L’agricoltura dell’Umbria si presenta oggi come un sistema ampio e multifunzionale: non solo produzione alimentare, ma anche tutela del territorio, gestione forestale e volano economico per le comunità locali. Con circa 15mila aziende agricole e oltre 330mila ettari coltivati il settore è stato al centro dell’assemblea pubblica tenuta il 15 giugno nella sala dei Notari a Perugia dove si è discusso di come trasformare le obbligazioni ambientali in opportunità di mercato.
La discussione ha ribadito la centralità dell’agricoltore come attore protagonista della transizione verde: servono regole, strumenti e risorse che riconoscano e remunerino concretamente il valore ecosistemico prodotto dalle aziende rurali, evitando approcci che relegano la produzione agricola a mera voce d’onere ambientale.
Assemblea di Perugia: istanze, numeri e il ruolo delle istituzioni
Durante l’incontro il presidente regionale di Confagricoltura ha sottolineato che l’Umbria ha tutte le caratteristiche per guidare la transizione verso il Green Deal europeo ma che ciò richiede una governance pubblica moderna e orientata ai risultati. Tra le richieste principali c’è l’urgenza di una revisione delle norme ambientali per attribuire il giusto peso al contributo agricolo nella creazione di ricchezza e occupazione. L’attenzione si è
Dichiarazioni e priorità politiche
L’assessora regionale alle Politiche agricole ha evidenziato l’impegno della Regione nel rafforzare competitività e digitalizzazione delle aziende: è stato presentato un avviso pubblico triennale per i servizi di consulenza previsto dal Complemento di sviluppo rurale 2026-2027, con una dotazione che prevede 3,5 milioni di euro per la prima annualità, oltre a risorse per gli anni successivi. L’obiettivo dichiarato è portare competenze e innovazione direttamente nelle imprese tramite servizi qualificati e indipendenti costruiti sulle esigenze reali delle aziende umbre.
Fondi regionali e bandi: numeri e scadenze per la consulenza
La Regione Umbria ha predisposto un bando triennale per l’erogazione di servizi di consulenza rivolti alle imprese agricole con sede o unità operative nella regione. Per la prima annualità sono stanziati 3,5 milioni di euro seguiti da 1 milione e 500mila euro nelle annualità successive. Le domande per accedere al contributo dovranno essere presentate tramite il portale regionale entro le scadenze previste per ogni annualità. Il finanziamento punta a sostenere processi di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità componenti ritenute fondamentali per mantenere e migliorare la competitività sul mercato.
Impatto atteso sulle aziende
Secondo quanto illustrato, il bando consentirà ai prestatori di servizi di consulenza riconosciuti di erogare programmi su misura, dalle analisi di filiera alla gestione ambientale, con ricadute dirette sulle pratiche agronomiche e sulla capacità delle imprese di accedere a mercati più remunerativi. L’intento è chiaro: non solo sostenere i costi, ma premiare il valore ambientale effettivamente generato.
Biotecnologie in agricoltura: il contesto europeo dopo il voto del 17 giugno 2026
Sul piano europeo, il tema delle nuove tecniche genomiche ha fatto un passo avanti con il voto del Parlamento europeo del 17 giugno 2026 che mira a colmare un vuoto normativo di due decenni. La riforma distingue le tecniche in due categorie: una soglia di intervento che comporta un trattamento simile a quello delle varietà tradizionali fino a 20 modifiche e limiti più stringenti oltre tale soglia. Questo quadro normativo offre opportunità per sviluppare varietà più resistenti agli stress climatici senza l’introduzione di DNA estraneo alla specie, secondo chi sostiene la novità.
Tra gli operatori agricoli molte voci giudicano positivamente la possibilità di applicare le nuove tecnologie, considerate strumenti per aumentare la resilienza delle colture in relazione all’aumento delle temperature e alle siccità. Restano posizioni critiche, in particolare da parte del settore biologico e di parte dell’opinione pubblica, ma il consenso tra organizzazioni agricole e mondo della ricerca evidenzia come la regolamentazione sia vista da molti come un’opportunità per la sostenibilità produttiva.
Nel complesso, l’insieme delle discussioni tenute a Perugia e le decisioni europee mostrano come l’Umbria si trovi in una fase di transizione che mescola sostegno pubblico innovazione tecnologica e una richiesta chiara di riconoscimento economico del servizio ecosistemico fornito dalle aziende agricole. Le scelte di politica regionale e le regolamentazioni europee determineranno in modo decisivo le condizioni per trasformare gli obblighi ambientali in reali opportunità di mercato per gli agricoltori umbri.



