo per il cosiddetto value chain cap ovvero il limite superiore di informazioni che un’impresa obbligata può esigere dai propri fornitori e sub-appaltatori. In pratica, se un grande gruppo richiede dati di sostenibilità a una PMI, può richiedere al massimo quanto previsto dal VSME, garantendo una proporzionalità tra la dimensione dell’interlocutore e l’onere documentale.

Implicazioni per gli appalti pubblici e la catena di fornitura

Per chi gestisce le gare d’appalto, le novità implicano una revisione dei criteri ESG inseriti nei capitolati. Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) dovrà distinguere tra i requisiti di gara, disciplinati dal D.Lgs. 36/2023, e le informazioni richieste per la rendicontazione di sostenibilità. È consigliabile evitare di imporre un report completo a tutti i concorrenti: i fornitori sotto soglia possono invece presentare il VSME come documento di riferimento, senza che ciò diventi un requisito obbligatorio. Inoltre, le richieste devono essere strettamente collegate all’oggetto dell’appalto e motivate da esigenze dimostrabili, altrimenti si rischia di violare il principio di proporzionalità e di ostacolare la partecipazione delle PMI.

Le grandi imprese dovranno adeguarsi a standard più concisi ma più focalizzati, mentre le PMI ricevono un quadro volontario chiaro e limitato, facilitando le interazioni nella catena del valore e contribuendo a una transizione più equilibrata verso una economia più responsabile.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.