La Banca europea per gli investimenti ha sottoscritto un finanziamento di 80 milioni di euro destinati a Milione S.p.A., la holding che controlla Save S.p.A., gestore dell’aeroporto Marco Polo di Venezia. L’intesa sostiene un pacchetto di interventi tecnici e infrastrutturali finalizzati a migliorare l’efficienza energetica la sostenibilità ambientale e la resilienza operativa dello scalo, senza prevedere l’espansione della capacità aeroportuale.
La firma dell’accordo è avvenuta a Roma tra il rappresentante della Bei e i vertici finanziari della società aeroportuale: un atto che inserisce il progetto nello sforzo più ampio di decarbonizzazione e innovazione infrastrutturale del Gruppo Save, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere le zero emissioni entro il 2030 per le attività aeroportuali non legate ai voli.
Accordo Bei e Milione: elementi chiave e ruolo dei firmatari
L’operazione finanzia un programma che combina tre direttrici principali: elettrificazione delle operazioni a terra, digitalizzazione dei sistemi gestionali e rafforzamento della resilienza contro eventi climatici estremi. L’intesa è stata formalizzata alla presenza del Direttore generale della Bei per le operazioni di finanziamento e consulenza nell’UE e del Chief Financial Officer di Milione S.p.A. e di Save S.p.A., a testimonianza del carattere istituzionale e strategico dell’investimento.
Il finanziamento sostiene azioni concrete che non riguardano l’aumento dei volumi passeggeri, ma la trasformazione operativa: si tratta di misure pensate per ridurre l’impronta ambientale delle attività a terra e per aumentare la capacità dello scalo di rispondere a eventi meteorologici estremi.
Interventi previsti e impatti sull’operatività
Il piano operativo prevede lo sviluppo di infrastrutture a basse emissioni l’acquisto di veicoli elettrici e l’installazione di una rete di ricarica diffusa: complessivamente sono previste circa 500 stazioni di ricarica e l’acquisto di oltre 20 veicoli elettrici a zero emissioni. Queste scelte puntano a elettrificare i servizi di terra e a ridurre l’uso di carburanti fossili nelle attività logistiche e di supporto.
Accanto all’elettrificazione, il programma include il potenziamento delle infrastrutture dedicate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dei sistemi IT con particolare attenzione alla sicurezza informatica per proteggere le operazioni digitali dell’aeroporto. Questi investimenti intendono rendere lo scalo più efficiente e meno vulnerabile a disservizi tecnologici o eventi esterni.
Gestione ambientale e resilienza idrica
Tra gli interventi tecnici previsti vi sono anche il miglioramento della gestione dei rifiuti e il trattamento delle acque di dilavamento, misure volte a contenere l’impatto ambientale sul delicato ecosistema lagunare che circonda Venezia. Rafforzare i sistemi di raccolta e trattamento delle acque consente, inoltre, di aumentare la capacità di risposta a piogge intense e fenomeni meteorologici estremi, elementi sempre più rilevanti nel contesto del cambiamento climatico.
Effetti sociali, occupazionali ed economici
Il piano finanziato dalla Bei avrà ricadute sull’occupazione locale: sono previsti circa 1.000 posti di lavoro temporanei durante la fase di realizzazione degli interventi. A regime, l’attività aeroportuale gestita dal Gruppo genera un impatto economico significativo sul territorio: nella valutazione complessiva della filiera si segnalano circa 24.000 occupati in termini diretti, indiretti e indotti e un contributo al PIL locale stimato intorno a 1,2 miliardi di euro.
Per contestualizzare l’importanza dello scalo, il Marco Polo ha registrato nel 2026 circa 11,8 milioni di passeggeri posizionandosi tra i principali aeroporti intercontinentali d’Italia e al centro del polo aeroportuale del Nord-Est gestito dal Gruppo. L’attenzione alla sostenibilità è
Con questo finanziamento la Bei contribuisce a sostenere una trasformazione mirata e misurabile: azioni tecniche, innovazione digitale e potenziamento delle fonti rinnovabili che dovrebbero traducersi in una riduzione concreta dell’impronta ambientale delle operazioni a terra e in una maggiore resistenza dell’infrastruttura aeroportuale di fronte alle pressioni climatiche.



