In un contesto economico sempre più complesso, il divario tra generazioni rappresenta una delle sfide più urgenti per il nostro Paese. Con un debito pubblico elevato e un sistema di welfare sotto pressione, è fondamentale ripensare le politiche fiscali e sociali per garantire un passaggio generazionale equo e sostenibile.
L’invecchiamento della popolazione e la disgregazione delle reti familiari stanno mettendo a dura prova il Servizio sanitario nazionale. È necessario adottare misure innovative per sostenere i caregiver familiari e promuovere un welfare integrativo che possa alleviare il carico sui servizi sanitari.
La necessità di una riforma fiscale equa
Il sistema fiscale italiano è caratterizzato da una complessità e iniquità che richiedono un intervento radicale. L’Irpef, ad esempio, grava principalmente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, mentre altri redditi beneficiano di aliquote separate e proporzionali. Questa situazione ha conseguenze importanti sul welfare, con una doppia progressività che penalizza i lavoratori dipendenti.
Per ripristinare un sistema più omogeneo, è necessario ridurre le aliquote di tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, finanziando questa riduzione con un taglio deciso alle spese fiscali. Questo approccio permetterebbe di allargare la base imponibile e mantenere una certa progressività attraverso deduzioni o detrazioni.
Le criticità del sistema attuale
Oggi, i veri ricchi pagano imposte proporzionali su dividendi, patrimoni e rendite, spesso attraverso meccanismi societari complessi. L’Irpef è corrisposta pienamente solo dai dipendenti pubblici, privati e dai pensionati, che non possono evadere né eludere. Questo scenario rende necessaria una riforma che tenga conto delle evoluzioni tecnologiche e delle nuove dinamiche economiche.
Il ruolo del welfare integrativo
L’aumento della cronicità e la rinuncia alle cure per ragioni economiche rendono il welfare integrativo una risorsa indispensabile. Le casse mutua, prima della riforma del 1978, costituivano una forma attuativa originaria del mandato dell’art. 32 della Costituzione. Oggi, possono rappresentare la complementarità strutturale che manca al sistema, a condizione di superare una lettura restrittivamente ‘integrativa’ e valorizzare le forme no profit.
La prescrizione sociale emerge come uno strumento di riforma a costo marginale ridotto e ad alto potenziale preventivo. Prescrivere attività comunitarie, gruppi di cammino e percorsi culturali può intercettare precocemente la solitudine e prevenire derive acute in termini di salute mentale. Questo approccio non è un welfare aggiuntivo, ma una vera e propria prevenzione sanitaria.
Le alleanze tra generazioni
Iniziative come la Festa LiberEtà dello SPI Cgil Verona dimostrano l’importanza del dialogo tra generazioni. Giovani e anziani devono lavorare insieme per affrontare le grandi sfide economiche e sociali del presente, come il costo della vita, la difficoltà di accesso alla casa e la sostenibilità del sistema di welfare. Solo attraverso un’alleanza forte e duratura sarà possibile costruire un futuro migliore per tutti.



