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12 Agosto 2026

Come Bergamo sta rivoluzionando la gestione del verde urbano

Bergamo ha avviato un progetto pionieristico che trasforma il verde urbano in fieno per l'agricoltura locale, coinvolgendo oltre 47 mila metri quadrati di aree verdi.

Come Bergamo sta rivoluzionando la gestione del verde urbano

In un’epoca in cui la sostenibilità e l’economia circolare sono diventate priorità globali, Bergamo si distingue con un’iniziativa innovativa che unisce manutenzione del verde urbano e supporto all’agricoltura locale. Il Comune ha affidato a un’impresa agricola locale la gestione della fienagione di otto aree verdi, trasformando il materiale sfalciato in una preziosa risorsa per l’allevamento.

Questo progetto non solo riduce i costi per la manutenzione del verde, ma contribuisce anche a creare un ciclo virtuoso che beneficia l’intera comunità. Scopriamo insieme i dettagli di questa iniziativa che sta cambiando il volto della città.

Un progetto che unisce sostenibilità ed economia circolare

Il progetto, affidato all’imprenditore agricolo Danilo Salvi di Villa d’Almè, prevede la fienagione di otto aree verdi del Comune di Bergamo. Le operazioni includono il taglio, l’essiccazione, la ranghinatura, la pressatura in rotoballe e il trasporto del materiale, il tutto senza costi per l’amministrazione comunale.

L’impresa trattiene il fieno prodotto come compensazione per i servizi resi, creando un sistema che favorisce la sostenibilità ambientale e supporta l’economia locale. Le aree interessate includono gli ex Orti di San Tomaso, via David, gli spazi esterni al cimitero, la Greenway lungo il Morla, via Industria, Parco Ovest e Parco Carlo Leidi.

Il progetto si inserisce nel più ampio piano di sfalcio differenziato avviato nel 2026, che nel 2026 coinvolge 75 aree comunali per oltre 216 mila metri quadrati. Questo approccio permette alle piante spontanee di fiorire e disseminare, offrendo nutrimento e rifugio a insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi.

La Mistica: un tesoro nascosto a Roma

Mentre Bergamo si distingue per la sua innovazione nel campo della gestione del verde urbano, Roma custodisce un tesoro nascosto: l’area della Mistica. Spesso sottovalutata come semplice ‘verde di quartiere’, questa zona è in realtà un scrigno di biodiversità e un importante sito archeologico.

L’area della Mistica è un luogo dove la storia millenaria di Roma si intreccia con un ecosistema naturale di grande valore biologico. La presenza di uno specchio d’acqua e di un canneto circostante crea una micro-oasi ecologica di prim’ordine, ospitando una varietà di specie animali e vegetali.

Tra le specie censite ci sono diverse specie di uccelli acquatici e migratori, anfibi, rettili, insetti impollinatori e una flora igrofila che funge da filtro naturale. Questo ecosistema dinamico e complesso è un esempio di come la natura possa prosperare anche in contesti urbani.

Vivere la Mistica con rispetto e consapevolezza

Per preservare questo prezioso ecosistema, è fondamentale promuovere un turismo di prossimità e attività che rispettino l’ambiente. Passeggiate didattiche, birdwatching e fotografia naturalistica sono solo alcune delle attività che possono essere svolte nella Mistica, sempre nel rispetto della fauna e della flora locale.

Camminare lungo i sentieri segnati, osservare la fauna senza disturbarla e comprendere il ruolo di ogni elemento nell’ecosistema sono pratiche essenziali per vivere la Mistica con criterio. Questo approccio non solo tutela l’ambiente, ma permette anche di apprezzare appieno il valore di questo spazio unico.

In un’epoca in cui la sostenibilità e la tutela dell’ambiente sono diventate priorità globali, iniziative come quelle di Bergamo e Roma rappresentano un modello da seguire. Trasformare il verde urbano in una risorsa e preservare gli ecosistemi naturali sono passi fondamentali verso un futuro più sostenibile e consapevole.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.