In un contesto economico sempre più competitivo, le piccole e medie imprese (Pmi) del Veneto stanno scoprendo che la sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma una vera e propria opportunità di crescita. Un recente evento organizzato da Make Group ha messo in luce come il 74% delle Pmi venete consideri la sostenibilità una leva di competitività.
La sostenibilità non è più vista come un costo, ma come un modo per ottimizzare i processi aziendali, ridurre gli sprechi e migliorare la marginalità. Questo approccio non solo beneficia l’ambiente, ma anche il bilancio aziendale.
Sostenibilità ed efficienza: una sinergia vincente
Secondo Matteo Busato, ingegnere e relatore dell’evento, la sostenibilità nasce da un’organizzazione efficiente. Un’azienda che riduce gli sprechi e ottimizza i processi riesce a produrre in modo più sostenibile, aumentando la propria competitività sul mercato.
Una ricerca condotta tra gli imprenditori partecipanti ha rivelato che il 44% delle Pmi collega sostenibilità e competitività al miglioramento della reputazione aziendale e alla risposta alle richieste del mercato. Per il 30%, invece, la sostenibilità significa riduzione dei costi operativi legati a energia, materiali ed efficienza produttiva.
Innovazione e nuovi prodotti
L’innovazione e lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi rappresentano un ulteriore elemento strategico per il 14% delle imprese coinvolte. Questo dimostra che la sostenibilità non è solo una questione di conformità normativa, ma un’opportunità per creare valore aggiunto.
Decarbonizzare la filiera agroalimentare
Nel settore agroalimentare, la decarbonizzazione è diventata una priorità. Il progetto transfrontaliero Mission Carb 0 (MC0), finanziato dal programma Interreg France-Italia Alcotra, sta accompagnando le Pmi italiane e francesi in un percorso strutturato di decarbonizzazione.
Il progetto MC0 ha valutato aspetti come la carbon footprint delle organizzazioni, l’assessment ESG e la valutazione delle emissioni indirette. Tra le aree di intervento prioritarie per il settore agroalimentare ci sono la riduzione degli imballaggi e l’efficientamento dei trasporti.
Collaborazione e condivisione dei dati
La transizione ecologica dell’agroalimentare non passa solo dalla tecnologia, ma anche dalla capacità delle aziende di collaborare e costruire una visione comune lungo tutta la catena produttiva. La condivisione dei dati e la collaborazione tra i diversi attori della filiera sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.
L’etica della circolarità
Il Gruppo Fuga sta tracciando la rotta verso un futuro sostenibile, integrando industria e produzione di energia green. La sostenibilità non vive solo di grandi strategie, ma si riflette in tutte le attività quotidiane.
Essere davvero sostenibili significa essere economicamente efficaci, responsabili e sani. Questo è il messaggio che il Gruppo Fuga vuole portare al mondo. La diversificazione intelligente e l’economia circolare radicale sono la risposta alle sfide del mercato globale.
L’esempio del biodiesel
Nel contesto industriale globale, l’ottimizzazione delle risorse energetiche rappresenta una priorità strategica. La nuova Unità di Processamento di Grani a Camargo, inaugurata dal Gruppo Fuga, è un esempio concreto di come l’azienda stia trasformando la materia prima direttamente in loco, eliminando i trasporti intermedi e collegando la filiera dei grani alla produzione di energia.
Questa scelta non è solo un gesto ‘green’, ma una decisione strategicamente ed economicamente sostenibile. La stabilità finanziaria che ne deriva si riflette su tutta la filiera e, in ultima analisi, sul futuro stesso dell’umanità.



