Novità CSRD e Omnibus I: guida pratica per le imprese

Un riepilogo pratico delle modifiche introdotte dal Pacchetto Omnibus I alla CSRD e delle opzioni operative per le aziende, incluse ESRS, VSME e servizi di supporto

La normativa europea sulla rendicontazione di sostenibilità ha subito un aggiustamento significativo con l’approvazione del Pacchetto Omnibus I il 16 dicembre 2026. Per le imprese italiane e europee questo aggiornamento ridefinisce soglie, obblighi sulla filiera e il livello di assurance richiesto, ricalibrando l’applicazione pratica della CSRD (UE 2026/2464) entrata in vigore il 5 gennaio 2026. In questo articolo offriamo una panoramica chiara dei cambiamenti e delle alternative disponibili, pensata per manager, direttori finanziari e responsabili ESG che devono tradurre le regole in azioni concrete.

Il quadro introdotto dalla CSRD e il recepimento in Italia

La CSRD ha ampliato i contenuti della rendicontazione di sostenibilità rispetto alla precedente NFRD, imponendo l’inclusione delle informazioni ESG nella relazione sulla gestione e l’applicazione del principio della doppia materialità, che considera sia l’impatto dell’azienda su ambiente e società sia l’effetto dei fattori di sostenibilità sulla performance economica. Il recepimento italiano con il D.Lgs. 2026/125 ha introdotto misure specifiche, tra cui il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori e l’obbligo di attestazione affidato a revisori legali iscritti al registro con formazione in ESG, oltre a prevedere sanzioni amministrative per inadempienze. Gli ESRS sono stati confermati come riferimento per la struttura e il dettaglio delle informazioni da fornire.

Principi e strumenti operativi

Se la direttiva definisce «cosa» va comunicato, gli ESRS indicano «come» farlo in modo comparabile e verificabile. Gli standard promuovono la rendicontazione che sia misurabile, verificabile e utile al processo decisionale aziendale, trasformando la rendicontazione in uno strumento di governance e di gestione dei rischi. Per le imprese soggette alla normativa, adottare gli ESRS significa dotarsi di metriche standardizzate e di un linguaggio comune con investitori e stakeholder.

Le novità chiave del Pacchetto Omnibus I

Il Pacchetto Omnibus I ha ridefinito alcuni elementi centrali della CSRD. Tra le modifiche più rilevanti figurano l’innalzamento delle soglie dimensionali: l’obbligo è ora limitato alle imprese UE con più di 1.000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 450 milioni di euro. È prevista inoltre la semplificazione degli standard, con versioni semplificate degli ESRS obbligatorie dal 2027, e una limitazione degli obblighi relativi alla catena del valore per le imprese di dimensione minore. Alcune categorie, come le PMI quotate e le holding finanziarie, hanno regole dedicate; infine, per l’assurance è prevista inizialmente solo la limited assurance fino al 01/07/2027.

Soglie, filiera e assurance: cosa cambia nella pratica

Con le soglie rialzate molte aziende escono dall’ambito obbligatorio e diventano invece potenziali fornitori di dati per gruppi soggetti alla CSRD. La limitazione degli obblighi lungo la catena del valore alleggerisce gli oneri di raccolta dati per le realtà più piccole, ma non elimina la necessità di rispondere a richieste di clienti, banche e partner di filiera. L’imposizione della sola limited assurance fino al 01/07/2027 implica che la verifica sarà inizialmente limitata, lasciando alle imprese il compito di costruire processi interni robusti in vista di possibili futuri inasprimenti.

Opzioni pratiche per le imprese: ESRS, VSME e vantaggi

Per le società rimaste soggette alla CSRD gli ESRS restano lo strumento di riferimento per produrre un bilancio di sostenibilità credibile e comparabile. Per le imprese non obbligate — o che non lo sono più a seguito dell’Omnibus — è disponibile lo standard volontario VSME, sviluppato da EFRAG e raccomandato dalla Commissione Europea il 30 luglio 2026. Il VSME è pensato per PMI e microimprese che cercano un approccio proporzionato: meno complesso degli ESRS, ma riconosciuto e utile per rispondere a richieste di clienti, banche e bandi.

VSME e ruolo nella filiera

Il VSME facilita la partecipazione delle PMI alla rendicontazione di filiera, permettendo loro di fornire dati essenziali senza strutture interne di grandi gruppi. È uno strumento strategico per non perdere opportunità commerciali e per prepararsi gradualmente a standard più stringenti. Per molte imprese, adottare il VSME significa costruire una base dati utile anche per future necessità di compliance.

Assistenza operativa: il caso Assolombarda Servizi

Il supporto specialistico diventa cruciale per tradurre i requisiti normativi in processi aziendali. Assolombarda Servizi propone attività di analisi della compliance, applicazione guidata degli standard obbligatori o volontari, integrazione della sostenibilità nel modello di business, mappatura delle richieste della filiera e percorsi di formazione. Un approccio operativo e modulare aiuta le imprese a ottenere dati verificabili, migliorare il posizionamento verso stakeholder e facilitare l’accesso al credito grazie a informazioni ESG strutturate.

In sintesi, il Pacchetto Omnibus I rappresenta un aggiustamento importante del regime CSRD: alza le soglie, semplifica gli standard e offre alternative per le PMI. Tuttavia, indipendentemente dallo stato di obbligo, la capacità di misurare e dimostrare le performance ESG resta un elemento distintivo per la competitività e l’accesso a capitale e mercati.

Scritto da Viral Vicky

Come cambia la rendicontazione e la due diligence con la direttiva (UE) 2026/470