L’Africa sta compiendo passi avanti significativi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) ma il ritmo attuale è insufficiente per raggiungere gli impegni presi per il 2030. Questo è il messaggio chiave del Rapporto 2026 sull’Africa e lo Sviluppo Sostenibile (ASDR 2026) che evidenzia sia i progressi che le sfide critiche che il continente deve affrontare.
Il rapporto, presentato a New York il 15 luglio, è il risultato di un lavoro congiunto tra la Commissione dell’Unione Africana (AUC) la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa (ECA) la Banca Africana di Sviluppo e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Esso fornisce una panoramica dettagliata sui progressi dell’Africa verso gli SDG e l’Agenda 2063 dell’Unione Africana.
Progressi e sfide nei settori chiave
Il rapporto ASDR 2026 si concentra su cinque obiettivi prioritari: acqua pulita e servizi igienico-sanitari (SDG 6), energia pulita e accessibile (SDG 7), industria, innovazione e infrastrutture (SDG 9), città e comunità sostenibili (SDG 11) e partenariati per gli obiettivi (SDG 17). Questi obiettivi sono cruciali per la trasformazione strutturale, la resilienza climatica e la crescita inclusiva del continente.
Nonostante i progressi in 12 dei 17 SDG, il rapporto rileva che nessuno dei cinque obiettivi esaminati in dettaglio è destinato a essere raggiunto entro il 2030 se le tendenze attuali persistono. In particolare, l’energia e le città sostenibili sono in ritardo rispetto ai loro obiettivi, richiedendo non solo un’accelerazione ma anche un’inversione di tendenza.
Energia e città: le sfide più pressanti
L’accesso all’energia è una delle sfide più critiche. Secondo il rapporto, l’SDG 7 è uno degli obiettivi che mostra regressione. L’accesso all’energia e l’efficienza richiedono un’accelerazione urgente, mentre la quota di energie rinnovabili necessita di un’inversione di tendenza per raggiungere l’obiettivo. L’energia non è solo un indicatore sociale, ma anche una parte fondamentale dell’infrastruttura produttiva di un’economia. L’accesso debole influisce sulle famiglie, le imprese, i sistemi sanitari, l’istruzione, l’industria e la capacità delle città di assorbire la crescita della popolazione.
Le città africane stanno crescendo rapidamente, ma questa crescita non si traduce automaticamente in economie più produttive o inclusive. Alloggi, trasporti pubblici, acqua, elettricità, gestione dei rifiuti e resilienza climatica devono espandersi insieme alla popolazione. Nel 2026, il 49,1% della popolazione urbana africana viveva in baraccopoli, insediamenti informali o alloggi inadeguati, una percentuale solo leggermente inferiore al 50,4% del 2014 e ancora quasi il doppio della media globale.
Finanziamento e implementazione
Uno dei maggiori ostacoli al progresso è il finanziamento. Le entrate fiscali medie in Africa sono intorno al 16% del PIL, rispetto a oltre il 34% nei paesi dell’OCSE. Più di 20 paesi africani sono valutati come ad alto rischio di stress debitorio o già in difficoltà, limitando la capacità dei governi di finanziare ulteriori investimenti di sviluppo. L’infrastruttura da sola affronta un divario di finanziamento annuale stimato tra 68 e 108 miliardi di dollari USA.
Il rapporto sottolinea la necessità di mobilitare più risorse interne senza gravare eccessivamente sulle popolazioni vulnerabili, attrarre più capitale privato senza perdere di vista le priorità di sviluppo pubblico e garantire finanziamenti internazionali agevolati gestendo al contempo la sostenibilità del debito. L’integrazione regionale offre un’altra via, con infrastrutture transfrontaliere, mercati energetici integrati, catene del valore regionali e una maggiore implementazione dell’Area di Libero Scambio Continentale Africana che potrebbero consentire alle nazioni di raggiungere economie di scala difficili da generare a livello nazionale.
Con meno di cinque anni rimasti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, l’Africa è a un momento decisivo. Il rapporto ASDR 2026 dimostra che il progresso è possibile, ma solo attraverso un’azione trasformativa e coordinata. Rafforzando le istituzioni, mobilitando finanziamenti e sfruttando l’innovazione, l’Africa può trasformare le sfide odierne in opportunità per un futuro più resiliente, inclusivo e prospero.



