Legge di delegazione europea 2026: cosa cambia per imprese, ambiente e sicurezza digitale

La Legge n. 36 del 17 marzo 2026 dà mandato al Governo di tradurre in norme italiane numerose direttive e regolamenti europei, con scadenze, risorse e novità operative che coinvolgono imprese, amministrazioni e cittadini

La pubblicazione in Gazzetta ufficiale n. 70 del 25 marzo 2026 della Legge n. 36 del 17 marzo 2026 avvia una fase di adeguamento normativo estesa: il Parlamento ha delegato il Governo a recepire direttive UE e ad attuare regolamenti europei tramite decreti legislativi. Il margine temporale previsto per la redazione dei testi attuativi è di due anni, mentre la copertura finanziaria per gli oneri è assicurata dal Fondo per il recepimento della normativa europea. Tra le deleghe figura anche la possibilità di introdurre nuove sanzioni penali e amministrative per l’inosservanza di obblighi europei senza apparato sanzionatorio nazionale.

Questo pacchetto legislativo coinvolge ambiti molto diversi: dalla proprietà industriale alla tutela ambientale, dalla cybersicurezza alla disciplina dei servizi finanziari e assicurativi. Diverse autorità nazionali vengono potenziate o designate come punti di riferimento, con previsioni di nuove assunzioni e risorse specifiche per la transizione. Nei paragrafi successivi si riassumono i principali contenuti e gli impatti pratici attesi per imprese, cittadini e amministrazioni.

Ambito e procedure della delega

La legge organizza la delega in capitoli che coprono sia il recepimento delle direttive sia l’attuazione dei regolamenti. Il Governo dovrà inviare gli schemi dei decreti al Parlamento per il parere prima dell’adozione definitiva. Tra le misure previste spicca la riforma del Codice della Proprietà Industriale per adeguarlo alla direttiva sui disegni e modelli (Dir. UE 2026/2823) e l’istituzione di procedure amministrative accelerate per i casi di nullità presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. È inoltre prevista un’integrazione con il Codice del Consumo per le norme sulla riparabilità dei prodotti.

Proprietà intellettuale e diritti dei consumatori

La delega include una profonda revisione delle norme su registrazione, nullità e ricorsi dei disegni e modelli. È prevista l’assunzione di 5 nuovi funzionari al MIMIT dal 2027 per supportare le procedure. Sul fronte consumatori, la cosiddetta direttiva riparabilità (Dir. UE 2026/1799) impone ai produttori obblighi di supporto alla riparazione dopo la garanzia legale e la creazione di una piattaforma nazionale collegata a quella europea per mettere in contatto riparatori e utenti, con un quadro sanzionatorio coordinato.

Giustizia, responsabilità e protezione dei diritti

La normativa prevede adeguamenti sul trattamento dei dati in ambito penale, con l’adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia UE (causa C-548/21), introducendo il controllo preventivo di un giudice o di un organo indipendente prima dell’accesso ai dispositivi digitali, salvo urgenze. Inoltre, la delega recepisce la direttiva anti-SLAPP per contrastare azioni legali strumentali volte a intimidire giornalisti e attivisti, definendo il perimetro delle controversie transfrontaliere e forme di protezione processuale.

Regolamenti tecnici e imprese: ambiente, sicurezza e finanza

Nel capitolo dedicato ai regolamenti sono incluse norme che toccano la sicurezza dei prodotti digitali, la gestione delle emissioni industriali, il settore degli imballaggi, e la governance dei rating ESG. Per la prima volta i fornitori di rating ESG sono soggetti a vigilanza armonizzata e la Consob viene designata come autorità responsabile a livello nazionale. Sul fronte ambientale, il regolamento sulle emissioni (Reg. UE 2026/1244) introduce la creazione di un portale pubblico nazionale per i dati sulle installazioni industriali con un finanziamento di €522.000 annui per il 2026-2027.

Emissioni, imballaggi e gestione dei rifiuti

Il pacchetto normativo ridefinisce obblighi e controlli: il regolamento sugli imballaggi (Reg. UE 2026/40) impone obiettivi più stringenti su riduzione, riuso e riciclo, mentre le nuove regole sulle spedizioni di rifiuti (Reg. UE 2026/1157) rafforzano i controlli doganali e digitalizzano le notifiche. È prevista l’adeguata revisione del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) per allinearlo alle disposizioni comunitarie e inasprire le sanzioni per i traffici illeciti.

Cybersicurezza, tecnologie pulite e mercati

Per la cybersicurezza sono previste tre deleghe distinte per attuare il Cyber Resilience Act, il regolamento sui servizi di sicurezza gestiti e il Cyber Solidarity Act, con il rafforzamento dell’ACN quale autorità centrale. Sul fronte industriale, il Net Zero Industry Act (Reg. UE 2026/1735) punta ad accelerare la produzione di tecnologie a zero emissioni, semplificando le autorizzazioni tramite lo Sportello Unico e dichiarando progetti strategici di pubblica utilità, con la prevista assunzione di 8 nuove risorse al MIMIT dal 2027. Nel settore assicurativo, il quadro per il risanamento delle imprese (Dir. UE 2026/1) attribuisce all’IVASS poteri di risoluzione e prevede sanzioni fino al 10% del fatturato per persone giuridiche responsabili di gravi violazioni.

Scritto da Sara Rinaldi

EdilExpoRoma e ZeroEmission Mediterranean: fiera integrata a Fiera Roma