In un’epoca di sfide globali e concorrenza sleale, Italia e Francia hanno deciso di unire le forze per promuovere un rinascimento industriale in Europa. Al centro di questa collaborazione strategica c’è il settore della moda e del lusso un comparto che rappresenta l’eccellenza manifatturiera dei due Paesi.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro francese delegato all’Industria, Sébastien Martin, hanno presieduto un incontro al Mimit il 15 luglio, dove hanno delineato una visione comune per il futuro dell’industria europea. L’obiettivo è chiaro: produrre europeo, acquistare europeo e difendere i nostri interessi da europei.
Un patto per l’industria europea
Il Tavolo della Moda ha visto la partecipazione di rappresentanti delle principali associazioni del settore, tra cui la Camera Nazionale della Moda Italiana e la Fédération de la Haute Couture et de la Mode. Questi attori chiave hanno firmato un Protocollo d’Intesa a Cannes il 25 giugno, che aggiorna una collaborazione avviata nel 2000 e nel 2005.
Il protocollo definisce un percorso comune su alta qualitàsostenibilitàeco-designproprietà intellettuale e lotta alla contraffazione. Inoltre, prevede iniziative per la formazione e la mobilità professionale con l’obiettivo di preservare il savoir-faire e attrarre giovani talenti.
La cooperazione tra Milano e Parigi
Le Fashion Week di Milano e Parigi continueranno a mantenere un dialogo permanente e a sviluppare programmi di scambio per i designer emergenti. Le due capitali della moda potranno coordinarsi sui temi che richiedono una posizione europea più forte, pur mantenendo la propria identità e capacità attrattiva.
Carlo Capasa, presidente di Cnmi, ha sottolineato l’importanza di questo passo per dare continuità alla collaborazione tra le due Camere. Pascal Morand, presidente Fhcm, ha ribadito la necessità che Francia e Italia parlino con una sola voce davanti alle istituzioni europee.
La sfida dell’ultra fast fashion
Uno dei dossier più immediati riguarda l’ultra fast fashion e le importazioni a basso valore provenienti da Paesi extraeuropei. Dal 1° luglio 2026, l’Unione Europea applica un dazio doganale temporaneo di tre euro sulle spedizioni fino a 150 euro acquistate a distanza.
Urso ha definito questa misura come un passo fondamentale per contrastare la concorrenza sleale e proteggere le imprese europee. Martin ha aggiunto che l’Europa non può chiedere agli industriali ulteriori sforzi mentre sul mercato si trovano prodotti che non rispettano gli standard europei.
Il ruolo di Confindustria Moda
Confindustria Moda ha rivendicato il ruolo strategico della filiera manifatturiera come cuore del made in Italy. Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha sottolineato la necessità di un dialogo strutturato tra i due principali sistemi moda europei.
La filiera tessile e abbigliamento rappresenta una parte significativa del sistema moda italiano, con Pmi e grandi gruppi che realizzano circa due terzi del fatturato del settore. Sburlati ha accolto con favore la volontà di rafforzare il dialogo tra Italia e Francia, iniziato con l’accordo tra le due Camere della moda.
Verso un’Europa industriale e sovrana
Il Tavolo della Moda ha rappresentato un significativo passo avanti per dare continuità al percorso di collaborazione tra Italia e Francia. L’obiettivo è estendere il modello di cooperazione moda-lusso anche ad altri comparti strategici, dagli elettrodomestici all’automotive, dalla siderurgia alla microelettronica.
Urso ha parlato di una nuova stagione del rinascimento industriale dell’Europa legando la cooperazione sulla moda a una strategia più ampia che comprende vari settori industriali. Martin ha richiamato la necessità di costruire un’Europa capace di produrre, acquistare e difendere i propri interessi industriali.
La collaborazione tra Italia e Francia nel lusso e nella moda dovrebbe diventare, nelle intenzioni dei due ministri, un modello applicabile anche agli altri settori nei quali le catene del valore sono profondamente integrate.



