Il ESG Perception Index ha pubblicato la classifica semestrale 2026, rivelando quali realtà italiane riescono a coniugare performance finanziarie e impegno sociale. Parallelamente, il settore dell’aviazione europea ammette che la rotta verso il net zero è più irta del previsto, mentre le piccole e medie imprese trovano nella rendicontazione volontaria un modo per distinguersi nella catena di fornitura.
Intesa Sanpaolo conferma la leadership, Terna e Enel seguono la scia verde
Intesa Sanpaolo ha mantenuto il primato con un punteggio di 84,35 su 100, grazie a una strategia che intreccia finanza sostenibile a una presenza capillare sul territorio: programmi di formazione, iniziative culturali come le Gallerie d’Italia e progetti legati a Milano-Cortina. Terna, con 71,86 punti, si è distinta per la conclusione della posa dei cavi del Tyrrhenian Link e per gli investimenti in Sicilia e Toscana, oltre a programmi di inclusione e welfare per le neo-mamme. Enel, salita al terzo posto (70,03), ha puntato su impianti eolici e solari negli USA, sull’agrivoltaico, sulla biodiversità e ha annunciato oltre 1.000 nuove assunzioni.
A2A, UniCredit e gli altri protagonisti del panorama italiano
A2A chiude al quarto posto (69,79) grazie a 100 impianti solari per le PMI, all’accordo con il Politecnico di Milano per energia al 100 % verde e ai Bilanci di Sostenibilità Territoriale. UniCredit, quinto con 68,02, ha sostenuto la Calabria e la Sicilia dopo le alluvioni, firmato un patto per più di 1.000 assunzioni under 30 e supportato pmi innovative. Tutti questi risultati mostrano come la reputazione ESG sia ormai legata a iniziative concrete, non solo a comunicati stampa.
L’aviazione europea e il limite del Sustainable Aviation Fuel
Nel contesto globale, l’aeroporto più grande non è più il cielo ma il Sustainable Aviation Fuel (SAF). Nel 2026 la produzione mondiale si aggira intorno a 2,4 milioni di tonnellate, ovvero lo 0,8 % del consumo totale di carburante per aerei. Tuttavia, per raggiungere le riduzioni richieste entro il 2050 occorrerebbero circa 500 milioni di tonnellate all’anno. I costi aggiuntivi sono stimati in 4,3 miliardi di dollari solo per il 2026, un onere difficile da assorbire in un mercato già stressato da prezzi del carburante alti e ritardi nella consegna di aeromobili.
Il greenhushing e le nuove regole UE
L’organo di tutela dei consumatori dell’Unione europea ha introdotto la direttiva 2024/825, entrata in vigore il 27 settembre 2026, per contrastare il greenwashing e il suo contro-termine, il greenhushing. Le compagnie aeree hanno ridotto le dichiarazioni ambientali, limitandosi a dati verificabili e a comunicazioni solo su risultati concreti, dopo che 21 operatori hanno dovuto modificare le proprie pratiche di comunicazione nel 2025. La pressione ricade ora su governi e industria petrolifera, i cui incentivi non sono riusciti a generare un mercato globale competitivo per il SAF.
PMI italiane e la spinta verso il reporting volontario
Le piccole e medie imprese, spesso escluse dall’obbligo di sostenibilità previsto dal pacchetto Omnibus UE, hanno trovato nello standard Vsme (Voluntary Sustainability Reporting for Micro-enterprises) uno strumento proporzionato alle proprie dimensioni. Il Vsme permette di raccogliere dati in linea con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) senza la complessità, offrendo allo stesso tempo una risposta credibile a banche, grandi clienti e altri stakeholder.
Esempi virtuosi: Way2Global, Nwg e Miwa Energia
Way2Global, società benefit milanese fondata nel 2017, ha pubblicato dal 2020 un bilancio integrato volontario, ottenendo riconoscimenti come il primo premio Oscar di bilancio per le società benefit. Nwg, rete di imprese del settore utilities, ha adottato gli standard GRI e successivamente gli ESRS, integrando la doppia materialità e creando un comitato di sostenibilità con 12 membri, di cui tre amministratori delegati. Miwa Energia, con sede ad Apice, ha iniziato nel 2023 la redazione di un report volontario Vsme, rafforzando la propria credibilità sul territorio e definendo obiettivi ESG misurabili.
Queste esperienze dimostrano che, anche senza imposizioni normative, le imprese di dimensioni ridotte possono ottenere vantaggi competitivi, migliorare la trasparenza con i fornitori e prepararsi a futuri obblighi di rendicontazione obbligatoria. La tendenza è verso una cultura della sostenibilità più radicata, alimentata da standard flessibili ma riconosciuti a livello internazionale.



