Il governo italiano ha compiuto un passo significativo verso la finanza sostenibile con l’approvazione di nuove normative che allineano il sistema nazionale alle direttive europee sui rating ESG (Environmental, Social and Governance). Questo provvedimento, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri, rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare la trasparenza e l’affidabilità delle valutazioni di sostenibilità.
Il decreto legislativo mira a recepire i criteri di delega necessari per l’adeguamento al Regolamento (UE) 2026/3005 introducendo disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 47. Inoltre, apporta modifiche di coordinamento al Codice civile e al Testo unico della finanza garantendo maggiore chiarezza e certezza del diritto.
L’importanza dei rating ESG e le nuove regole europee
I rating ESG sono diventati strumenti cruciali per orientare gli investimenti verso criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Tuttavia, la loro crescente importanza ha evidenziato alcune criticità, come differenze metodologiche tra provider, insufficiente trasparenza e possibili conflitti di interesse. Il Regolamento UE 2026/3005 mira a ridurre queste asimmetrie informative, introducendo requisiti più stringenti per i fornitori di rating.
Tra le principali novità introdotte dal regolamento figurano obblighi di trasparenza sulle metodologie utilizzate, sulle fonti informative e sui criteri di ponderazione. Inoltre, vengono introdotte specifiche misure per la prevenzione dei conflitti di interesse, garantendo che le valutazioni siano indipendenti e affidabili. La vigilanza sul rispetto delle nuove regole sarà affidata all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).
Il ruolo della Consob e l’adeguamento del TUF
Il decreto legislativo approvato dal governo individua la Consob come autorità nazionale competente per l’esercizio delle funzioni e dei poteri previsti dalla normativa europea. Questa scelta è coerente con la natura finanziaria della materia e con le competenze già attribuite all’Autorità in materia di mercati, emittenti, intermediari e tutela degli investitori.
L’adeguamento del Testo unico della finanza (TUF) serve a raccordare il nuovo quadro europeo con l’ordinamento interno, assicurando che i poteri di vigilanza e intervento possano essere esercitati in modo efficace. La Consob opererà come presidio nazionale di competenza, raccordo e applicazione, mentre l’ESMA manterrà la funzione di autorità europea di riferimento.
Le correzioni al decreto legislativo n. 47/2026 e il coordinamento normativo
Il decreto approvato in esame preliminare non si limita all’adeguamento al regolamento sui rating ESG. Esso contiene anche disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 47/2026, nonché modifiche al Codice civile e al Testo unico della finanza. Questi interventi mirano a correggere errori materiali, rinvii interni e refusi presenti nella legislazione vigente, rendendo il quadro normativo più leggibile e funzionale.
La chiarezza dei rinvii e la coerenza sistematica delle norme sono condizioni essenziali per l’applicazione corretta da parte degli operatori. L’intervento mira
La riforma si colloca in una fase in cui la sostenibilità non è più soltanto una dichiarazione reputazionale, ma un fattore rilevante per l’accesso al capitale, la valutazione del rischio e la responsabilità degli operatori. Regolare i rating ESG significa rafforzare la fiducia degli investitori e ridurre il rischio che il mercato della finanza sostenibile sia compromesso da informazioni opache o non comparabili.


