L’innovazione digitale è diventata una priorità per le micro, piccole e medie imprese italiane. Con l’introduzione dei nuovi voucher e dei laboratori di intelligenza artificiale, le PMI hanno l’opportunità di colmare il divario tecnologico e migliorare la loro competitività.
Il sistema camerale ha già accompagnato un milione di imprese nella trasformazione digitale attraverso i Punti Impresa Digitale. Ora, con il nuovo bando voucher “Doppia Transizione” e gli AI-Lab, l’obiettivo è accelerare ulteriormente questo processo.
I voucher per la doppia transizione digitale e ambientale
Il nuovo bando voucher “Doppia Transizione” metterà a disposizione 150 milioni di euro nel periodo 2026-2028. I contributi potranno finanziare fino al 70% degli investimenti in tecnologie digitali, consulenza e formazione, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale alla cybersecurity all’efficienza energetica e alle soluzioni per la sostenibilità.
Le tecnologie finanziabili includono stampanti 3Dsoftware di intelligenza artificialesistemi di monitoraggio dei consumi energetici e strumenti per il rating ESG. Il meccanismo è a sportello, con priorità cronologica di arrivo delle domande.
I destinatari dei voucher
I destinatari sono esclusivamente le micro, piccole e medie imprese con sede nella circoscrizione della Camera di commercio competente, attive e in regola con il diritto annuale. Il contributo è a fondo perduto, in regime de minimis, e copre fino al 70% delle spese ammissibili.
Per accedere ai voucher, le imprese devono compilare il Selfi4.0, un’autovalutazione gratuita di maturità digitale. Questo strumento aiuta a fotografare il livello di partenza e a evitare di finanziare tecnologie scollegate dai processi reali.
Gli AI-Lab territoriali per l’intelligenza artificiale
Una delle principali novità della nuova programmazione è rappresentata dagli AI-Lab, laboratori territoriali dedicati all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è aiutare le imprese a sperimentare concretamente le applicazioni dell’IA, individuando le soluzioni più adatte ai diversi settori produttivi e alle differenti dimensioni aziendali.
Per molte micro e piccole imprese, questi laboratori potranno rappresentare il primo contatto con tecnologie che rischierebbero altrimenti di rimanere patrimonio esclusivo delle grandi realtà.
I risultati dei Punti Impresa Digitale
I Punti Impresa Digitale (PID) hanno già dimostrato la loro efficacia. Dall’avvio delle attività, circa un milione di imprese ha utilizzato almeno uno dei servizi offerti dalla rete dei PID. Oltre 672 mila imprenditori hanno partecipato a iniziative di informazione e formazione, sono stati realizzati più di 131 mila assessment della maturità digitale e oltre 18 mila interventi di assistenza personalizzata.
Il sistema camerale ha mobilitato circa 325 milioni di euro di voucher, sostenendo direttamente più di 40 mila imprese nei loro investimenti. L’approccio integrato dei PID consente di trasformare la tecnologia in un reale fattore di sviluppo.
L’importanza della trasformazione digitale
Investire nell’innovazione digitale produce risultati concreti. Le imprese che investono nella digitalizzazione hanno una produttività superiore del 12% rispetto a quelle che non lo fanno e una propensione all’export più alta del 67%. La tecnologia non rappresenta semplicemente un fattore di modernizzazione: è uno strumento che migliora la competitività, rende più efficienti i processi aziendali e apre nuove opportunità sui mercati internazionali.
Negli ultimi anni, il livello di maturità digitale delle imprese italiane è cresciuto in modo significativo. Le analisi di Unioncamere evidenziano un incremento dell’8% dal 2019. Tuttavia, questo progresso non è uniforme. Accanto a imprese che utilizzano dati, automazione e strumenti di intelligenza artificiale in modo evoluto, resta una vasta platea di micro e piccole aziende che fatica ancora a orientarsi.
Il rischio è che il divario digitale diventi rapidamente un divario di competitività. L’accelerazione dell’intelligenza artificiale rende questa sfida ancora più urgente. L’IA sta entrando progressivamente nei processi produttivi, negli uffici, nei servizi e nelle attività amministrative. Senza un adeguato accompagnamento, molte imprese rischiano di rimanere spettatrici di una trasformazione che potrebbe invece rappresentare una straordinaria opportunità di crescita.



