Salta al contenuto
1 Luglio 2026

Misurare la carbon footprint aziendale: metodi e indicatori

Le aziende hanno avviato misurazioni della carbon footprint aziendale con metodi che distinguono scope, fonti e strumenti di calcolo per quantificare le emissioni

Misurare la carbon footprint aziendale: metodi e indicatori

La carbon footprint aziendale: come si misura in azienda ora

Le aziende hanno iniziato a misurare la carbon footprint aziendale recentemente nelle loro attività operative e nella filiera. La rilevazione è stata avviata per rispondere a obblighi normativi, richieste di investitori e impegni volontari delle imprese.

La misurazione è rilevante per la pianificazione delle riduzioni di emissioni e per la rendicontazione non finanziaria. Il calcolo consente di identificare le voci di impatto più rilevanti e di confrontare risultati interni nel tempo.

Ambiti e definizioni adottate dalle imprese

Le aziende hanno distinto le emissioni in aree note come scope in genere classificate come diretto, indiretto da energia e indiretto da filiera. La categorizzazione ha guidato la scelta dei dati da raccogliere e dei confini operativi del calcolo.

Per la definizione delle voci molte organizzazioni hanno utilizzato standard internazionali e linee guida tecniche che precisano come attribuire emissioni a processi, prodotti e trasferimenti di energia. La distinzione tra emissioni dirette e indirette ha influenzato la disponibilità dei dati e la necessità di stime.

Metodi e strumenti di calcolo

Le imprese hanno adottato metodologie basate su fattori di emissione e bilanci energetici per convertire consumi in tonnellate di CO2 equivalente. Software dedicati, fogli di calcolo avanzati e piattaforme di gestione ambientale sono stati impiegati per aggregare dati di sede, produzione e trasporto.

Il ricorso a fattori di emissione aggiornati e a banche dati riconosciute ha ridotto le discrepanze tra calcoli. In molti casi le aziende hanno integrato misure dirette di consumo con dati forniti da fornitori per stimare le emissioni della filiera.

Raccolta dati e fonti operative

I dati raccolti hanno incluso consumi elettrici e termici, utilizzo di carburanti, spostamenti aziendali e trasporto merci. Le imprese hanno dovuto combinare misure strumentali, bollette e registri logistici con stime basate su attività quando i dati primari non erano disponibili.

Le difficoltà maggiori sono emerse nella caratterizzazione delle emissioni della catena di fornitura, dove la variabilità delle pratiche dei fornitori ha reso necessarie procedure di verifica e richieste contrattuali per ottenere informazioni più precise.

Indicatori e reporting utilizzati

Per comunicare i risultati le aziende hanno scelto indicatori come tonnellate di CO2e totali, intensità per unità di produzione o per fatturato e progressione delle riduzioni anno su anno. Tali indicatori sono stati inseriti nei report di sostenibilità e nei documenti di governance ambientale.

L’adozione di indicatori di intensità ha permesso un confronto nel tempo, mentre il valore assoluto ha evidenziato l’impatto complessivo. Alcune imprese hanno pubblicato traiettorie di riduzione basate su obiettivi scientificamente fondati per allinearsi a scenari climatici internazionali.

Verifica, incertezza e limiti metodologici

Le misurazioni hanno mostrato un margine di incertezza legato a stime, fattori di emissione non omogenei e dati mancanti della filiera. Processi di assurance esterna e audit sui dati sono stati introdotti per aumentare la credibilità dei risultati.

La trasparenza sui metodi e sulle assunzioni è stata utilizzata per contestualizzare i valori comunicati e per permettere confronti più robusti tra aziende dello stesso settore. Le imprese hanno indicato l’intenzione di migliorare la granularità dei dati nel tempo.

Implicazioni operative e richieste di mercato

I risultati delle misurazioni hanno guidato scelte operative come efficienza energetica, acquisto di energia rinnovabile e riprogettazione della logistica. Le decisioni sono state informate da analisi costi-benefici basate sull’entità delle emissioni attribuite a specifiche attività.

Clienti e investitori hanno richiesto reportistica più dettagliata sulle emissioni, spingendo molte aziende a standardizzare i processi di raccolta e a investire in sistemi informativi dedicati per monitorare la carbon footprint nel tempo.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.