Il 29 settembre 2026, al termine dell’evento Open-es ACT 2026 tenutosi a Roma, è stata presentata una nuova struttura istituzionale: la Fondazione Systema. L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa dei principali protagonisti dell’ecosistema produttivo nazionale di creare un punto di raccordo capace di orientare le scelte strategiche delle imprese e delle filiere. Il contesto in cui è stata lanciata la fondazione è caratterizzato da una pressione crescente verso la twin transition cioè la necessità di conciliare contemporaneamente la trasformazione digitale e quella ecologica.
Gli organizzatori hanno sottolineato che la competitività del Made in Italy dipende sempre più dalla capacità di superare frammentazioni e duplicazioni operative. In questo scenario, la Fondazione Systema si propone come strumento per aggregare risorse, conoscenze e best practice, riducendo gli ostacoli che spesso limitano l’accesso delle PMI a soluzioni innovative. Il nuovo organismo vuole inoltre fungere da catalizzatore per iniziative condivise, rafforzando il dialogo tra gli attori pubblici e privati.
Fondazione Systema: i promotori dell’iniziativa
Il nucleo originario della fondazione è costituito da un gruppo eterogeneo di aziende e istituzioni: EniConfindustriaEnelSnamUniCreditQ8 ItaliaWebuildAccentureAvvale e RINA. Questi attori hanno deciso di cooperare per ampliare la capacità di coinvolgere tutti i soggetti chiave del sistema Paese, dal grande impianto industriale alle piccole realtà locali. La presenza di banche, fornitori di energia, contractor e società di consulenza permette di coprire un ampio spettro di competenze, creando una rete capace di intervenire su questioni tecniche, finanziarie e normative.
I partner fondatori e la loro visione
Secondo le dichiarazioni del presidente della fondazione, Claudio Granata, l’obiettivo è costruire una governance più aperta e rappresentativa, in grado di accogliere progressivamente nuovi membri. Granata ha enfatizzato che lo sviluppo industriale di Eni ha sempre accompagnato la crescita delle regioni in cui opera, e che questo spirito è alla base del nuovo progetto. La visione condivisa è quella di una piattaforma dove le imprese possono accedere a soluzioni concrete, riducendo la burocrazia e le sovrapposizioni operative, per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale.
Obiettivi strategici e ruolo di Open-es
Tra le missioni principali della Fondazione Systema vi è la semplificazione dei percorsi di innovazione per le imprese, con l’intento di abbattere le barriere legate a duplicazioni di interventi e a una scarsa coordinazione fra le filiere. Il nuovo organismo intende definire priorità comuni, sviluppare modelli condivisi e proporre approcci integrati per gestire i rischi derivanti dalle trasformazioni in atto. Un focus particolare è dedicato alla capacità di generare sinergie tra la transizione ecologica e quella digitale creando un quadro di riferimento unico per le aziende che vogliono investire in tecnologie pulite e processi digitalizzati.
Open-es come volano di crescita
Open-es, già attiva con più di 48.000 imprese iscritte, rappresenta il punto di partenza e la spina dorsale della nuova fondazione. La piattaforma continuerà a coinvolgere le imprese, promuovendo lo sviluppo di progetti condivisi e facilitando il coordinamento lungo le catene di valore. Grazie alle competenze dei partner dell’Alleanza, Open-es potrà offrire strumenti di analisi, finanziamenti dedicati e percorsi di formazione mirati, contribuendo a trasformare le idee in azioni concrete. In questo modo, la Fondazione Systema potrà valorizzare l’esperienza accumulata da Open-es per accelerare la competitività delle filiere italiane.
Apertura, governance e prospettive di partecipazione
La struttura della fondazione prevede modalità di adesione flessibili per accogliere nuovi soggetti interessati a contribuire alle priorità condivise. L’invito è rivolto a ulteriori realtà industriali, finanziarie, associazioni di categoria e istituzioni pubbliche, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la rappresentatività dell’Alleanza. La governance prevede un consiglio direttivo composto da rappresentanti dei membri fondatori, ma aperto a nuove voci tramite meccanismi di consultazione periodica. Questo modello garantisce che le decisioni siano prese in modo trasparente e che le iniziative siano sempre in linea con le esigenze emergenti del mercato.



