Il Politecnico di Milano ha annunciato il Piano di sostenibilità 2026-2028 un documento che vuole andare oltre la semplice dichiarazione di intenti, trasformando gli obiettivi in azioni misurabili. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la sostenibilità non può più restare un concetto astratto ma deve dimostrarsi nella quotidianità di un’università: dalla gestione dei consumi energetici ai percorsi formativi, fino alle relazioni con il territorio. La rettrice Donatella Sciuto ha sottolineato che il percorso deve essere accompagnato da una rigorosa verifica dei risultati, per far sì che l’impatto sia reale e verificabile.
Il piano si articola in sei obiettivi strategici, tre obiettivi strumentali e ben 33 azioni operative, tutte collegate a 22 KPI che consentiranno di monitorare costantemente l’avanzamento. L’approccio integrato punta a conciliare le tre dimensioni classiche dell’ESG ambiente, società e governance. In questo contesto nasce Action For Non Profit (A4NP) una piattaforma digitale concepita per mettere in contatto le competenze accademiche con le esigenze concrete del terzo settore.
Obiettivi, azioni e misurazione del Piano 2026-2028
Il documento prevede una serie di traguardi ambiziosi per il 2028: una riduzione del 50 % delle emissioni pro capite di CO₂ rispetto al 2015, una diminuzione del 30 % dei rifiuti indifferenziati e la creazione di 50 000 m² di superfici pedonalizzate, verdi e drenanti. Parallelamente, vengono fissati impegni sul piano sociale, come l’ampliamento dei posti in residenze, l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’aumento delle opportunità di partecipazione per studenti provenienti da contesti svantaggiati. Sul fronte della governance, il piano traduce la visione in responsabilità operative, affidando a un Advisory Board esterno il compito di monitorare i risultati e suggerire eventuali correzioni di rotta.
Ambiente, società e governance: le tre dimensioni
Nel settore ambientale i 22 KPI includono misurazioni precise di consumo energetico, emissioni di gas serra e gestione dei rifiuti, tutti raccolti tramite una piattaforma di data-analytics in continuo aggiornamento. Per la dimensione sociale gli indicatori valutano l’accessibilità dei campus, il numero di tirocini e volontariati realizzati con enti del terzo settore, nonché la diversità di genere tra docenti e ricercatori. Infine, la governance è monitorata attraverso metriche di trasparenza, partecipazione degli stakeholder e rispetto delle scadenze previste dal piano.
Action For Non Profit: la piattaforma di raccordo con il terzo settore
A4NP nasce per rispondere a due esigenze complementari: da un lato, mettere a disposizione delle organizzazioni non profit le competenze tecniche e scientifiche del Politecnico; dall’altro, consentire agli studenti di confrontarsi con problemi reali, trasformando le lezioni in casi studio concreti. Già nella fase pilota la piattaforma ha coinvolto quasi 400 enti, e l’obiettivo fissato per il 2028 è di superare le 500 organizzazioni iscritte. La rettrice ha ribadito che il vero valore non sarà il numero di aderenti, ma la qualità delle collaborazioni, la durata nel tempo e l’effettivo sviluppo di competenze trasversali per gli studenti.
Obiettivi di coinvolgimento e criteri di valutazione
Il successo di A4NP sarà valutato con KPI specifici: il conteggio delle collaborazioni didattiche (corsi, laboratori, tirocini), la percentuale di progetti che proseguono oltre la fase pilota e la misurazione dell’impatto sociale attraverso survey alle organizzazioni partner. Inoltre, si monitorerà l’incremento dell’occupabilità degli studenti che hanno partecipato a progetti con il terzo settore, confrontando i dati di inserimento lavorativo con la media nazionale. Un aspetto innovativo è la co-creazione di questi indicatori con le stesse organizzazioni, per garantire che la valutazione rifletta realmente le loro esigenze.
Integrazione della sostenibilità nella didattica e nella ricerca
Il Politecnico ha già inserito la sostenibilità in 48 corsi destinati alle organizzazioni non profit e in 29 corsi della Scuola del Design. Questi percorsi non sono più semplici trasferimenti di conoscenza, ma ambienti di apprendimento attivo dove gli studenti sviluppano soluzioni in collaborazione con enti del territorio. La filosofia è quella di formare professionisti per i quali la sostenibilità sia una competenza trasversale non una disciplina marginale. Oltre ai corsi tradizionali, la piattaforma offre la “Libreria Zero” di risorse open-source e una serie di MOOC dedicati al ciclo di vita dei prodotti, all’analisi dei rischi ambientali e alla valutazione dell’impatto sociale.



