Nel 2001, l’ENDAS ha ricevuto il riconoscimento di Protezione Ambientale dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, un traguardo che ha segnato l’inizio di un impegno costante verso la sostenibilità. Quest’anno, l’ente festeggia 25 anni di attività con un’iniziativa significativa: la formazione di una nuova classe dirigente attraverso il Master in Sustainability Management dell’Università di Bologna.
La sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità strategica per le organizzazioni moderne. ENDAS ha deciso di investire in questa direzione nominando il Segretario Generale Lavinia Pinducciu come Responsabile Nazionale per la Sostenibilità. Dopo un percorso didattico di sei mesi, Pinducciu ha conseguito il prestigioso titolo presso l’Ateneo bolognese, un traguardo che rappresenta un passo fondamentale per l’integrazione della sostenibilità nella governance dell’ente.
Un impegno concreto per il futuro
La scelta di ENDAS di investire nella formazione della propria classe dirigente è un segnale forte dell’importanza che l’ente attribuisce alla sostenibilità. Il Sustainability Manager è oggi una figura strategica per le organizzazioni, chiamata a integrare nella governance i criteri ESG, ovvero Environmental, Social, and Governance.
Il percorso formativo seguito da Pinducciu ha permesso di acquisire strumenti avanzati per integrare la sostenibilità nella programmazione e nei processi decisionali dell’organizzazione. Le competenze implementate durante il master si tradurranno in un contributo concreto alle attività di ENDAS, rafforzandone la capacità di sviluppare progetti sostenibili e rispondere alle esigenze delle affiliate, dei territori e delle comunità.
Una visione lungimirante
Il Presidente Paolo Serapiglia ha confermato la sua adesione a questa visione, partecipando anch’egli al percorso formativo. Questo impegno dimostra la determinazione di ENDAS nel fare proprie nuove sfide al servizio dell’ambiente e della società.
La sostenibilità rappresenta un valore fondamentale per ENDAS, ma anche una competenza da coltivare. Investire nella formazione della propria classe dirigente significa costruire un ente più solido, innovativo e capace di affrontare con responsabilità le sfide di domani.
Festival all’aperto e sostenibilità: una guida pratica
Partecipare a festival all’aperto in aree naturali è un’esperienza unica che unisce musica, arte e paesaggi mozzafiato. Tuttavia, è fondamentale adottare comportamenti consapevoli per minimizzare l’impatto sull’ambiente. La sostenibilità in questo contesto significa ridurre emissioni, rifiuti e disturbo, salvaguardando la qualità dell’esperienza e il benessere delle comunità locali.
Questa guida pratica offre consigli utili per spettatori attenti, con un focus su trasporti a basso impatto, gestione dei rifiuti, uso responsabile di acqua e cibo, scelta di zaini e abbigliamento tecnico, e un solido power management per i dispositivi.
Trasporti e spostamenti a basso impatto
Il viaggio è spesso la voce più pesante dell’impronta ecologica. Per ridurre l’impatto, è consigliabile combinare treno e navette condivise, praticare carpooling con veicoli ben mantenuti, o utilizzare una bicicletta pieghevole per gli ultimi chilometri. Se si guida, è importante pianificare un car sharing con orari allineati, ottimizzare i bagagli e moderare velocità e climatizzazione per ridurre i consumi.
Rifiuti minimi: prevenzione, riuso e riciclo
La regola d’oro è portare via ciò che si porta dentro. Si preferiscono contenitori riutilizzabili e porzioni senza imballi superflui. Un kit leggero con borraccia, tazza in metallo e posate pieghevoli sostituisce monouso e legno usa e getta. I rifiuti inevitabili si separano correttamente, leggendo la segnaletica locale. Per i fumatori, un posacenere tascabile previene mozziconi a terra, tra i principali inquinanti.
Acqua e cibo: idratazione sicura e filiera responsabile
Un festival in natura richiede idratazione costante. Una borraccia termica ricaricabile ai punti acqua limita le bottiglie usa e getta. Sul fronte alimentare, si privilegiano produttori locali stagionali e porzioni ragionevoli: meno spreco, più sostegno all’economia del posto. Panini in carta semplice, frutta, frutta secca e legumi pronti sono nutrienti e leggeri da trasportare.
Zaino, abbigliamento tecnico e comfort leggero
Uno zaino ben organizzato riduce fatica e consumi. Il principio è portare poco ma giusto: strati tecnici traspiranti, antivento compatto, cappello, occhiali e protezione solare a filtro minerale per minimizzare residui in natura. Calze tecniche e scarpe con suola adeguata distribuiscono i carichi su terreni irregolari, prevenendo infortuni. Una coperta leggera o seduta ripiegabile evita di schiacciare praterie o radici.
Energia in tasca: power management senza prese
Gestire l’energia dei dispositivi è cruciale per ridurre stress e ricerca di prese. Un power bank con capacità adeguata, un cavo corto e una modalità aereo o risparmio esteso preservano la carica. La ricarica solare pieghevole, se l’irraggiamento è sufficiente, copre usi moderati come messaggistica e foto. Si evita lo streaming continuo e si disattivano servizi non essenziali quando non necessari.
Rispetto del luogo e turismo responsabile verso le comunità
La sostenibilità è anche relazione. Si rispettano sentieri e aree delimitate, si mantiene basso il volume in orari sensibili e si limita l’uso di luci accecanti vicino alla fauna. Verso i residenti, si privilegiano alloggi e servizi locali, si adotta una comunicazione cortese e si acquistano beni con pagamento tracciabile quando richiesto.
L’aria condizionata e il cambiamento climatico
Con il cambiamento climatico, l’aria condizionata è diventata una protezione sanitaria, non più un comfort. Tuttavia, l’uso diffuso di questi apparecchi pone nuove sfide ambientali. L’aria condizionata è una tecnologia efficace per ridurre l’esposizione al caldo, ma è anche energivora. Se l’elettricità continua a essere prodotta in larga parte con combustibili fossili, l’aumento dei consumi genera nuove emissioni e contribuisce al riscaldamento globale.
Il problema principale non è l’apparecchio in sé, ma il modo in cui produciamo l’energia che lo alimenta. È fondamentale decarbonizzare il sistema elettrico e creare le condizioni perché le persone possano proteggersi senza generare altre emissioni. Le energie rinnovabili, come il fotovoltaico, possono aiutare molto. Uno studio del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) mostra che il fotovoltaico installato sui tetti può compensare circa la metà dell’aumento dei consumi dovuto all’aria condizionata.
Il calore sottratto agli ambienti interni viene espulso all’esterno, aumentando la temperatura dell’aria urbana fino a 2°C nei momenti di massimo utilizzo. È importante smettere di considerare il caldo come un problema che ciascuno deve risolvere dentro casa propria. Servono incentivi mirati, aiuti alle persone più esposte e interventi a 360 gradi sulle case, sugli spazi pubblici, sui trasporti, sull’accesso all’acqua, sul verde urbano e sulla rete elettrica.



