Il Politecnico di Milano ha chiuso la sua sesta edizione del Festival Internazionale dell’Ingegneria tra i campus Leonardo e Bovisa. Per tre giorni, più di 15.000 partecipanti hanno avuto la possibilità di esplorare decine di laboratori, assistere a talk e spettacoli, e confrontarsi con esperti provenienti da università, aziende e mondo della comunicazione.
Con lo slogan “Ibridazioni. La forza generativa delle connessioni” l’edizione 2026 ha voluto porre al centro il dialogo tra innovazione tecnologica e vita quotidiana, mostrando come discipline diverse possano intrecciarsi per creare soluzioni più efficaci.
Un’offerta variegata per tutti i pubblici
Il programma ha contato 196 appuntamenti tra cui 42 laboratori aperti al pubblico, 47 attività pensate per i più piccoli e 19 dedicate ai ragazzi. Tra le proposte più popolari c’erano le dimostrazioni nella Galleria del Vento, il simulatore di guida e il Laboratorio di Crash dove i visitatori hanno potuto osservare dal vivo gli esperimenti sugli urti. Sono stati organizzati anche sette spettacoli, dieci mostre e tredici talk, coinvolgendo più di 150 docenti, ricercatori e dottorandi.
Le attività per i bambini hanno spaziato dalla chimica “magica” alle auto a guida autonoma, dal funzionamento dei droni alla cybersicurezza illustrata con esempi pratici. Per gli adolescenti, i laboratori hanno affrontato temi più tecnici, come la progettazione di componenti aerospaziali o la sperimentazione di energia eolica, offrendo un orientamento concreto verso le varie branche dell’ingegneria.
Ospiti internazionali e dibattiti sul futuro
Tra i protagonisti dell’evento spicca il professor Susumu Kitagawa vincitore del Nobel per la fisica nel 2025, che ha raccontato aneddoti del proprio percorso e ha discusso le prospettive dell’intelligenza artificiale. Altri nomi di rilievo includono la pioniera dell’ingegneria spaziale Amalia Ercoli Finzi il designer e architetto Carlo Ratti la docente Michèle Lavagna del Politecnico e il rappresentante di Thales Alenia Space Roberto Angelini che hanno approfondito temi quali il ritorno dell’uomo sulla Luna e le tecnologie per la permanenza nello spazio.
Talk e performance che hanno coinvolto il pubblico
Il dibattito tra il giornalista e podcaster Pablo Trincia e il docente di cybersicurezza Stefano Zanero ha mostrato come le indagini digitali e la narrazione si intreccino nella ricostruzione dei fatti. Altri talk hanno attirato folle numerose: Jakidale ha messo a fuoco il confine tra hype tecnologico e vere rivoluzioni; Quantum Girl (Virginia Benzi) ha condotto un laboratorio interattivo di fisica con circa 400 partecipanti; e il comico Davide Calgaro ha chiuso l’evento con una performance di stand-up che ha legato umorismo e scienza.
Tutte queste iniziative hanno avuto un impatto evidente: le sale con capacità di 400-500 posti sono rimaste piene, dimostrando la forte domanda di conoscenza e il desiderio del pubblico di avvicinarsi alla ricerca., direttrice del public engagement, “la combinazione tra autorevolezza scientifica e linguaggi più accessibili è stata la chiave per raggiungere un pubblico così ampio”.
Impatto sul futuro dell’ingegneria e sulla domanda di talenti
Il festival ha anche avuto una funzione orientativa: molti giovani hanno scoperto, attraverso le dimostrazioni pratiche, le differenze tra ingegneria aeronautica, meccanica, gestionale e spaziale, nonché le opportunità professionali legate a ciascuna disciplina. Le iscrizioni ai corsi di ingegneria sono in crescita, ma il mercato del lavoro continua a chiedere profili con competenze trasversali, proprio quelle messe in luce dall’evento.



