Negli ultimi anni la sostenibilità ambientale è passata da tema di nicchia a elemento centrale per consumatori e produttori. Un’indagine recente di GS1 Italy ha rivelato che più dell’85% dei prodotti venduti nei grandi canali italiani riporta almeno un claim legato all’ambiente, segnando una crescita costante sia in valore che in volume di vendita.
Parallelamente, le norme internazionali di gestione stanno evolvendo: le versioni 2026 di ISO 9001 e ISO 14001 ampliano il focus su cambiamento climatico, biodiversità, parità di genere e sicurezza delle informazioni, trasformando la compliance in un vero vantaggio competitivo, anche per le piccole e medie imprese.
Claim ambientali in etichetta: i dati di GS1 Italy
Il censimento di oltre 128.000 referenze ha evidenziato che più di 53,4 miliardi di euro di fatturato nel 2025 includono un’indicazione on-pack relativa all’ambiente. Tra questi, i claim più diffusi sono quelli pratici – indicazioni su raccolta differenziata, uso e conservazione – presenti su più di 120.000 prodotti per un valore di oltre 52 miliardi di euro.
Specialità del settore agro-alimentare
Un segmento in rapida crescita riguarda i disciplinari di filiera in agricoltura e allevamento: 15.190 articoli, per un totale di 7,4 miliardi di euro, hanno registrato un incremento del 2,5 %. A seguire, i claim legati a studi LCA e impronta ambientale si mantengono stabili in valore (1,1 miliardi) ma aumentano di volume (+1,6 %). Anche i claim generici, soggetti alla recente direttiva UE sul greenwashing, rappresentano l’8 % del campione, con 12.126 referenze per 7,2 miliardi di euro di vendite.
Nuove ISO 9001 e 14001: dalla burocrazia al vantaggio strategico
Le revisioni del 2026 introducono, per la prima volta da 2015, elementi come cambiamento climaticobiodiversitàuso efficiente delle risorse e misurazione delle prestazioni ambientali. La qualità diventa così più legata a cultura etica, attenzione al cliente e gestione proattiva dei rischi, mentre la gestione ambientale richiede una visione integrata di impatto climatico e risorse.
Per le PMI la sfida è duplice: adeguarsi senza gravare di eccessivi costi e, al contempo, trasformare le certificazioni in strumenti di qualificazione. Le nuove norme consentono di raccogliere dati strutturati, migliorare l’efficienza operativa e dimostrare credibilità verso fornitori e clienti, evitando penalizzazioni nei rating di vendor.
Bari lancia la candidatura a Capitale europea del piccolo commercio 2027
Il Comune di Bari, guidato dall’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, ha presentato un dossier per la categoria “Visionary City” del concorso European Capitals of Small Retail 2027. La candidatura mette in luce interventi di riqualificazione urbana – dal lungomare di San Girolamo alle pedonalizzazioni dei centri storici – e un programma di finanziamento di 12 milioni di euro a sostegno di oltre 300 negozi di vicinato.
Il progetto enfatizza quattro assi: sostenibilità sostegno all’imprenditorialità, digitalizzazione e attrattività urbana. Tra le iniziative spiccano le “Feste di Santo Mare” e l’iniziativa “Negozi del Cuore”, volte a rafforzare il legame tra attività commerciali e comunità. La vittoria non prevede un premio economico, ma garantisce un anno di visibilità internazionale e l’accesso a un programma europeo di supporto tecnico.



