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29 Ottobre 2026

Come ESG e economia circolare stanno trasformando le PMI italiane

Scopri come gli standard ESG e i modelli di economia circolare stanno diventando vero motore di crescita per le PMI, grazie a nuovi programmi di finanziamento e a investimenti record in Italia.

Come ESG e economia circolare stanno trasformando le PMI italiane

Negli ultimi anni criteri ESG e strategie di economia circolare sono passati da nicchia a elemento centrale della competitività aziendale. Le imprese, sia emergenti che consolidate, stanno rispondendo a una crescente pressione dei mercati internazionali, che richiedono trasparenza ambientale, responsabilità sociale e governance solida per poter accedere a catene di valore globali.

Forum autunnale di Ho Chi Minh City: ESG e circolarità per le PMI

Il 27 ottobre, nell’ambito del Forum Economico Autunnale 2026 di Ho Chi Minh City, è stata dedicata una sessione al tema “ESG ed economia circolare”. Il Dott. Kim Jae-hong, presidente esecutivo della National ESG Action Alliance, ha evidenziato che gli standard ESG non sono più un mero obbligo normativo, ma un vero principio di governance capace di migliorare la sicurezza sul lavoro, il benessere della comunità e la sostenibilità economica. Ha anche sottolineato la necessità di collegare lo sviluppo ESG alla qualità della vita, soprattutto per chi vuole esportare verso l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

Le proposte di Yosuke Konaka per un modello circolare scalabile

Il Dott. Yosuke Konaka della Sumitomo Mitsui Trust Bank (Giappone) ha proposto un passaggio dalle catene lineari a strutture circolari basate su tre pilastri: Responsabilità Estesa del Produttore, infrastrutture dati condivise e meccanismi di coordinamento di rete. Secondo Konaka, la misurazione dei flussi materiali, la standardizzazione degli indicatori e la collaborazione tra stakeholder sono condizioni imprescindibili per ottimizzare le risorse e dimostrare il valore delle operazioni circolari.

Programma di transizione ESG per le PMI di Ho Chi Minh City

Durante la stessa sessione è stato lanciato il Programma di transizione ESG, volto a rafforzare la preparazione delle piccole e medie imprese alla finanza verde. Il progetto vede la collaborazione di quattro soggetti chiave: Nam A Bank, che mette a disposizione linee di credito ecocompatibili; l’Istituto per la ricerca sullo sviluppo dell’economia circolare (ICED), che fornisce conoscenza e consulenza; la Società per la consulenza e il finanziamento delle imprese sociali (SCFC), che collega le PMI a fonti di capitale verde; e il Centro di Ho Chi Minh City per la Quarta Rivoluzione Industriale, che supporta l’adozione di tecnologie digitali. L’obiettivo è creare un ecosistema capace di offrire finanziamenti, expertise e strumenti digitali per accelerare la trasformazione verde.

Investimenti italiani in economia circolare: dati 2026

Il Circular Economy & Resource Efficiency Report 2026 dell’Energy & Strategy – Polimi School of Management, presentato a Rimini, mostra una crescita significativa degli investimenti delle imprese italiane. La spesa media per progetto è passata da 131 mila euro nel 2025 a 189 mila euro nel 2026, un aumento del 44 %. Le iniziative superiori a 500 mila euro sono aumentate dal 4 % al 13 %, soprattutto nei settori medio-grandi dell’agricoltura. Tuttavia, il 35 % delle aziende dichiara di aver già adottato misure circolari, mentre solo il 9 % dispone di una figura dedicata esclusivamente a tale ambito, evidenziando un divario tra grandi e piccole imprese nella capacità di attuare trasformazioni organizzative.

Benefici economici, innovazione e ruolo istituzionale

Secondo lo stesso studio, le pratiche di economia circolare hanno generato nel 2026 un valore stimato di 19,8 miliardi euro, con le costruzioni e il settore alimentare-bevande a contribuire a due-terzi di questo importo. L’innovazione è alla base di questi risultati: tra il 2012 e il 2022 i brevetti green in Italia sono aumentati del 71,5 % nei settori della gestione dei rifiuti e del trattamento delle acque, mentre le imprese che brevettano tecnologie verdi registrano un valore aggiunto medio per dipendente di 144 mila euro, quasi il doppio rispetto a chi brevetta in altri ambiti. SACE, tramite il suo programma di supporto agli investimenti circolari, svolge un ruolo chiave nel fornire garanzie e finanziamenti per progetti che valorizzano il ciclo di vita dei materiali, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle importazioni – in Italia il 46,6 % del fabbisogno di materie prime proviene dall’estero.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.