Procurement sostenibile: integrare l’ESG per competitività e resilienza

Scopri il nuovo ruolo del procurement nell'era ESG attraverso le sfide, le tecnologie e l'esperienza di BearingPoint

La sostenibilità ha smesso di essere un capitolo a parte e si è trasformata in una variabile strategica che influenza competitività, resilienza e il disegno dei modelli di business. A fronte di tensioni geopolitiche, richieste crescenti da parte degli investitori e regole normative in evoluzione, le aziende italiane si trovano a dover inserire criteri ESG nelle decisioni quotidiane. Questo processo non è solo di immagine: implica rivedere priorità operative, valutare rischi lungo la filiera e fare scelte che producano valore reale e sostenibile nel tempo, coerenti con un approccio integrato alla gestione.

Un ambito dove questa trasformazione è più evidente è il procurement. La funzione acquisti è passata da mero contenimento dei costi a centro decisionale per la gestione del rischio e la continuità operativa. Per approfondire questi temi abbiamo raccolto le osservazioni di Nicolò Masserano, Sourcing&Procurement & Sustainability Lead di BearingPoint Italia, che mette in evidenza come il legame tra supply chain, tecnologie digitali e criteri ESG stia ridisegnando i processi aziendali e le metriche di performance.

Perché l’ESG è diventato centrale

Il contesto esterno ha reso urgente ripensare i modelli operativi: fragilità delle catene di fornitura, volatilità geopolitica e la pressione di investitori orientati a criteri non finanziari impongono un cambiamento. Integrare il fattore ESG significa non solo conformarsi a obblighi normativi ma costruire una matrice di resilienza che protegga il business dagli shock. Serve selezionare priorità, definire KPI e passare da iniziative isolate a un piano coordinato che renda la sostenibilità parte del business as usual, capace di generare valore operativo e finanziario misurabile.

Il procurement come nodo cruciale

Oggi il procurement è l’interfaccia principale tra l’azienda e i rischi legati a terze parti. Valutare i fornitori secondo criteri ESG, ottenere trasparenza fino ai livelli di subfornitura e attivare un monitoraggio continuo sono pratiche sempre più indispensabili. Questo comporta ripensare i contratti, favorire relazioni di collaborazione con i fornitori e sviluppare capacità di reazione rapida in caso di anomalie. Il procurement diventa così il punto dove si incontrano sostenibilità, continuità operativa e controllo del rischio, trasformando la gestione degli acquisti in una leva strategica.

Tecnologia e governance per decisioni più rapide

Le tecnologie digitali sono abilitatrici fondamentali: piattaforme integrate, analytics avanzati e AI permettono di monitorare la supply chain in tempo reale e tradurre segnali deboli in allerta preventiva. Tuttavia la sfida non è solo raccogliere dati ma definire una governance dei dati che sappia trasformare informazioni in scelte coerenti con la strategia. È imprescindibile bilanciare trasparenza e tutela del know-how, garantendo la qualità delle informazioni e un livello di dettaglio adeguato alle decisioni operative e commerciali.

Strumenti e criteri per l’implementazione

Le imprese stanno adottando soluzioni che integrano rischi ESG, finanziari e cyber in modelli di valutazione dinamica. Strumenti di supplier monitoring, dashboard con KPI integrati e modelli data-driven consentono di prioritizzare interventi e investimenti. Non tutte le aziende partono dallo stesso livello di maturità: alcune hanno già inserito KPI ESG nei processi chiave, altre devono ancora trovare il giusto equilibrio tra ambizione e sostenibilità economica. L’approccio pragmatico è fondamentale: puntare su iniziative che creano valore concreto e rafforzano la resilienza, evitando attività puramente simboliche.

Vantaggi concreti e il ruolo di BearingPoint

I benefici di una strategia ESG ben integrata sono sia operativi sia economici: maggiore resilienza della filiera, riduzione delle interruzioni, capacità di innovare e accesso più favorevole al capitale. Sul piano economico, investire in sostenibilità significa ottimizzare processi, migliorare la collaborazione con i fornitori e ridurre l’esposizione a rischi legali o reputazionali. BearingPoint supporta i clienti seguendo un percorso che parte dalla strategia e arriva all’implementazione operativa, con forte focus su misurabilità, procurement e gestione delle terze parti, abilitando tecnologie che rendono sostenibile e governabile la transizione.

Scritto da Elena Rossi

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