Da lunedì 23 settembre a New York si apre l’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed è l’Italia a inviare in prima fila il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro. Nei giorni che seguiranno, il diplomatico parteciperà a una serie di tavole rotonde e meeting dedicati all’agenda climatica globale, spaziando dalla promozione della cultura oceanica alla discussione sulla transizione energetica giusta senza dimenticare le tematiche legate al Fondo per le perdite e danni. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che la lotta al cambiamento climatico può andare di pari passo con lo sviluppo sostenibile, coinvolgendo tutti gli attori, dai paesi più ricchi a quelli più vulnerabili.
Agenda di Barbaro: oceani, clima e transizione energetica
Il primo appuntamento di Barbaro è un incontro sul ruolo della scienza e dell’educazione nella tutela degli oceani. Durante la sessione, il sottosegretario ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia al programma di Ocean Literacy dell’UNESCO, citando iniziative concrete come il tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci il Villaggio Italia e il ruolo di Venezia come sede del segretariato operativo del programma. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza globale sui rischi che il cambiamento climatico pone sugli ecosistemi marini, promuovendo al contempo un approccio educativo capace di coinvolgere giovani e comunità costiere.
Il High-Level Meeting on Climate Action and the Just Transition
Nel pomeriggio, Barbaro ha partecipato al High-Level Meeting on Climate Action and the Just Transition ospitato nel Palazzo di Vetro nell’ambito del Climate Summit indetto dal Segretario Generale António Guterres. Qui l’Italia ha presentato la propria visione di una transizione pragmatica, inclusiva e tecnologicamente neutrale richiamando il Piano Mattei e la partecipazione alla NAP Implementation Alliance insieme a Brasile, Germania e UNDP. L’intervento ha sottolineato che la sicurezza energetica non deve compromettere la giustizia climatica, proponendo investimenti in tecnologie pulite e in programmi di riqualificazione professionale per le zone più dipendenti da fonti fossili.
Impegni verso i piccoli Stati insulari e il Fondo per le perdite e danni
Il 24 settembre è prevista la riunione di alto livello sull’innalzamento del livello del mare dove l’Italia intende ribadire quasi vent’anni di collaborazione con i Small Island Developing States (SIDS). Barbaro ha ricordato i progetti di energia sostenibileadattamento climatico e sicurezza idrica realizzati con questi paesi, ponendo un’enfasi particolare sulla protezione del patrimonio culturale e sul rispetto dei diritti umani. La presenza italiana vuole dimostrare che le nazioni più vulnerabili non devono essere lasciate da sole di fronte a fenomeni come l’erosione costiera e l’intrusione di acqua salata.
Il Fondo per le perdite e danni
Un altro punto cruciale dell’agenda di Barbaro è la discussione sul Fondo per le perdite e danni (Loss and Damage Fund), uno strumento internazionale destinato a sostenere i paesi più colpiti dagli effetti estremi del cambiamento climatico. L’Italia ha confermato il proprio impegno a contribuire al fondo, sottolineando che la solidarietà finanziaria è indispensabile per garantire una risposta efficace alle emergenze climatiche. Il messaggio è chiaro: la transizione non è una scelta tra azione climatica e sviluppo ma una leva per generare crescita sostenibile, sicurezza energetica e resilienza.
Il ruolo dell’ONU secondo il governo italiano
Parallelamente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a New York, ha ribadito che l’assenza della premier Giorgia Meloni all’UNGA non indica un calo di interesse dell’Italia verso le Nazioni Unite. Tajani ha dichiarato che l’ONU resta “uno strumento fondamentale per la pace” e che l’Italia intende rafforzare la propria presenza, anche attraverso la candidatura di un italiano a capo della FAO. Il discorso del ministro ha contestualizzato la missione di Barbaro, evidenziando la volontà di Roma di partecipare attivamente a tutte le iniziative che riguardano l’ambiente, la sicurezza energetica e la cooperazione internazionale.



