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8 Agosto 2026

Finanza sostenibile e dati ESG: l’impatto sulle imprese italiane

Scopri come la finanza sostenibile e i dati ESG stanno trasformando il panorama aziendale italiano, con un focus sulle certificazioni e il ruolo cruciale del Sustainability Manager.

Finanza sostenibile e dati ESG: l'impatto sulle imprese italiane

La finanza sostenibile sta trasformando radicalmente il modo in cui le imprese, le banche e gli investitori valutano la competitività e l’affidabilità. In questo nuovo scenario, la qualità dei dati ESG — ambientali, sociali e di governance — è diventata un fattore decisivo. Le informazioni devono essere verificabili, comparabili e integrate nei processi decisionali per garantire trasparenza e affidabilità.

Negli ultimi anni, le imprese italiane con sistemi di gestione certificati hanno registrato una crescita significativa, passando da circa 75.000 a oltre 100.000. Questo aumento ha generato oltre il 40% del fatturato nazionale. Le certificazioni legate alle dimensioni ESG rappresentano ormai la quasi totalità: il 67% riguarda la governance il 17% la dimensione sociale e il 15% quella ambientale. Questo trend evidenzia un passaggio verso modelli di gestione integrati, dove qualità, ambiente, sicurezza e responsabilità sociale convergono.

L’impatto delle certificazioni ESG sulle performance aziendali

I dati mostrano una correlazione positiva tra certificazioni e performance. Nelle imprese già certificate per la qualità, l’introduzione di certificazioni ambientali è associata a una crescita del fatturato fino all’11,4% in due anni. Parallelamente, gli indicatori ESG migliorano: +10,6% per l’ambiente, +6,8% per il sociale e +2,1% per la governance. Nel 2026, i benefici ambientali legati alle certificazioni accreditate sono stimati in circa 4,5 miliardi di euro, mentre quelli sociali si avvicinano a 1 miliardo.

Il ruolo strategico del Sustainability Manager

Tuttavia, dati e certificazioni non generano valore automaticamente. È qui che emerge il ruolo del Sustainability Manager una figura strategica chiamata a trasformare requisiti normativi, metriche ESG e sistemi di gestione in decisioni operative. Questo professionista coordina gli obiettivi di sostenibilità, presidia la raccolta e l’analisi dei dati e garantisce che le informazioni siano coerenti, tracciabili e utilizzabili nei rapporti con banche, investitori e stakeholder.

In un contesto in cui la qualità della disclosure ESG incide sempre più sull’accesso ai capitali, il Sustainability Manager diventa il punto di raccordo tra strategia, dati e rendicontazione. La certificazione delle competenze secondo la UNI/PdR 109.1:2026 — anche attraverso organismi come ASACERT — rappresenta uno strumento concreto per qualificare questa figura e rendere le competenze ESG riconoscibili e verificabili sul mercato.

La finanza sostenibile richiede imprese capaci di produrre dati affidabili e trasformarli in scelte efficaci. Ma soprattutto richiede professionisti in grado di governare questa complessità, contribuendo a una sostenibilità sempre più concreta, misurabile e credibile.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.