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3 Ottobre 2026

Innovazioni urbane, digitale e valutazione generazionale per il clima

Scopri le iniziative urbane, le preoccupazioni giovanili sul digitale e le proposte della Garante per una legislazione più generazionale.

Innovazioni urbane, digitale e valutazione generazionale per il clima

Italia, Europa e giovani si trovano al crocevia di una trasformazione che supera la semplice riduzione delle emissioni. Da un lato, nove grandi comuni hanno firmato il Climate City Contract e stanno sperimentando modelli di sostenibilità integrata. Dall’altro, la nuova generazione percepisce le attività online come una minaccia ambientale pari a quella dei combustibili fossili. In parallelo, il Parlamento è chiamato a inserire la valutazione generazionale nei processi legislativi, per garantire che le decisioni di oggi non compromettano il futuro.

Queste dinamiche si intrecciano in un contesto in cui le amministrazioni locali, i cittadini e le istituzioni nazionali cercano soluzioni concrete. Il documento più recente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) offre una panoramica dei progressi delle città coinvolte nella missione europea e evidenzia le barriere ancora da superare. Parallelamente, le indagini sul comportamento digitale dei giovani rivelano una crescente consapevolezza ecologica legata all’uso di smartphone, tablet e intelligenza artificiale. Infine, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha sollevato la questione della necessità di una valutazione d’impatto generazionale delle leggi.

Il Quaderno ASviS mette in luce le azioni concrete di Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino

Nel nuovo Quaderno dell’ASviS curato da Giovanni Fini, Daniela Luise e Anna Lisa Boni, si registra che tutte le nove città hanno ottenuto l’EU Mission Label della Commissione europea. Il loro Climate City Contract conta più di 600 firme che includono imprese, associazioni, istituzioni e fornitori di servizi. Le iniziative più rilevanti spaziano dalle comunità energetiche al teleriscaldamento, dalla riqualificazione edilizia all’espansione della mobilità sostenibile, con un forte accento su progetti di energia rinnovabile mirati.

Il percorso è supportato da un finanziamento nazionale di 11,8 milioni di euro destinato a potenziare le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e la mobilità. In città come Milano e Bologna sono stati avviati sportelli unici per la riqualificazione energetica degli edifici, facilitando l’accesso a incentivi e consulenze tecniche. Inoltre, le amministrazioni hanno promosso collaborazioni tra pubblico e privato, creando piattaforme di scambio di dati e competenze, indispensabili per superare le barriere istituzionali e normative ancora presenti.

I giovani equiparano l’impatto ambientale del digitale a quello dei combustibili fossili

Un’indagine condotta da Angelini Industries, Quorum/YouTrend e Csa Research ha rivelato che il 46 % dei sotto-30 anni considera l’impronta ecologica delle attività digitali pari a quella dei combustibili fossili, contro il 41 % della popolazione totale. Tra le abitudini più diffuse, il 64 % dei giovani utilizza i propri dispositivi in modo più efficiente, ad esempio riducendo la luminosità dello schermo, mentre il 22 % predilige l’acquisto di smartphone e computer usati o rigenerati. Inoltre, il 15 % pratica un “IA pushback”, evitando l’uso dell’intelligenza artificiale per motivi ambientali, anche se la metà del campione ritiene che l’IA porterà più benefici che problemi.

La diffusione della tecnologia è quasi totale: il 94 % dei giovani possiede uno smartphone, il 66 % utilizza un tablet e il 62 % ha sperimentato l’uso dell’intelligenza artificiale, soprattutto per scopi di studio e creazione di contenuti grafici. Questi dati evidenziano una consapevolezza pratica, più orientata all’esperienza diretta che a teorie astratte, e suggeriscono che politiche di consumo responsabile e di circular economy potrebbero trovare terreno fertile tra le nuove generazioni.

La Garante Terragni invita a introdurre la valutazione generazionale nei processi legislativi

Durante un’audizione alla Commissione Straordinaria per i Diritti Umani del Senato, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha sottolineato che i giovani non chiedono solo protezione dalle crisi, ma anche voce nella definizione delle politiche. Ha ricordato le molteplici forme di violenza subite, incluse quelle digitali, e ha evidenziato come la mancanza di ascolto possa configurarsi come neglect. Terragni ha proposto l’introduzione di una valutazione d’impatto generazionale su parte dell’attività legislativa, per garantire che le decisioni considerino le esigenze a lungo termine dei minori.

Secondo la Garante, una governance multilivello capace di integrare feedback dei giovani nei tavoli di lavoro potrebbe ridurre il divario tra policy e realtà quotidiana, favorendo una giustizia sociale più ampia. La proposta si inserisce in un dibattito più ampio sulla sostenibilità, dove la partecipazione attiva dei cittadini, specialmente delle fasce più giovani, è vista come cruciale per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.