Le scelte su cosa finisce nei nostri piatti e come viene prodotto il cibo non sono decise solo da scienziati e politici. A Bruxelles, cuore pulsante dell’Unione Europea, centinaia di organizzazioni rappresentano interessi diversi, dagli agricoltori biologici alle grandi industrie alimentari, influenzando le politiche comunitarie.
Questa città, sede delle principali istituzioni europee, è considerata uno dei principali centri mondiali del lobbismo. Secondo il Registro della trasparenza dell’UE, sono registrate oltre 17.000 organizzazioni provenienti da 139 Paesi, tutte impegnate a influenzare le decisioni comunitarie.
Il meccanismo del lobbismo nel settore alimentare
Il lobbismo è un processo complesso in cui diversi attori, tra cui associazioni di categoria, imprese, ONG e think tank, cercano di influenzare le leggi quando sono ancora in fase di elaborazione. Le strategie utilizzate sono molteplici:
- Incontri con Commissione, Parlamento e governi nazionali
- Partecipazione a consultazioni pubbliche e gruppi di esperti
- Pubblicazione di studi, rapporti e dati tecnici
- Organizzazione di eventi, conferenze e campagne di comunicazione
- Costruzione di alleanze con altre associazioni della filiera
- Attività di sensibilizzazione presso media e opinione pubblica
Nel settore alimentare non esiste una singola lobby, ma numerose organizzazioni in competizione tra loro, ognuna con obiettivi specifici riguardanti agricoltura, sicurezza alimentare, etichettatura e sostenibilità.
Gli attori principali e le loro strategie
Tra i principali attori nel settore alimentare spicca Copa-Cogeca la principale organizzazione di rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’UE. Con oltre 22.000 cooperative agricole associate, Copa-Cogeca difende il reddito degli agricoltori europei e promuove il mantenimento dei fondi della Politica agricola comune (PAC).
Negli ultimi anni, Copa-Cogeca ha espresso forti riserve verso alcune misure del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork criticando obiettivi considerati troppo onerosi per le aziende agricole, come la riduzione dell’uso di pesticidi e alcuni obblighi ambientali della PAC.
Il ruolo della Svizzera
Anche la Svizzera, pur non essendo membro dell’UE, segue da vicino le evoluzioni della politica agricola europea. L’Unione svizzera dei contadini (USP) partner di Copa-Cogeca, partecipa alle riunioni dell’organizzazione e riceve informazioni sui principali dossier europei.
Secondo Nadine Trottmann, responsabile del settore Internazionale dell’USP, questi scambi diventano particolarmente importanti quando una decisione europea può avere conseguenze dirette anche oltre i confini dell’UE. Un esempio è il regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR), che richiede una stretta collaborazione per coordinare le posizioni.
L’impegno per il biologico
Mentre Copa-Cogeca si concentra sulla sostenibilità economica delle aziende agricole, IFOAM Organics Europe mette l’accento sulla sostenibilità ambientale. Questa organizzazione rappresenta il settore biologico europeo e fa pressione sulle istituzioni dell’UE per aumentare il sostegno all’agricoltura biologica e ridurre l’uso dei pesticidi.
Altre associazioni di categoria, come FoodDrinkEurope e EuroCommerce rappresentano rispettivamente l’industria alimentare e delle bevande europea e il commercio al dettaglio e all’ingrosso. L’UE dispone di un Registro della trasparenza che permette di monitorare le attività di lobbying, anche se non tutte le interazioni sono completamente visibili al pubblico.



