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13 Ottobre 2026

L’Italia guida l’adozione internazionale del metodo Waste Watcher

Un metodo scientifico italiano per combattere lo spreco alimentare diventa riferimento mondiale, mentre i dati italiani mostrano una prima riduzione significativa.

L’Italia guida l’adozione internazionale del metodo Waste Watcher

Negli ultimi mesi il modello Waste Watcher International ha ottenuto il riconoscimento di buona pratica internazionale nell’ambito del progetto FOOT, una iniziativa congiunta di FAO, Ciheam e dell’Università di Bologna. Il lavoro, guidato dall’agroeconomista Andrea Segrè, fornisce una metodologia capace di quantificare lo sprecо alimentare nelle famiglie e di confrontare i comportamenti tra paesi diversi, offrendo al contempo indicazioni operative per ridurre gli scarti.

Waste Watcher International riconosciuto nel progetto FOOT

Il progetto FOOT, coordinato da Bologna, mira a sostenere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 in particolare il target 12.3 che richiede di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030. L’inclusione del metodo Waste Watcher come buona pratica conferma che l’Italia può condurre la ricerca necessaria per definire politiche basate su dati concreti. Segrè sottolinea che il valore aggiunto non risiede solo nei numeri, ma nella capacità di mappare i comportamenti reali delle famiglie, individuando leve per interventi mirati.

Dall’Italia a New York: l’app Sprecometro diventa Wastemeter

Parallelamente, la metropoli di New York ha deciso di adottare lo Sprecometro l’app ideata dal team di Bologna per tracciare gli scarti individuali. Nel contesto americano è stata ribattezzata Wastemeter e già integrata nella piattaforma digitale della città, consentendo alle autorità di monitorare le abitudini alimentari dei residenti, di ottimizzare le politiche di distribuzione e di promuovere diete più sane. Il collegamento tra le due realtà è rafforzato dal gemellaggio ideologico tra Bologna, che ha introdotto lo “ius cibi” nello Statuto, e New York, che ora sperimenta la tecnologia sul territorio.

I numeri italiani: una prima riduzione dello spreco domestico

Il rapporto più recente dell’Osservatorio Waste Watcher International segnala che, per la prima volta, gli italiani buttano meno di mezzo chilo di cibo a settimana: 493,7 grammi pro capite, rispetto ai 555,8 grammi dell’anno precedente, con una diminuzione dell’11,17 %. Nonostante la caduta, il costo economico dello spreco resta elevato: si stima un valore annuo di 6,6 miliardi di euro. Se la tendenza continuarà, l’Italia potrebbe avvicinarsi al valore di riferimento di 370 grammi settimanali fissato dal target 12.3.

Su base annuale, lo stesso studio indica che ogni cittadino sprecerebbe circa 25,74 chilogrammi di cibo, corrispondenti a 112 euro di prodotti. Questi dati non solo evidenziano il potenziale risparmio per le famiglie, ma mostrano anche l’impatto ambientale legato a un consumo più responsabile, allineandosi con le richieste di sostenibilità poste dall’ONU.

Disuguaglianze, intelligenza artificiale e social: dinamiche emergenti

Il rapporto rivela una contraddizione sociale: le famiglie a basso reddito tendono a sprecare di più, accentuando le disuguaglianze economiche. L’uso dell’intelligenza artificiale per combattere lo spreco è diffuso, con il 57 % degli italiani che si avvale di soluzioni digitali per gestire gli avanzi, e il 51 % che ricerca ricette per riutilizzare gli ingredienti. Tuttavia, tra i giovani della Generazione Z, il 72 % ricorre all’IA per valutare la commestibilità di cibi scaduti, sollevando preoccupazioni sulla capacità dei sistemi di valutare correttamente la conservazione.

Parallelamente, i social media influenzano le scelte di acquisto: Instagram e TikTok stimolano il 37 % della Gen Z e il 36 % dei Millennials a comprare alimenti “photogenici” per pubblicarli online, un comportamento che può generare sprechi inutili. Dall’altro lato, emergono segnali positivi: il 66 % degli ospiti delle case vacanza dichiara di consumare tutto il cibo acquistato, e nei ristoranti la pratica della doggy bag è sempre più diffusa, permettendo di portare a casa le porzioni residue.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.