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Nel mercato delle costruzioni, dove i cambiamenti richiedono tempo, Doka ha scelto una strada pratica: fissare l’obiettivo di Net Zero 2040 e dimostrare ogni passo con dati misurabili. L’azienda ha calcolato la carbon footprint aziendale per tutte le sue sedi e ha sviluppato il Product Carbon Footprint per oltre 7.000 prodotti, inserendo queste informazioni nelle offerte e nelle fatture per consentire ai clienti di comporre conti di sostenibilità affidabili.
Perché la misurazione viene prima della dichiarazione
Doka ha deciso di mettere i numeri al centro: non si limita a enunciare buone intenzioni, ma produce valori verificabili che i clienti possono usare direttamente. In un settore che vale il 37% delle emissioni globali, la trasparenza diventa una leva commerciale oltre che etica. Il concetto chiave è semplice: la trasparenza operativa permette contratti e scelte di appalto basati su informazioni reali, riducendo il rischio di esclusione dalla filiera per chi non è in grado di dimostrare performance ambientali.
Il ruolo del Product Carbon Footprint
Con il calcolo del Product Carbon Footprint, Doka fornisce ai clienti dati puntuali su oltre 7.000 prodotti, consentendo l’integrazione diretta nelle valutazioni di cantieri e progetti. Questo approccio trasforma la sostenibilità da messaggio promozionale a strumento operativo: i numeri non restano nei sistemi interni ma accompagnano offerte, fatture e decisioni progettuali, favorendo scelte orientate a ridurre l’impatto complessivo.
Strategia operativa: scope, digitalizzazione e materiali
La roadmap si articola su due leve principali: decarbonizzazione ed economia circolare. Per le emissioni dirette e da energia (Scope 1 e Scope 2) l’azione è sotto controllo diretto: Doka prevede di elettrificare gradualmente la flotta, con l’obiettivo di avere tutta la mobilità aziendale elettrica entro il 2035. Già nel 2026 è entrato in servizio il primo camion elettrico nella sede centrale in Austria, risparmiando circa 36 tonnellate di CO2 all’anno da un solo mezzo, una cifra che dimostra l’impatto di interventi concreti su scala operativa.
Gestire lo Scope 3
Le emissioni lungo la catena del valore (Scope 3) richiedono sforzi condivisi: Doka collabora con fornitori di acciaio per aumentare il contenuto riciclato e introdurre acciaio a minor impatto, e lavora con i clienti per abilitare l’uso di calcestruzzi a bassa emissione tramite soluzioni di casseforme più efficienti. In questo contesto la digitalizzazione gioca un ruolo abilitante: dati migliori portano a scelte operative più precise, riducono gli sprechi e ottimizzano tempi e qualità del getto.
Il noleggio come leva di circolarità e performance
Una componente distintiva della strategia è il modello di noleggio: casseforme e ponteggi non vengono scartati dopo l’uso, ma rientrano nei centri di refurbishment per essere ispezionati, riparati e rimessi in ciclo. Questa pratica riduce l’estrazione di risorse primarie e prolunga la vita utile dei prodotti, traducendosi in risparmi ambientali misurabili. Il refurbishment è definito come il processo sistematico di revisione tecnica che consente di reintrodurre componenti nel mercato senza compromettere sicurezza e performance.
Standard condivisi e riconoscimenti
Per rendere coerente il cambiamento, Doka ha promosso standard comuni: in collaborazione con altri produttori e tramite il Güteschutzverband Betonschalungen (GSV) ha contribuito allo sviluppo del primo standard di Product Carbon Footprint adottato nell’area DACH. Inoltre, a fine 2026 Doka si è impegnata con la Science Based Targets Initiative (SBTi), con validazione attesa nel 2026, un passaggio che porta le ambizioni a diventare obiettivi verificabili e responsabilità aziendale.
Tre principi operativi e il futuro della filiera
Dalle azioni intraprese emergono tre insegnamenti pratici: agire anche senza il piano perfetto per cogliere vantaggi temporali, concentrare le risorse sulle leve che generano impatto reale e costruire alleanze lungo tutta la catena del valore. Questi principi trasformano la sostenibilità da progetto parallelo a elemento integrato nel modello di business e suggeriscono che chi parte prima costruisce un vantaggio strutturale in un settore caratterizzato da tempi lunghi e processi complessi.
In sintesi, l’obiettivo Net Zero 2040 di Doka non è solo una promessa: è un piano basato su misurazioni, investimenti operativi e cambiamenti di modello come il noleggio e il refurbishment. I conti si fanno oggi, con dati che permettono a clienti e partner di fidarsi delle cifre e di lavorare insieme per ridurre l’impatto dell’edilizia senza rinunciare ai materiali che ne costituiscono la base.

