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11 Giugno 2026

Eni racconta i risultati 2026 e le strategie per una transizione energetica giusta

Eni ha organizzato a Roma un incontro con partner e territori per presentare la ventesima edizione del report volontario dedicato alla transizione giusta, illustrando riduzioni delle emissioni Upstream, investimenti R&S per oltre 460 milioni di euro e l’espansione delle società satelliti come Plenitude ed Enilive.

Eni racconta i risultati 2026 e le strategie per una transizione energetica giusta

L’azienda ha scelto il Gazometro di Roma come cornice per un momento di confronto con partner, comunità e organizzazioni: l’obiettivo era illustrare la ventesima edizione del report volontario Eni for – A Just Transition e condividere i risultati industriali e di sostenibilità relativi al 2026.

L’incontro ha voluto ribadire che la transizione energetica è un processo collettivo che richiede dialogo con i territori e cooperazione tra soggetti diversi, integrando aspetti ambientali, sociali ed economici nella strategia aziendale.

Riduzioni delle emissioni e traguardi per l’Upstream

Nel report vengono presentati dati concreti: le emissioni nette di gas serra dell’attività Upstream sono diminuite del 31% rispetto all’anno precedente e del 68% rispetto ai livelli del 2018. Questi risultati sono illustrati come tappe coerenti verso l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1 e 2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intera azienda entro il 2035.

Tra le misure operative che hanno contribuito a questo miglioramento si segnalano il monitoraggio continuo delle emissioni di metano e il raggiungimento del target di zero routine flaring nelle attività operative, elementi presentati come parte della strategia di riduzione intensiva delle fughe e degli sprechi energetici.

Investimenti in tecnologia, ricerca e iniziative correlate

L’azienda ha destinato oltre 460 milioni di euro a progetti di ricerca e sviluppoopen innovation e digitalizzazione. Il portafoglio di attività include progetti che vanno dalla fusione a confinamento magnetico al supercalcolo a basso consumofino a soluzioni per la cattura e lo stoccaggio della CO₂la bioraffinazione e il riciclo chimico delle plastiche.

Nel corso dell’evento, il ruolo dell’innovazione è stato descritto come leva per conciliare sicurezza energeticacompetitività industriale e sostenibilità sociale e ambientale, con esempi concreti sullo sviluppo di biocarburanti per la decarbonizzazione dei trasporti e investimenti in tecnologie di frontiera.

Nuova società CCS e collaborazione con investitori

Per valorizzare il portafoglio di progetti dedicati alla Carbon Capture & Storage (CCS) è stata costituita una società specifica in joint venture con un fondo di investimento. Questo veicolo è pensato per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di cattura e stoccaggio, integrandosi con il piano di decarbonizzazione industriale.

Risultati e sviluppo delle società satelliti

Le società del gruppo testimoniano l’evoluzione del modello industriale: Plenitude ha raggiunto una capacità installata da fonti rinnovabili pari a 5,8 GWcon un incremento del 41% rispetto al 2026, e procede verso l’obiettivo di 15 GW al 2030; in Texas è stato avviato il più grande impianto di accumulo a batterie del portafoglio, con una capacità di 200 MW.

Enilive ha ampliato la propria presenza nel settore dei biocarburanti realizzando tre nuove bioraffinerie e avviando due ulteriori progetti in Italia e all’estero. L’obiettivo dichiarato è portare la capacità di lavorazione a 5 milioni di tonnellate annue entro il 2030, rispetto agli attuali 1,65 milioniper sostenere la produzione di HVO e SAF.

Il modello satellitare come strumento di crescita

La strategia industriale descritta nel report sottolinea il valore del modello a società dedicate: questo approccio è presentato come uno strumento per attrarre capitali, valorizzare singoli asset e accelerare lo sviluppo tecnologico necessario alla transizione.

Nel corso dell’incontro sono emerse anche riflessioni sulle relazioni con stakeholder esterni: l’azienda ha insistito sull’importanza del confronto con le comunità locali e le organizzazioni partner per costruire percorsi che tengano conto delle esigenze dei territori e delle persone coinvolte.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.