Roma sta compiendo un passo significativo verso un futuro più sostenibile e salutare per i suoi giovani cittadini. Il nuovo bando per la ristorazione scolastica, presentato in Campidoglio, rappresenta una svolta epocale nel modo di concepire il pasto a scuola. Con un investimento di 766 milioni di euro, il Comune di Roma punta a garantire quasi 24 milioni di pasti all’anno, serviti in 816 scuole e servizi educativi della città.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato l’importanza di questo progetto, affermando che l’obiettivo principale è garantire un’alta qualità del servizio e del buon cibo, diffondendo nei ragazzi uno stile di vita alimentare sano e consapevole. Il costo di ciascun menù, a carico del Comune, sarà fisso ma diverso in ciascun municipio, per una media cittadina pari a 6,53 euro.
Un menù sostenibile e salutare
Il nuovo bando dice addio ai piatti di plastica e agli alimenti ultraprocessati, spalancando le porte ai prodotti biologici, Dop e Igp della filiera corta locale. Saranno premiate le aziende che riutilizzeranno il cibo in più per progetti sociali e che acquisteranno generi alimentari provenienti dalle terre confiscate alle mafie e dalla Rete del lavoro agricolo di qualità.
Per evitare sprechi, verrà prevista una premialità per le aziende virtuose che riutilizzeranno il cibo in più per progetti sociali e che acquisteranno generi alimentari provenienti dalle terre confiscate alle mafie e dalla Rete del lavoro agricolo di qualità. Inoltre, verranno finanziati corsi di formazione per gli addetti alle mense su come rendere le portate più appetibili per le nuove generazioni.
Educazione alimentare e ambientale
L’iniziativa affronta la refezione scolastica non come una semplice risposta organizzativa ma come uno strumento strategico contro le disuguaglianze sociali e l’abbandono educativo. Sarà introdotto un punteggio premiale per le imprese che apriranno le cucine scolastiche al territorio per laboratori e attività. L’assessora alla Scuola, Claudia Pratelli, ha spiegato che il cibo non è solo ciò che mettiamo nel piatto ma è una politica pubblica che tiene insieme salute, educazione, lavoro, sostenibilità e giustizia sociale.
Il pranzo a scuola è parte del percorso educativo, rende possibile il tempo pieno e, per molti bambini e bambine, è anche l’unico pasto proteico della giornata. Un occhio di riguardo sarà dedicato alla transizione ecologica del comparto agroalimentare romano e alla promozione di una cultura ambientale tra i giovani.
Garanzie per i lavoratori
Sul fronte occupazionale, verranno blindate la continuità lavorativa del personale impiegato, il divieto di subappalto e l’applicazione del contratto collettivo nazionale. Per compensare le criticità del lavoro part-time ciclico nei mesi estivi di chiusura dei plessi, nascerà un voucher annuale da 500 euro per gli operatori del settore.
L’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha precisato che investire sulle mense scolastiche pubbliche significa non solo migliorare la salute di bambini e ragazzi ma anche portare il diritto al cibo sano e la cultura alimentare e della sostenibilità ambientale. Il presidente del Consiglio del Cibo, Fabio Ciconte, ha dichiarato che le mense scolastiche possono essere uno dei più rilevanti strumenti di politica pubblica per costruire una città più giusta e sostenibile.



