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Riforma del sistema normativo italiano sulle batterie e il greenwashing
Il Parlamento italiano ha recentemente completato l’analisi di due progetti di decreto legislativo. Questi progetti mirano a rendere il sistema normativo italiano conforme alRegolamento UE 2026/1542sulle batterie e allaDirettiva UE 2026/825contro il greenwashing. L’adeguamento legislativo è fondamentale per garantire pratiche commerciali più trasparenti e sostenibili.
Durante le audizioni al Senato, Accredia, l’ente nazionale di accreditamento, ha fornito contributi significativi. L’ente ha sottolineato il ruolo cruciale degli organismi accreditati nel supportare l’applicazione di queste normative.
Il Regolamento europeo sulle batterie
Il decreto che si allinea alRegolamento UE 2026/1542mira a rafforzare le norme europee in materia di batterie. Queste nuove disposizioni puntano a garantire che le batterie abbiano unimpatto ambientaleridotto, limitando l’uso di sostanze tossiche e promuovendo ilricicloe ilriutilizzoall’interno dell’Unione Europea. In questo contesto, gliorganismi accreditatisono responsabili della certificazione del rispetto di tali requisiti.
Compiti degli organismi accreditati
Per operare legalmente, gli organismi dovranno essere autorizzati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e notificati alla Commissione Europea. Accredia ha richiamato l’attenzione sul suo ruolo come ente unico di accreditamento, conforme agli standard europei, sottolineando la necessità di una corretta gestione delle procedure di ricorso riguardanti le decisioni degli organismi notificati.
Considerazioni sulla responsabilità del produttore
Il decreto stabilisce unaresponsabilità estesaper i produttori, richiedendo loro di possedere certificazioni specifiche, tra cuiISO 9001eISO 14001. Accredia sottolinea l’importanza di fare riferimento all’accreditamentoper garantire che tali certificazioni siano rilasciate da organismi competenti e imparziali.
Chiarimenti sulle certificazioni richieste
Il testo attuale potrebbe far intendere erroneamente che le aziende debbano ottenere simultaneamente entrambe le certificazioni ISO, rappresentando un possibileonere eccessivo.
La direttiva contro il greenwashing
Il recepimento della Direttiva (UE) 2026/825 si propone di combattere le pratiche commerciali scorrette, in particolare quelle legate a dichiarazioni ambientali poco chiare. Lachiarezzae latrasparenzasono essenziali per permettere ai consumatori di fare scelte informate e responsabili. In questo ambito, Accredia ribadisce l’importanza di un sistema di accreditamento solido per garantire che le affermazioni delle aziende siano verificate da soggetti terzi competenti.
Il sistema di certificazione e le asserzioni ambientali
Il decreto richiama l’importanza di avere sistemi di certificazione verificati da organismi indipendenti, ma necessita di maggiore chiarezza riguardo ai criteri diindipendenzaecompetenzadi tali organismi. Accredia propone che le verifiche siano effettuate da organismi accreditati secondo norme specifiche, garantendo così l’affidabilità delle dichiarazioni ambientali.
Ilrecepimentodelle normative europee rappresenta un’importante opportunità per migliorare latrasparenzae lafiducianel mercato. L’attuazione delle disposizioni riguardanti lebatteriee ilgreenwashingè fondamentale per tutelare i consumatori e valorizzare le imprese realmente sostenibili. In questo modo, si contribuisce a un’economia più responsabile e consapevole, promuovendo pratiche commerciali che rispettano l’ambiente e i diritti dei cittadini.

