Bilancio 2026 di CDP: risultati record, dividendo proposto e spinta alla decarbonizzazione

Il CdA di CDP, riunito il 9 aprile 2026, ha approvato il bilancio 2026: risorse per 29,5 miliardi, utile storico per la capogruppo e misure concrete per la sostenibilità

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ha approvato il progetto di Bilancio d’esercizio e il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2026 durante la seduta del 9 aprile 2026 h.14:33. Il documento, presentato dall’Amministratore Delegato Dario Scannapieco e deliberato dal CdA presieduto da Giovanni Gorno Tempini, propone la distribuzione di un dividendo di 2,2 miliardi di euro e autorizza operazioni per oltre 1,6 miliardi. Nel testo approvato è inclusa anche la sezione relativa alla rendicontazione di sostenibilità, a conferma dell’integrazione tra risultati economici e impatto sociale e ambientale.

Il periodo si chiude con alcuni dati centrali: il Gruppo ha impegnato risorse per circa 29,5 miliardi di euro (pari al 36% dell’obiettivo triennale del Piano Strategico 2026-2027) e ha sostenuto investimenti per 73,6 miliardi, con un effetto leva di 2,5 volte. I crediti a supporto di imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture e Cooperazione internazionale raggiungono 127 miliardi. La raccolta complessiva si attesta a 355 miliardi, con il risparmio postale pari a 297 miliardi e la raccolta obbligazionaria a 24 miliardi. Il patrimonio netto di CDP SpA sale a 32 miliardi e l’utile netto della capogruppo tocca il massimo storico di 3,4 miliardi.

Performance economico-patrimoniale

Il totale attivo di CDP SpA risulta pari a 391 miliardi, dove le disponibilità liquide e la tesoreria rappresentano 137 miliardi, in riduzione per attività d’impiego e operazioni di asset-liability management. I crediti ammontano a 127 miliardi, mentre lo stock di credito stipulato, che include quote da erogare e garanzie, è pari a 153 miliardi. Il portafoglio titoli di debito sale a 84 miliardi e le partecipazioni e i fondi rimangono stabili a 38 miliardi, con rotazioni mirate a migliorare il profilo di capitale.

Indicatori di redditività e sostenibilità del capitale

L’utile netto della capogruppo è pari a 3,4 miliardi (+3% rispetto al 2026) mentre l’utile netto consolidato è di 5,5 miliardi. I driver principali includono un margine di interesse di 2,6 miliardi (in calo per l’andamento dei tassi), dividendi per 2,1 miliardi in crescita, altri ricavi netti negativi per -72 milioni e un costo del rischio contenuto a -69 milioni. Il rapporto cost/income resta molto efficiente, intorno all’8%.

Attività operative e attuazione del Piano Strategico

Nel primo anno del Piano Strategico 2026-2027 il Gruppo ha concentrato le azioni sui pilastri Business, Advisory, Equity, Real Asset e Internazionale, impegnando 29,5 miliardi e sostenendo investimenti per 73,6 miliardi con un effetto leva di 2,5. Sul fronte Business sono stati erogati interventi mirati per imprese, infrastrutture e Pubblica Amministrazione: 18,3 miliardi a favore di imprese e istituzioni finanziarie, 3,6 miliardi per le infrastrutture e 4,3 miliardi per la PA, inclusi anticipi di tesoreria e l’accordo per la gestione delle risorse PNRR con il Ministero dell’Università e della Ricerca.

Progetti strategici e iniziative territoriali

Tra le iniziative operative spiccano il lancio della nuova operatività di finanziamento diretto rivolta alle PMI, la collaborazione con Confindustria per un roadshow territoriale e il supporto ad aumenti di capitale strategici per creare campioni europei (tra cui il contributo all’operazione Italgas–2i Rete Gas). Sul fronte infrastrutture sono stati sostenuti progetti sanitari e stradali e il patrimonio immobiliare è stato valorizzato con interventi turistici come la riqualificazione delle Terme Berzieri di Salsomaggiore.

Sostenibilità, cooperazione internazionale e rating ESG

Il Gruppo ha confermato il proprio impegno sulla sostenibilità destinando circa 2 miliardi alla transizione energetica e raggiungendo una riduzione del 29% dell’intensità emissiva del portafoglio rispetto al 2026 (target 2030: -30%). Altri interventi includono circa 1 miliardo per edilizia sociale, 1 miliardo per la PA nel Mezzogiorno e 1,5 miliardi per la Cooperazione internazionale. Il 100% dei nuovi fondi sottoscritti è conforme agli art. 8 e 9 della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), e il secondo Green Bond di CDP ha introdotto reporting su blockchain per tracciare l’allocazione dei proventi.

Sul fronte delle valutazioni esterne, CDP mantiene posizionamenti elevati: Morningstar Sustainalytics l’ha confermata ai vertici globali dei settori di riferimento e ISS ESG ha rinnovato lo status Prime. A livello interno, la presenza femminile ai vertici raggiunge il 36%, a testimonianza di un percorso strutturale verso modelli di leadership più inclusivi.

Il bilancio annuale 2026, comprensivo della relazione della società di revisione e dell’attestazione ai sensi dell’art. 154-bis del TUF, sarà reso disponibile secondo la normativa vigente. La revisione contabile è in via di completamento e i documenti saranno pubblicati presso la sede sociale e sul sito internet di CDP.

Scritto da Giulia Lifestyle

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