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6 Ottobre 2026

Come le foreste alimentano il pianeta e cosa basta per salvarle

Le foreste forniscono cibo, medicine e servizi ecosistemici a miliardi, ma la deforestazione minaccia questa rete vitale; l’Umbria dimostra che è possibile invertire la tendenza, mentre la Diocesi di Massa Carrara avvia una gestione integrata su 2 000 ettari.

Come le foreste alimentano il pianeta e cosa basta per salvarle

Le foreste non sono più soltanto un “scrigno di biodiversità”; costituiscono una piattaforma di sostentamento per più di 5 miliardi di persone. Il rapporto FAO “Forests for food” riporta che, nel 2025, circa 645 milioni di individui hanno sperimentato fame cronica, nonostante i molteplici prodotti forestali disponibili: frutta, noci, tuberi, funghi, insetti e carne selvatica. Tuttavia, questi contributi rimangono quasi invisibili nei bilanci nazionali e nei piani di sviluppo.

Il valore alimentare e sanitario delle foreste a livello globale

Secondo la FAO, più di 50 000 specie selvatiche sono sfruttate dall’uomo per nutrimento, medicina o usi vari, di cui almeno 10 000 entrano direttamente nella dieta quotidiana. In alcune comunità, gli alimenti forestali forniscono fino all’80 % delle proteine giornaliere. Oltre al cibo, un miliardo di persone attingono a piante medicinali, mentre 1,8 miliardi dipendono dal legno per cucinare. I bacini forestali garantiscono anche l’acqua dolce a più dell’85 % delle principali città mondiali, evidenziando il legame stretto tra sicurezza idrica e agricoltura.

Perdita forestale e impatti su agricoltura e nutrizione

Nel decennio più recente, la Terra ha perso in media 10,9 milioni di ettari di foresta all’anno, accelerando il degrado della biodiversità e indebolendo i servizi ecosistemici essenziali. La deforestazione riduce la capacità di regolare il clima, di proteggere il suolo e di mantenere la disponibilità di cibo nutriente, creando un circolo vizioso che minaccia la resilienza dei sistemi agricoli.

Umbria: il “Cuore Verde” che si espande

Contrariamente alla tendenza globale, la regione umbra registra un incremento annuo di circa 1 500 ettari di copertura forestale – l’equivalente di più di 2 000 campi da calcio ricoperti di alberi in 12 mesi. Questo risultato nasce da una gestione forestale sostenibile, progetti di riforestazione coordinati dall’Agenzia Forestale Regionale e una rigorosa tutela delle aree naturali. L’Umbria supera il 40 % di copertura forestale una delle più alte percentuali in Italia.

Benefici ambientali e sociali dell’espansione umbra

Le foreste umbre assorbono notevoli quantità di anidride carbonica migliorano la stabilità del suolo e regolano l’equilibrio idrogeologico. Inoltre, la crescita del verde genera nuove opportunità occupazionali, aumenta la qualità dell’aria e consolida habitat per fauna selvatica. Il testimone vivente della regione dimostra che politiche mirate e coinvolgimento della collettività possono trasformare la pressione antropica in rigenerazione ecologica.

La Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli: da frammenti a gestione integrata

Nel 2024 è nato il Consorzio forestale della Diocesi, con l’obiettivo di coordinare più di 2 000 ettari di boschi sparsi tra la Lunigiana, le colline e i versanti delle Apuane. Il patrimonio, pur essendo suddiviso in 91 particelle (277 ettari) per la prima fase, è stato mappato attraverso rilievi sul campo, cartografia dettagliata e analisi di accessibilità. Questo lavoro preliminare permette di stilare un Piano di gestione forestale che definirà priorità, interventi di manutenzione, prevenzione incendi e valorizzazione del legname.

Impatto climatico e servizi ecosistemici

Secondo il CREA, ogni ettaro forestale può assorbire circa 5,5 tonnellate di CO₂ all’anno; applicato ai 277 ettari del primo nucleo, il risultato è un potenziale sequestro di 1 500 tonnellate di CO₂ annuo. Oltre alla mitigazione climatica, il progetto mira a tutelare il suolo, a ridurre il rischio idrogeologico e a mantenere la biodiversità locale.

Con un finanziamento di 34 000 euro coprente il 100 % delle spese ammissibili, la diocesi avvia un percorso che, passo dopo passo, trasformerà una mosaico di proprietà in un patrimonio forestale gestito in modo coerente e sostenibile.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.