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5 Ottobre 2026

Come l’SFDR guida la nostra strategia ESG e la classificazione dei fondi

Il nostro impegno per la sostenibilità si traduce in una rigorosa adesione al regolamento SFDR, con una chiara classificazione dei fondi e una comunicazione trasparente degli obiettivi ESG.

Come l'SFDR guida la nostra strategia ESG e la classificazione dei fondi

L’adozione del Regolamento europeo SFDR rappresenta una svolta per il mercato dei servizi finanziari, in quanto impone una divulgazione dettagliata delle informazioni ambientali, sociali e di governance. La normativa nasce con l’obiettivo di rendere più chiaro agli investitori quali prodotti perseguono realmente obiettivi di sostenibilità, evitando pratiche di green-washing. In questa ottica, la nostra impresa ha ridefinito i criteri di valutazione e la comunicazione dei fondi, allineandosi con le disposizioni vigenti e offrendo una visione completa della nostra strategia ESG.

Le tappe normative: dal livello 1 al livello 2

Il percorso normativo si articola in due fasi principali. Il livello 1 entrato in vigore il 10 marzo 2021, stabilisce i requisiti di base per la disclosure di sostenibilità a livello di entità e prodotto. Successivamente, la Commissione europea ha pubblicato le norme tecniche di regolamentazione (RTS) conosciute come livello 2, operative dal 1 gennaio 2023. Queste specifiche forniscono indicazioni precise su come calcolare, presentare e verificare le informazioni ESG, imponendo una struttura uniforme per tutti gli operatori del mercato.

Livello 1, entrato in vigore il 10 marzo 2021

Il primo livello richiede ai gestori di dichiarare se includono o meno fattori di sostenibilità nelle proprie strategie di investimento. Inoltre, essi devono spiegare come i rischi di sostenibilità vengono integrati nella gestione del portafoglio, indipendentemente dalla tipologia di fondo. Questa prima soglia ha introdotto la distinzione tra prodotti che non promuovono caratteristiche ESG e quelli che lo fanno in modo limitato.

Livello 2 (RTS), attivo dal 1° gennaio 2023

Le RTS hanno approfondito la materia, imponendo template standardizzati per la documentazione di articoli 6, 8 e 9 del regolamento. Grazie a questi template, gli investitori possono confrontare in modo diretto le percentuali di investimento sostenibile, le metriche di performance ESG e le metodologie di valutazione dei rischi. La trasparenza così raggiunta è fondamentale per rafforzare la fiducia del mercato e per assicurare che gli obiettivi dichiarati siano realmente perseguibili.

Le tre classi di fondi previste dallo SFDR

Il regolamento suddivide i fondi in tre categorie, ciascuna con requisiti di comunicazione differenti. La classificazione dipende dal grado di integrazione degli aspetti ESG e dagli obiettivi perseguiti dal prodotto.

Articolo 6: integrazione dei rischi di sostenibilità

I fondi di Articolo 6 devono solo descrivere come i rischi legati a fattori ambientali, sociali o di governance influenzano le decisioni di investimento. Non è richiesto né promuovere né perseguire obiettivi di sostenibilità specifici. Questo livello è adatto a gestori che vogliono mantenere un’impronta ESG “trasparente” senza dichiarare scopi ambientali o sociali aggiuntivi.

Articolo 8: promozione di caratteristiche ambientali o sociali

I prodotti catalogati sotto Articolo 8 sono tenuti a evidenziare almeno una caratteristica ESG – ad esempio una quota minima di titoli a bassa emissione di carbonio o un impegno verso diritti umani. Il gestore deve indicare la percentuale di investimento sostenibile, la metodologia di calcolo e i criteri di selezione applicati. È possibile che la partecipazione a investimenti sostenibili sia parzialmente limitata, ma il fondo deve comunque dimostrare un “impegno” concreto.

Articolo 9: obiettivi di investimento sostenibili

Il livello più stringente è rappresentato dai fondi di Articolo 9 che hanno un vero e proprio obiettivo di generare un impatto positivo su criteri ESG. Questi prodotti devono garantire una percentuale specificata (spesso 100 %) di investimenti sostenibili, escludendo liquidità ed equivalenti, e fornire metriche di risultato per attestare il raggiungimento degli scopi dichiarati. La loro rendicontazione è la più dettagliata e richiede una verifica continua da parte di terze parti.

Implementazione pratica nella nostra offerta

Allineati alle disposizioni SFDR, i nostri fondi sono classificati con rigore secondo le tre categorie sopra descritte. Per ogni prodotto, la scheda informativa include la percentuale di esposizione a titoli sostenibili, la tipologia di rischi ESG considerati e, laddove applicabile, gli obiettivi di impatto. È importante notare che liquidità ed equivalenti sono esclusi dal calcolo della quota sostenibile, come previsto dalle norme. Inoltre, la documentazione disponibile sul nostro sito presenta una sezione dedicata all’Appendice SFDR e una sintesi dell’informativa sul prodotto, affinché gli investitori possano valutare con chiarezza i limiti metodologici e le caratteristiche vincolanti di ciascun fondo.

Infine, ricordiamo che nessuna garanzia può essere offerta sul raggiungimento degli obiettivi di investimento né sul ritorno del capitale. Invitiamo gli investitori a consultare attentamente il prospetto, l’appendice SFDR e le informazioni operative prima di prendere decisioni di allocazione. La trasparenza è il pilastro della nostra strategia, in linea con le direttive europee e con la crescente domanda di prodotti finanziari responsabili.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.