Negli ultimi anni il viaggio all’aria aperta ha trasformato le abitudini di milioni di viaggiatori: tenda, bungalow immersi nel verde o camper sono diventati la formula più cercata per una vacanza lontana dal quotidiano. Non è solo una moda, è un fenomeno confermato dai numeri, che mostra una crescita più veloce di quella degli alberghi tradizionali e una stagionalità che si estende ben oltre i mesi estivi.
Il tema è stato al centro di tre importanti eventi europei: l’assemblea di EFCO&HPA a Cavallino-Treporti, il 26° Global Summit del World Travel & Tourism Council a La Valletta e la cerimonia dei Destination of Sustainable Cultural Tourism Awards 2026. Ognuno di essi ha fornito dati, indicazioni politiche e riconoscimenti per le realtà che stanno guidando il cambiamento nel settore turistico.
Italia seconda destinazione europea per il turismo all’aria aperta
Secondo le statistiche Eurostat, le strutture open air dell’Unione Europea hanno registrato 413 milioni di notti nel 2025, pari al 13,4 % del totale dei pernottamenti turistici. In questo contesto la Francia resta la leader con 154 milioni di notti, ma l’Italia si piazza al secondo posto con 69,5 milioni, superando la Spagna (49,8 milioni) e la Germania (45 milioni). Il comparto ha registrato una crescita del 28,5 % negli ultimi dieci anni, superando nettamente la media degli hotel.
Estensione della stagione e impatto regionale
Le 2 600 strutture italiane, che offrono complessivamente 1,3 milioni di posti letto, prevedono un aumento del 2 % degli arrivi rispetto al 2025, ma la vera novità è la prolungata stagione: le strutture rimangono operative fino a ottobre inoltrato grazie a condizioni climatiche favorevoli. Il Veneto, ospitante l’assemblea EFCO&HPA, è l’esempio più emblematico: l’open air genera più del 27 % del fatturato turistico regionale e, durante l’estate, ha registrato il tutto esaurito, coprendo più di un pernottamento su quattro dell’intera zona.
Le otto priorità del WTTC per mantenere la leadership europea
Il World Travel & Tourism Council ha delineato una road map di otto interventi strategici da adottare entro il 2026 per rafforzare la competitività del turismo europeo. Primo punto focale: semplificare l’accesso ai visti, introducendo un visto Schengen digitale, potenziando i visti multipli e creando un “programma europeo per viaggiatori affidabili” ispirato a sistemi come il Global Entry statunitense. Queste misure puntano a ridurre i tempi di rilascio dei visti, che nel 2025 sono calati del 40 % rispetto al 2019.
Investimenti, sostenibilità e innovazione
Il settimo punto della lista riguarda gli investimenti: nel 2025 il turismo europeo ha attirato 259 miliardi di dollari, ancora inferiori del 3,6 % rispetto al 2019 e dietro a Asia-Pacifico (395 miliardi) e Nord America (273 miliardi). Il WTTC chiede che il settore sia riconosciuto come “ecosistema strategico” nel bilancio UE 2028-2034, garantendo maggiore certezza normativa, accesso al credito e incentivi per le PMI. Parallelamente, la sostenibilità è al centro della strategia: dal 2019 al 2024 le emissioni del turismo sono calate del 14,8 %, ma per il Mediterraneo, che assorbe il 52,2 % della spesa turistica europea, sono necessari investimenti in adattamento climatico, gestione dell’acqua e carburanti sostenibili per aviazione e mare.
Premi europei al turismo culturale 2026: l’Italia nella top list
La recente edizione dei Destination of Sustainable Cultural Tourism Awards ha premiato sei categorie di iniziative che coniugano patrimonio culturale e sostenibilità. L’Italia è stata riconosciuta nella sezione “Digitalizzazione” con il progetto “Vacanze in salute – Healthy holidays in Veneto Region”, una rete di assistenza medica, infermieristica e supporto linguistico offerta nelle località balneari di Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino-Treporti. L’iniziativa, promossa dall’ULSS 4 Veneto Orientale e dal Comune di Jesolo, dimostra come la salute possa diventare parte integrante dell’esperienza turistica.
Turismo transnazionale: Smuggle Tour
Un altro progetto vincitore è lo “Smuggle Tour” (Šverc Tura), promossa dall’ente turistico di Nova Gorica in Slovenia. Il percorso, nato nel contesto del progetto GO!2025, ricostruisce le storie di contrabbando lungo il vecchio confine italo-jugoslavo, partendo da Piazza Transalpina tra Gorizia e Nova Gorica e culminando nella collezione museale di Pristava. I partecipanti vivono un’esperienza di gioco di ruolo che li trasforma in contrabbandieri, unendo storia, performance e coinvolgimento attivo.
Questi riconoscimenti confermano la capacità dell’Italia di coniugare turismo verde, innovazione digitale e valorizzazione storica, mentre le linee guida del WTTC forniscono lo scenario europeo in cui tali eccellenze possono crescere ulteriormente. La sinergia tra dati concreti, politiche lungimiranti e progetti premiati rappresenta la spinta necessaria per mantenere l’Europa al centro della crescita turistica globale nei prossimi decenni.



