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23 Settembre 2026

Politecnico di Milano ospita il Festival di Ingegneria con oltre 15mila presenze

Il Festival dell’Ingegneria 2026 ha riunito più di 15mila curiosi, 196 attività e ospiti di spicco per dimostrare quanto tecnologia e società possano fondersi in esperienze concrete.

Politecnico di Milano ospita il Festival di Ingegneria con oltre 15mila presenze

Il Politecnico di Milano ha chiuso la sua sesta edizione del Festival Internazionale dell’Ingegneria tra i campus Leonardo e Bovisa. Per tre giorni, più di 15.000 partecipanti hanno avuto la possibilità di esplorare decine di laboratori, assistere a talk e spettacoli, e confrontarsi con esperti provenienti da università, aziende e mondo della comunicazione.

Con lo slogan “Ibridazioni. La forza generativa delle connessioni” l’edizione 2026 ha voluto porre al centro il dialogo tra innovazione tecnologica e vita quotidiana, mostrando come discipline diverse possano intrecciarsi per creare soluzioni più efficaci.

Un’offerta variegata per tutti i pubblici

Il programma ha contato 196 appuntamenti tra cui 42 laboratori aperti al pubblico, 47 attività pensate per i più piccoli e 19 dedicate ai ragazzi. Tra le proposte più popolari c’erano le dimostrazioni nella Galleria del Vento, il simulatore di guida e il Laboratorio di Crash dove i visitatori hanno potuto osservare dal vivo gli esperimenti sugli urti. Sono stati organizzati anche sette spettacoli, dieci mostre e tredici talk, coinvolgendo più di 150 docenti, ricercatori e dottorandi.

Le attività per i bambini hanno spaziato dalla chimica “magica” alle auto a guida autonoma, dal funzionamento dei droni alla cybersicurezza illustrata con esempi pratici. Per gli adolescenti, i laboratori hanno affrontato temi più tecnici, come la progettazione di componenti aerospaziali o la sperimentazione di energia eolica, offrendo un orientamento concreto verso le varie branche dell’ingegneria.

Ospiti internazionali e dibattiti sul futuro

Tra i protagonisti dell’evento spicca il professor Susumu Kitagawa vincitore del Nobel per la fisica nel 2025, che ha raccontato aneddoti del proprio percorso e ha discusso le prospettive dell’intelligenza artificiale. Altri nomi di rilievo includono la pioniera dell’ingegneria spaziale Amalia Ercoli Finzi il designer e architetto Carlo Ratti la docente Michèle Lavagna del Politecnico e il rappresentante di Thales Alenia Space Roberto Angelini che hanno approfondito temi quali il ritorno dell’uomo sulla Luna e le tecnologie per la permanenza nello spazio.

Talk e performance che hanno coinvolto il pubblico

Il dibattito tra il giornalista e podcaster Pablo Trincia e il docente di cybersicurezza Stefano Zanero ha mostrato come le indagini digitali e la narrazione si intreccino nella ricostruzione dei fatti. Altri talk hanno attirato folle numerose: Jakidale ha messo a fuoco il confine tra hype tecnologico e vere rivoluzioni; Quantum Girl (Virginia Benzi) ha condotto un laboratorio interattivo di fisica con circa 400 partecipanti; e il comico Davide Calgaro ha chiuso l’evento con una performance di stand-up che ha legato umorismo e scienza.

Tutte queste iniziative hanno avuto un impatto evidente: le sale con capacità di 400-500 posti sono rimaste piene, dimostrando la forte domanda di conoscenza e il desiderio del pubblico di avvicinarsi alla ricerca., direttrice del public engagement, “la combinazione tra autorevolezza scientifica e linguaggi più accessibili è stata la chiave per raggiungere un pubblico così ampio”.

Impatto sul futuro dell’ingegneria e sulla domanda di talenti

Il festival ha anche avuto una funzione orientativa: molti giovani hanno scoperto, attraverso le dimostrazioni pratiche, le differenze tra ingegneria aeronautica, meccanica, gestionale e spaziale, nonché le opportunità professionali legate a ciascuna disciplina. Le iscrizioni ai corsi di ingegneria sono in crescita, ma il mercato del lavoro continua a chiedere profili con competenze trasversali, proprio quelle messe in luce dall’evento.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.