Il 19 giugno 2026 entra in vigore la Direttiva UE 2026/470che recepisce il pacchetto omnibus Isegnando una svolta nella rendicontazione di sostenibilità europea. Questo provvedimento, adottato il 24 febbraio 2026, modifica in modo significativo il quadro normativo della sostenibilitàintervenendo su direttive chiave come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD).
Con l’entrata in vigore della direttiva, gli Stati membri avranno dodici mesi per adeguare gli ordinamenti nazionali alle nuove disposizioni. L’obiettivo dichiarato del Pacchetto Omnibus I è ridurre gli oneri amministrativi legati alla sostenibilità e rafforzare la competitività delle imprese europee, mantenendo fermi gli obiettivi del Green Deal.
CSRD: meno imprese obbligate e standard semplificati
La modifica più rilevante riguarda il perimetro della CSRD. La Direttiva restringe l’ambito di applicazione agli operatori di maggiori dimensioni: saranno obbligate alla rendicontazione solo le imprese con oltre 1.000 dipendenti e più di 450 milioni di euro di fatturato netto. Questo comporta l’esclusione di una quota significativa di aziende, incluse molte PMI quotate, riducendo drasticamente il numero di soggetti coinvolti.
Parallelamente, vengono previste la revisione degli standard ESRS per ridurre i dati richiesti, l’eliminazione degli standard settoriali obbligatori che diventano ora volontari e l’introduzione di modelli semplificati per le imprese non soggette, su base volontaria.
CSDDD: due diligence più limitata
Il Pacchetto Omnibus I interviene anche sulla direttiva sulla due diligence, circoscrivendo le imprese coinvolte a quelle da 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato. Tra le principali modifiche, la due diligence si concentra prevalentemente sui fornitori diretti, la frequenza dei controlli viene ridotta e vengono alleggeriti i profili di responsabilità.
L’obiettivo è rendere più sostenibile, anche sotto il profilo operativo, l’implementazione dei processi di gestione dei rischi ESG lungo la catena del valore. Nonostante la riduzione degli obblighi diretti, la sostenibilità resta un elemento centrale della governance aziendale.
Impatti per le imprese e per la filiera
Le imprese escluse dal perimetro normativo continueranno infatti a essere coinvolte indirettamente, in quanto parte delle catene del valore delle grandi aziende soggette a obbligo. Si consolida così un modello “a cascata” della sostenibilità, in cui anche le PMI sono chiamate a fornire dati ESG, seppur secondo standard semplificati.
Le tempistiche per il recepimento della direttiva sono stringenti: gli Stati membri dovranno adeguare i loro ordinamenti entro dodici mesi dall’entrata in vigore del 19 giugno 2026. Questo passaggio sarà fondamentale per comprendere l’effettiva portata delle semplificazioni e il loro impatto sui sistemi economici nazionali.
Nonostante le semplificazioni, non mancano le critiche. Secondo diverse analisi, il Pacchetto Omnibus I rischia di ridurre significativamente l’ambizione della normativa europea sulla sostenibilità, privilegiando esigenze di competitività rispetto alla trasparenza e alla responsabilità d’impresa.



