Il cambiamento climatico si è posto al centro del dibattito aziendale e finanziario italiano. Nel 2026, la quarta edizione di ESGmakers ha riunito amministratori, dirigenti e responsabili di sostenibilità per confrontare le risposte operative e strategiche di istituzioni come BPER, A2A, Unipol, Intesa Sanpaolo Assicurazioni ed ENAV.
ESGmakers 2026: una tavola rotonda sul valore dei rischi climatici
Il 7 ottobre, l’Università Bocconi ha ospitato l’incontro “Oltre l’incertezza: governare il cambiamento e trasformare i rischi in valore sostenibile”. La moderatrice Alessandra Frangi ha guidato una discussione in cui i partecipanti hanno analizzato l’esposizione a eventi meteorologici estremi e le conseguenze per le rispettive attività.
Impatto economico delle catastrofi naturali
Secondo Swiss Re, nel 2024 le catastrofi hanno generato perdite globali per 328 miliardi di dollari, di cui 137 miliardi coperti da assicurazioni. Questo divario di protezione è evidente anche in Italia, dove la penetrazione di polizze contro rischi catastrofici rimane limitata. Il risultato spinge il settore assicurativo a passare da una mera liquidazione dei sinistri a soluzioni di prevenzione proattiva includendo allarmi anticipati e analisi di vulnerabilità.
Le strategie specifiche delle imprese italiane
BPER Banca attraverso la responsabile Giovanna Zacchi, ha evidenziato come i criteri ESG entrino nella valutazione del credito: le imprese più sostenibili mostrano tassi di insolvenza più bassi, perciò la banca integra i fattori ambientali, sociali e di governance nei propri modelli di risk-checking.
A2A punta alla neutralità climatica entro il 2050. Il Piano di Transizione, presentato da Manuela Baudana, prevede aggiornamenti periodici e un dialogo continuo con le amministrazioni locali per definire priorità territoriali condivise.
Nel settore assicurativo, Unipol Assicurazioni rifiuta la tradizionale mera copertura dei sinistri. Già dal 2024, Giulia Balugani ha introdotto strumenti di analisi e sistemi di allerta per aiutare famiglie e imprese a mitigare i danni prima che si verifichino.
Intesa Sanpaolo Assicurazioni adotta un approccio inclusivo: la prevenzione dei rischi si estende a fornitori e filiere produttive, mentre gli investimenti sono orientati a sostenere la transizione ecologica delle attività economiche.
Nel cielo italiano, ENAV ha ridotto le proprie emissioni del 87 % rispetto al 2019, grazie a iniziative come il programma Free Route, che ha evitato più di 537 000 tonnellate di carburante, equivalenti a 1,6 milioni di tonnellate di CO₂.
Linee guida ESMA: trasparenza nella comunicazione di impatto e transizione
Il 12 ottobre, ESMA ha pubblicato due note esplicative su come descrivere l’impatto ambientale e sociale di fondi e obbligazioni senza cadere in greenwashing. Le indicazioni sottolineano quattro principi fondamentali: accuratezza, accessibilità, evidenza e aggiornamento.
Per l’impatto, gli operatori devono distinguere tra benefici generati dalle aziende investite e quelli aggiuntivi apportati dall’investitore. Un esempio virtuoso è un fondo che finanzia PMI africane, rendendo chiaro come il capitale fornito migliori le condizioni di credito rispetto a un semplice filtro ESG.
Per la transizione climatica, le dichiarazioni devono includere metriche precise (ad es., riduzione dell’intensità carbonica del 30 % entro il 2029), dettagli sui confini di emissione considerati e chiarire eventuali investimenti residuali in fossili, spiegandone la coerenza con gli obiettivi dichiarati.
Credem e la spinta verso la finanza verde
Nel primo semestre 2026, il Gruppo Credem ha erogato più di 450 milioni di euro in finanziamenti ESG, includendo 370 milioni a sostegno di imprese e 81,7 milioni in leasing per veicoli elettrici, impianti fotovoltaici e immobili ad alta efficienza. A maggio è stato lanciato un Green Bond da 500 milioni, portando il totale delle emissioni ESG a circa 3 miliardi in quattro anni.
Parallelamente, Credem ha compensato le proprie emissioni del 2025 (3.568 tonnellate di CO₂) acquistando crediti certificati dal programma VERRA “Horizonte Carbon Project” in Brasile, dimostrando un impegno concreto nella riforestazione e nella tutela della biodiversità.
Le iniziative di efficientamento energetico, come i sistemi di gestione BEMS, la sostituzione dell’illuminazione con LED ad alta resa e l’incremento del mix rinnovabile, hanno ridotto le emissioni Scope 2, consolidando il percorso verso gli obiettivi di decarbonizzazione del piano di transizione.



