Negli ultimi anni i consumatori italiani hanno sviluppato una crescente sensibilità verso la salute degli oceani collegando le proprie scelte alimentari al futuro delle risorse marine. Questa consapevolezza si traduce in una ricerca più attenta di informazioni affidabili quando si arriva al reparto pesce dei supermercati. Non basta più riconoscere un’etichetta nuovamente, ma è necessario capire quale attività di pesca sostenibile sia davvero responsabile, quale catena di approvvigionamento sia tracciabile e quali certificazioni siano state verificate da enti indipendenti. Questa esigenza di chiarezza ha spinto diverse organizzazioni a lanciare campagne informative e a rafforzare gli strumenti di etichettatura, al fine di guidare le decisioni d’acquisto verso pratiche più responsabili.
La ricerca commissionata da GlobeScan per conto del Marine Stewardship Council (MSC) ha interrogato più di mille italiani sul loro rapporto con il pesce. I risultati mostrano che il 53 % dei rispondenti riconosce il marchio blu MSC e tra chi lo identifica l’86 % dichiara di avere fiducia in quella certificazione. Il beneficio più citato è la protezione degli oceani segno che il valore simbolico dell’etichetta influisce sulle scelte d’acquisto. Inoltre, la stessa indagine evidenzia una preoccupazione diffusa: il 93 % dei consumatori teme per la salute degli ecosistemi marini e ritiene che le proprie decisioni possano fare la differenza.
Settimane della Pesca Sostenibile 2026: un appuntamento nazionale per il consumo responsabile
La sesta edizione delle Settimane della Pesca Sostenibile 2026 si svolge dal 12 al 25 ottobre, trasformando l’intero territorio italiano in un grande laboratorio di informazione. La campagna coinvolge trasformatori, grossisti, supermercati, ipermercati e catene di ristorazione, che propongono materiale digitale, cartellonistica nei punti vendita e iniziative interattive. Tra i partner più visibili figurano marchi come ALDI, Carrefour, Lidl Italia, Rio Mare, Ikea Retail e la cooperativa del pesce Mareblu, tutti impegnati a valorizzare i prodotti contrassegnati dal marchio blu MSC. Il claim dell’anno, “Con il marchio blu MSC, siamo tutti bravi a pescare”, vuole mettere in pari il ruolo del pescatore certificato e quello del consumatore consapevole.
Il marchio blu MSC: criteri di certificazione, crescita della flotta e riconoscimento del pubblico
Il marchio blu MSC identifica i prodotti provenienti da attività di pesca che rispettano lo Standard MSC basato su tre pilastri: salvaguardia degli stock ittici, riduzione dell’impatto ambientale e gestione responsabile della flotta. Ogni impresa è soggetta a valutazioni indipendenti condotte da organismi di verifica accreditati. Nel periodo 2025-2026 il MSC ha registrato 789 attività di pesca certificata, con un aumento del 7 % rispetto all’anno precedente, e rappresenta il 19,5 % del pescato marino selvaggio globale. Sul mercato nazionale sono disponibili più di 22 000 prodotti etichettati con il marchio, un dato in costante crescita che riflette sia l’interesse degli operatori sia la domanda dei consumatori. Il riconoscimento del marchio è ora ampiamente diffuso: il 53 % degli italiani lo conosce e l’86 % di chi lo riconosce ne affida la propria fiducia.
Le richieste dei consumatori italiani: trasparenza, tracciabilità e certificazione indipendente
Il sondaggio rivela che ben 93 % degli intervistati è preoccupato per la salute degli oceani, mentre il 51 % teme che il proprio pesce preferito possa scomparire entro vent’anni. Tra le minacce percepite, l’inquinamento resta al primo posto (55 %), ma la pesca eccessiva è in crescita, con il 44 % dei consumatori che la indica come fattore critico. Quando si trovano di fronte allo scaffale, l’82 % desidera lla sostenibilità del prodotto e il 78 % vuole la certezza di una tracciabilità completa fino a una fonte verificata. Inoltre, il 77 % ritiene indispensabile che le dichiarazioni ambientali delle marche siano supportate da una certificazione indipendente evitando il pericoloso fenomeno del greenwashing.
Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo): nuove regole per l’etichettatura
Dal 27 settembre 2026 la direttiva europea Empowering Consumers for the Green Transition più nota come EmpCo è diventata operativa in tutti gli Stati membri. Il provvedimento rafforza gli obblighi di trasparenza sulle affermazioni ambientali, imponendo l’uso di etichette verificabili e l’eliminazione del greenwashing. Le dichiarazioni di sostenibilità devono quindi essere accompagnate da dati concreti, da sistemi di tracciabilità certificati e da controlli di terza parte. Il programma MSC rispetta pienamente questi requisiti: lo Standard è definito con gli stakeholder, prevede audit indipendenti garantisce la tracciabilità lungo l’intera filiera e stabilisce regole chiare per le non-conformità. In questo contesto, il marchio blu MSC rappresenta un modello di etichetta “pronta all’uso” per la nuova normativa.
Il marchio blu MSC supportato da dati scientifici e da una rete di controlli indipendenti risponde a queste esigenze, offrendo una guida chiara nello scaffale. Con l’entrata in vigore di EmpCo, la trasparenza diventerà obbligatoria, trasformando la “promessa” di sostenibilità in una prova tangibile per ogni prodotto ittico.



