Il turismo è un settore in continua crescita che genera ricchezza e opportunità, ma quando questa espansione avviene senza regole, rischia di danneggiare proprio ciò che lo rende possibile: la bellezza dei luoghi, l’identità delle comunità e la qualità della vita dei residenti. L’overtourism non è più una minaccia futura, ma una realtà con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno. Basta guardare alle città d’arte svuotate dei loro abitanti, ai borghi trasformati in scenografie per fotografie e alle coste consumate dal sovraffollamento estivo.
Per chi opera nel settore da decenni, il turismo rappresentava una grande promessa sociale, capace di aprire il mondo alle famiglie e di creare lavoro. Questa promessa è ancora valida, ma il contesto attuale richiede una presa di coscienza: la risposta al sovraffollamento non può essere solo tecnica, ma deve essere culturale e politica. Il punto di partenza è chiaro: dobbiamo smettere di contare solo i turisti e iniziare a misurare il valore reale che essi lasciano sui territori.
Destagionalizzazione e collaborazione locale: le chiavi per un turismo sostenibile
I dati Istat del 2026 mostrano una leggera flessione degli arrivi, ma un aumento delle presenze. Questo indica che un visitatore che si trattiene più a lungo e frequenta i ristoranti locali genera un impatto economico e sociale molto maggiore rispetto a un turismo mordi e fuggi. In questo scenario, le imprese ricettive devono superare la concezione tradizionale: un hotel non è solo un luogo per dormire, ma una parte integrante del territorio con la responsabilità di mantenerlo vivo.
Collaborare con il tessuto locale e formare il personale per valorizzare i luoghi è fondamentale. Uno strumento efficace, spesso sottovalutato, è la destagionalizzazione. Distribuire i flussi dei visitatori durante tutto l’anno alleggerisce la pressione nei mesi di punta, fa scoprire aspetti meno noti delle destinazioni e fidelizza una clientela più attenta. Questo approccio crea anche occasioni di lavoro stabili per le nuove generazioni, con benefici ambientali, sociali ed economici.
Il ruolo delle istituzioni: regole chiare per un turismo responsabile
Le azioni delle singole imprese virtuose non sono sufficienti. Senza regole chiare e costanti, chi opera nel rispetto del territorio rischia di rimanere un’eccezione. È compito delle istituzioni nazionali, regionali e locali fornire indirizzi rigorosi, stabilire regole e assicurarne il rispetto. Le priorità sono evidenti: contingentare gli accessi nelle aree più fragili, destinare i proventi della tassa di soggiorno al potenziamento dei servizi, incentivare chi investe in sostenibilità certificata e gestire in maniera coordinata turismo, urbanistica, trasporti e cultura.
Non si tratta di appesantire la burocrazia, ma di creare le condizioni affinché il turismo generi esternalità positive per tutti, e non solo per chi lo vende. Il cambiamento della domanda è già in atto: quasi quattro viaggiatori su cinque pianificano il proprio viaggio tenendo in considerazione l’affollamento delle mete. Questo richiede un impegno congiunto: le imprese devono abbandonare le logiche di breve termine, riconoscendo che la salvaguardia del territorio è il presupposto del loro stesso successo.
Progetti concreti per la sostenibilità: il Lago di Ghirla e Festambiente
Un esempio concreto di impegno per la sostenibilità è il progetto di riqualificazione naturalistica del Lago di Ghirla finanziato con 136 mila euro da Regione Lombardia. L’intervento prevede l’eliminazione delle piante acquatiche invasive, la rinaturalizzazione delle sponde e la piantumazione di vegetazione autoctona, con attività di monitoraggio. L’obiettivo è migliorare la qualità ambientale del bacino, tutelare la biodiversità e restituire alla comunità un patrimonio naturale ancora più bello.
Un altro esempio è l’iniziativa #AspettandoFestambiente a Follonica, dedicata alle sfide ambientali del territorio costiero. L’incontro ha visto la partecipazione di istituzioni, associazioni e cittadini, con un focus sulla tutela degli ecosistemi marini e sulla valorizzazione del patrimonio costiero. Attività educative per i più piccoli hanno arricchito l’iniziativa, promuovendo una cultura della sostenibilità.
Insieme, imprese e istituzioni possono costruire un modello turistico all’altezza di un Paese straordinario come l’Italia, dove la bellezza dei luoghi e la qualità della vita delle comunità locali sono preservate per le generazioni future.



