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7 Luglio 2026

VSME per le piccole e medie imprese: guida compatta allo standard EFRAG

Una panoramica sul VSME, lo standard volontario elaborato da EFRAG per permettere alle PMI di comunicare dati ESG in modo proporzionato e coerente con le regole europee, incluso l'impatto della Direttiva (UE) 2026/470.

VSME per le piccole e medie imprese: guida compatta allo standard EFRAG

Nel panorama europeo della rendicontazione sostenibile, molte piccole e medie imprese si trovano a dover rispondere a richieste informative di clienti, banche e partner di filiera senza disporre di strumenti adeguati. Per affrontare questa esigenza è nato il VSME lo standard volontario sviluppato da EFRAG per la rendicontazione di sostenibilità delle PMI non quotate e non soggette alla CSRD. La norma punta a offrire un approccio pratico e proporzionato alla gestione dei dati ESG.

Importante per la sua semplicità, il Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs è stato pensato per limitare gli oneri amministrativi e favorire un linguaggio comune nella raccolta delle informazioni ambientali, sociali e di governance. La versione finale dello standard è stata trasmessa alla Commissione europea nel e, successivamente, il quadro normativo è cambiato con l’introduzione della Direttiva (UE) 2026/470.

Il ruolo del value chain cap introdotto dalla Direttiva (UE) 2026/470

La Direttiva (UE) 2026/470, inserita nel pacchetto Omnibus I, ha assunto un ruolo determinante nell’affermare il VSME come riferimento operativo per le imprese con meno di 1.000 dipendenti. Con l’introduzione del principio del value chain cap le grandi aziende non possono richiedere ai fornitori PMI informazioni di sostenibilità superiori a quelle previste dallo standard VSME. Questo legame normativo ha trasformato uno strumento volontario in un elemento chiave per la governance delle catene del valore.

Da conseguenza pratica, molte imprese della filiera che prima inviavano questionari eterogenei trovano ora un punto di riferimento unico, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione delle richieste informative e semplificare lo scambio di dati con il sistema finanziario e i partner commerciali.

Architettura dello standard: Basic Module e Comprehensive Module

Lo standard VSME è strutturato in due livelli progressivi per adattarsi alle diverse necessità delle PMI. Il primo livello, il Basic Module è pensato come punto di partenza: richiede informazioni essenziali e indicatori ESG facilmente reperibili, in modo da contenere tempi e costi di implementazione.

Contenuti del Basic Module

Il Basic Module include dati di carattere generale sull’impresa e indicatori relativi a consumo energetico, emissioni di gas serra (Scope 1 e Scope 2), gestione dei rifiuti, uso delle risorse, aspetti legati alla forza lavoro, salute e sicurezza, formazione e casi rilevanti di corruzione o sanzioni. L’intento è fornire una base informativa uniforme e immediatamente fruibile dai principali stakeholder.

Quando serve il Comprehensive Module

Per le aziende che devono soddisfare richieste informative più approfondite esiste il Comprehensive Module adottabile esclusivamente in aggiunta al modulo base. Questo secondo livello introduce elementi strategici come obiettivi di riduzione delle emissioni, piani di transizione climatica, valutazione dei rischi climatici e azioni di adattamento, oltre a informazioni più dettagliate su diritti umani, meccanismi di reclamo, caratteristiche della governance e diversità negli organi decisionali.

VSME, CSRD ed ESRS: campo d’applicazione e differenze pratiche

È fondamentale distinguere il VSME dagli strumenti pensati per le grandi imprese: la CSRD definisce gli obblighi di rendicontazione e gli ESRS sono gli standard tecnici richiesti alle entità soggette alla direttiva. Il VSME, invece, è uno standard volontario e semplificato, privo dell’obbligo di svolgere la complessa analisi di doppia materialità richiesta agli operatori sottoposti alla CSRD.

Pur nella sua semplicità, il VSME rimane coerente con il quadro europeo: consente alle PMI di utilizzare un linguaggio riconosciuto dal mercato e di presentare dati comparabili, agevolando l’integrazione nelle pratiche di rendicontazione richieste da clienti e istituzioni finanziarie.

I vantaggi concreti per le PMI

L’adozione del VSME porta benefici pratici: riduce la molteplicità di questionari, abbassa i costi di raccolta dati e facilita la digitalizzazione dei processi di reporting. La struttura modulare e la scelta di indicatori facilmente misurabili permettono alle aziende più piccole di iniziare un percorso sostenibile graduale, sviluppando competenze utili anche in vista di future evoluzioni normative.

Infine, grazie al ruolo attribuito dal value chain cap il VSME ha il potenziale per diventare il linguaggio comune della sostenibilità lungo le filiere europee, migliorando la comparabilità delle informazioni tra imprese di dimensioni differenti.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.