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13 Ottobre 2026

Finanziamento green da 450 milioni per il piano strategico di Granarolo

Granarolo chiude un accordo da 450 milioni di euro, legato a obiettivi ESG, per rendere più verdi i suoi impianti e consolidare la crescita estera.

Finanziamento green da 450 milioni per il piano strategico di Granarolo

Il gruppo lattiero-caseario Granarolo con sede a Bologna, ha concluso un finanziamento da 450 milioni di euro destinato a sostenere il proprio piano strategico. L’operazione, definita sustainability-linked prevede che il capitale venga erogato a condizioni più favorevoli solo se vengono raggiunti specifici parametri ambientali, sociali e di governance (ESG). La mossa arriva dopo una fase di rapida espansione, durante la quale il fatturato consolidato ha superato i 1,8 trilioni di euro nel 2025, e con una quota di vendite all’estero che supera il 41 %.

Il nuovo credito non è semplicemente una fonte di liquidità per finanziare nuovi impianti, ma funge da “premio” per il rispetto di obiettivi di sostenibilità. In pratica, il gruppo otterrà condizioni più vantaggiose – tassi d’interesse ridotti, ad esempio – se riuscirà a dimostrare miglioramenti certificati nell’efficienza energetica, nella riduzione dei consumi idrici e nell’adozione di pratiche di governance più trasparenti. Granarolo non ha divulgato i valori numerici precisi di tali soglie, ma ha sottolineato l’importanza di legare la struttura finanziaria ai risultati ESG.

Finanziamento sostenibile da 450 milioni di euro

L’accordo è stato articolato in due linee di credito a termine e una linea di credito flessibile, pensate per coprire sia gli investimenti a lungo termine sia le esigenze operative correnti. Il pool bancario è coordinato da Intesa Sanpaolo e comprende BNL, BNP Paribas, BPER, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Banco BPM, Cassa Depositi e Prestiti, Sparkasse e Rabobank. Oltre a fornire i fondi, Intesa Sanpaolo ha assunto la responsabilità di monitorare il rispetto degli indicatori ESG, garantendo così che la componente “green” del finanziamento sia verificata in modo indipendente.

Struttura dell’operazione e soglie legate alla sostenibilità

Le due tranche a termine prevedono rimborsi scaglionati in base al raggiungimento di benchmark energetici, mentre la linea flessibile può essere utilizzata per iniziative emergenti, come l’introduzione di tecnologie di recupero dell’acqua negli stabilimenti. Se il gruppo supera gli obiettivi fissati – ad esempio una riduzione del consumo elettrico del 20 % entro il 2028 – Intesa Sanpaolo concederà una riduzione del tasso d’interesse pari a 0,15 punti percentuali. Al contrario, il mancato rispetto delle soglie comporterebbe l’applicazione di un “penalty rate”, incentivando così un comportamento più responsabile.

Obiettivi ESG definiti dal piano strategico

Il programma di sostenibilità di Granarolo punta su tre pilastri principali: efficienza energetica, gestione responsabile delle risorse idriche e rafforzamento della governance. Per la prima voce, il gruppo intende installare impianti a energia rinnovabile (fotovoltaico e biomassa) in tutti i 13 stabilimenti italiani e in quelli esteri, con l’obiettivo di coprire almeno il 50 % del fabbisogno energetico con fonti pulite entro il 2030. L’adozione di tecnologie per il recupero del calore residuo è prevista nei siti produttivi di Francia e Germania.

Efficienza energetica e fonti rinnovabili

Le iniziative includono anche la modernizzazione delle linee di produzione con motori ad alta efficienza e sistemi di monitoraggio digitale dei consumi. Granarolo prevede un investimento di circa 120 milioni di euro in questo ambito, finanziato in parte dal nuovo loan. Una riduzione stimata delle emissioni di CO₂ pari a 350.000 tonnellate annue è stata calcolata come risultato di questi interventi, contribuendo direttamente agli impegni dell’azienda verso la neutralità climatica.

Gestione responsabile dell’acqua

Nel settore lattiero-caseario, il consumo idrico è una delle voci più critiche. Granarolo ha fissato un target di diminuzione del 25 % dell’acqua prelevata per litro di prodotto entro il 2027, grazie a sistemi di riciclo interno e a partnership con fornitori di tecnologie di filtrazione avanzata. L’obiettivo è duplicare il tasso di riutilizzo dell’acqua nei stabilimenti italiani, passando dal 30 % attuale a oltre il 60 %.

Il pool bancario e la composizione dell’azionariato

Oltre ai creditori, il capitale di Granarolo è distribuito tra diversi azionisti strategici. Intesa Sanpaolo detiene il 14,95 % delle azioni, mentre la controllante Granlatte possiede il 63,14 %. Il Fondo nazionale strategico partecipa con il 15,27 %, e Enpaia detiene il 4,58 %. Una piccola quota (2,06 %) è costituita da azioni proprie. Questa struttura azionaria garantisce al gruppo una governance solida, in linea con le richieste di trasparenza tipiche dei finanziamenti ESG.

Il presidente Stanislao Giuseppe Fabbrino ha sottolineato che la sfida attuale non è più solo l’espansione geografica, ma la capacità di consolidare la crescita in chiave di sostenibilità economica e ambientale. “Metteremo al centro del nostro impegno la sostenibilità, promuovendo energie pulite e recupero dell’acqua negli stabilimenti”, ha dichiarato. Con il nuovo finanziamento, Granarolo mira a trasformare la propria catena di valore in un modello di economia circolare capace di mantenere la competitività sul mercato globale senza sacrificare gli standard ambientali.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.