Negli ultimi anni gli investimenti destinati alla sostenibilità hanno raggiunto livelli record. Un’indagine su oltre 2.000 dirigenti di aziende con fatturato superiore al miliardo di dollari evidenzia che l’82% prevede di aumentare i budget ambientali nei prossimi 12-18 mesi, mentre il 92% mantiene inalterati gli obiettivi net-zero. Tuttavia, la pressione per risultati concreti è forte: due manager su tre chiedono prove basate su dati scientifici, ma solo il 21% dispone di un Piano di Transizione ESG dettagliato.
Piano ESG credibile: le indicazioni operative di Capgemini
Il primo pilastro consiste nell’elaborare roadmap scientifiche con tappe intermedie e una chiara allocazione di capitale. Pubblicare queste linee guida è fondamentale, ma è altrettanto cruciale legare gli incentivi manageriali al loro raggiungimento. In pratica, bonus e piani di carriera dovrebbero dipendere dal rispetto di traguardi climatici, garantendo che le dichiarazioni non rimangano promesse vuote.
Roadmap scientifiche e incentivi manageriali
Secondo la ricerca, le aziende che associano gli obiettivi ESG a meccanismi di remunerazione ottengono risultati più tangibili. L’uso di intelligenza artificiale per analizzare impatti su operazioni, finanza e catene di approvvigionamento consente di costruire strategie di adattamento climatico integrate nei processi quotidiani, trasformando la resilienza da concetto teorico a requisito operativo.
Le PMI si lanciano nella rendicontazione volontaria: casi e benefici
Parallelamente, le micro, piccole e medie imprese stanno abbracciando la rendicontazione volontaria per dimostrare trasparenza e competitività. Lo standard Vsme pensato per realtà non quotate, offre una modalità di reporting proporzionata a dimensioni e risorse, facilitando l’avvicinamento agli standard europei (ESRS) senza imporre complessità eccessive.
Way2Global: trasparenza da “casa di vetro”
La società milanese Way2Global, benefit dal 2017, ha deciso di pubblicare un bilancio integrato su base volontaria. L’approccio “casa di vetro” richiede la redazione di una valutazione d’impatto annuale che quantifica gli effetti ambientali e sociali delle attività. Questo impegno ha generato un ritorno d’immagine significativo e, soprattutto, ha accelerato una crescita sostenibile, culminata con la vittoria al premio Oscar di bilancio per le società benefit.
Nwg e Miwa Energia: percorsi di certificazione e governance
Il network Nwg ha introdotto la rendicontazione volontaria già nel 2020, basandosi sugli standard GRI e successivamente passando agli ESRS per analizzare la doppia materialità. La trasformazione del comitato sostenibilità in un organo manageriale di 12 membri ha rafforzato la governance. Anche Miwa Energia, con sede ad Apice, ha adottato il modello Vsme, ottenendo maggiore credibilità sul mercato locale e definendo obiettivi ESG misurabili per il futuro.
Stati Uniti: il “greenhushing” diventa la norma
Nel contesto statunitense, la pubblicazione dei report di sostenibilità rimane diffusa: l’87% delle società dell’S&P 500 che ne aveva redatto uno nel 2025 lo ha fatto anche nel 2026. Tuttavia, la comunicazione è quasi scomparsa. Solo il 32% dei report è accompagnato da comunicati stampa, contro il 62% del 2022, e la sigla ESG appare in meno del 5% dei titoli. Questo fenomeno, definito greenhushing è una risposta al clima politico anti-ESG promosso dall’amministrazione Trump, che ha messo in discussione le normative sulle informative climatiche.
Nonostante il silenzio, la qualità dei report è migliorata: il 75% dei dati è verificato da soggetti terzi, e cresce l’adozione dell’analisi di doppia materialità. Parallelamente, il 12% delle aziende riconosce ritardi o modifiche agli obiettivi ESG, indicando una crescente difficoltà nel mantenere le promesse precedenti.
Solo così sarà possibile tradurre gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità in risultati tangibili e duraturi.



