Il cielo sopra l’Atlantico nordorientale sta per diventare un laboratorio a cielo aperto. Operation Blue Skies un progetto innovativo promosso dal governo britannico e sviluppato con il supporto tecnologico di Google, mira a ridurre l’impatto climatico delle scie di condensazione lasciate dagli aerei. Queste tracce bianche, apparentemente innocue, potrebbero essere responsabili di circa un terzo del riscaldamento globale attribuito all’aviazione.
L’iniziativa, che coinvolge anche l’autorità britannica per il controllo aereo NATS e importanti istituzioni accademiche come l’Università di Cambridge e l’Imperial College London, rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità del trasporto aereo. Il progetto, cofinanziato dal Dipartimento per i Trasporti britannico e da partner industriali, ha un budget di 5 milioni di sterline e si svolgerà in due fasi tra il 2026 e il 2028.
Le scie di condensazione e il loro impatto climatico
Le scie di condensazione, o contrails si formano quando il vapore acqueo degli scarichi degli aerei incontra aria fredda e umida in quota. Questo processo di condensazione può creare nuvole artificiali che, in determinate condizioni, persistono per ore. Secondo gli esperti, queste scie persistenti possono trattenere parte del calore che la Terra normalmente disperderebbe nello spazio, contribuendo così al riscaldamento globale.
Il progetto Operation Blue Skies non si concentra sulle emissioni dirette di anidride carbonica, ma su questo effetto indiretto. L’obiettivo è verificare se l’uso dell’intelligenza artificiale possa ridurre significativamente la formazione delle scie più dannose, senza compromettere la sicurezza e l’efficienza dei voli.
Come funziona il progetto
Il banco di prova sarà lo spazio aereo Shanwick, una delle aree più trafficate del mondo, situata nel settore orientale del corridoio nordatlantico. Qui, i modelli di intelligenza artificiale sviluppati da Google analizzeranno le previsioni meteorologiche per identificare le zone in cui è più probabile la formazione di scie persistenti con un elevato effetto riscaldante.
Le immagini satellitari verranno utilizzate per verificare la presenza delle scie e misurare gli effetti delle deviazioni di rotta. L’autorità britannica per il controllo aereo NATS riceverà queste previsioni e potrà suggerire ai piloti di un numero limitato di voli di cambiare quota, con scostamenti che possono raggiungere circa 2.000 piedi (610 metri).
Le fasi del progetto
Il programma comprende due prove operative, ciascuna della durata di circa quattro mesi, che si svolgeranno nei due inverni compresi tra il 2026 e il 2028. Le giornate di intervento saranno scelte nei periodi di minore traffico, con un numero variabile da 20 a 40 giorni per stagione. Durante le ore interessate, transiteranno nell’area circa 10.000 voli ogni anno.
Uno degli aspetti cruciali del progetto è valutare se il beneficio climatico derivante dalla riduzione delle scie superi il consumo aggiuntivo di carburante causato dalle deviazioni di rotta. I test condotti con singole compagnie hanno già dimostrato che le correzioni mirate sono compatibili con le normali operazioni, ma il nuovo programma deve verificare l’efficacia su larga scala.
I risultati attesi e le implicazioni future
I risultati del progetto saranno analizzati dai ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’Imperial College London. La pubblicazione dei dati in ambito accademico permetterà di valutare la portata dei risultati ottenuti durante i due inverni di test. Se i risultati saranno positivi, questa tecnologia potrebbe essere implementata su larga scala, contribuendo a ridurre l’impatto climatico del trasporto aereo.
Operation Blue Skies rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa essere utilizzata per affrontare le sfide ambientali. Sebbene il progetto non sostituisca la necessità di decarbonizzare il trasporto aereo, offre una soluzione complementare per mitigare gli effetti del riscaldamento globale causati dalle scie di condensazione.



