Il settore delle infrastrutture rappresenta ormai il fulcro della transizione ecologica: più del 30% delle emissioni di CO₂ e un terzo del consumo energetico globale provengono da costruzioni, reti di trasporto, energia e sistemi digitali. Per affrontare questa realtà, le nazioni devono investire trilioni di dollari, non solo per adeguare le opere esistenti, ma per crearne di nuove che siano più resilienti e meno impattanti. In questo contesto, la capacità di misurare in maniera oggettiva la sostenibilità di ogni progetto diventa un elemento imprescindibile per orientare investimenti e decisioni politiche.
Envision: certificazioni e diffusione in Italia
Il protocollo Envision è oggi uno dei riferimenti più solidi per valutare l’impatto ambientale, economico e sociale delle infrastrutture lungo l’intero ciclo di vita del progetto. A livello mondiale, al primo trimestre del 2026 erano registrati 497 progetti certificati, per un valore complessivo di oltre 357 miliardi di dollari, con una concentrazione predominante negli Stati Uniti ma una crescente adozione in Europa. L’Italia si distingue come terzo mercato più attivo dopo Stati Uniti e Canada, con 43 iniziative avviate e 32 già concluse. Parallelamente, il numero di Envision Sustainability Professionals supera gli 11.000 a livello globale; in Italia, l’ICMQ ha formato circa 870 esperti, garantendo le competenze necessarie per integrare i criteri di sostenibilità in progetti di trasporto, energia, idrici e altre opere pubbliche.
Infrastructure Academy 2026: oltre il Pnrr, competenze digitali
L’edizione 2026 dell’Infrastructure Academy, promossa da Hilti Italia in collaborazione con l’Associazione Infrastrutture Sostenibili (AIS) e patrocinata dal Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, ha posto al centro della discussione la domanda su cosa rimarrà all’Italia una volta concluso il Pnrr. Alessandro Savino, amministratore delegato di Hilti Italia, ha evidenziato che il vero lascito del piano non sono solo le opere costruite, ma le competenze sviluppate, i nuovi modelli organizzativi e la capacità di trasformare investimenti straordinari in capacità permanenti. In particolare, la digitalizzazione – attraverso BIM, digital twin e progettazione integrata – è stata indicata come leva fondamentale per migliorare la competitività del settore. Gli interventi dei rappresentanti di ANAS, FS Engineering, Latitudo 40 e Calzoni SpA hanno approfondito temi quali il monitoraggio intelligente degli asset, la manutenzione predittiva e l’uso di dati satellitari e intelligenza artificiale per la resilienza climatica.
Autostrade per l’Italia: piano climate transition e decarbonizzazione
Nel frattempo, il gruppo Autostrade per l’Italia ha pubblicato nel 2024 il Climate Transition Plan, un documento strategico che traccia gli obiettivi di decarbonizzazione e di adattamento alle condizioni climatiche estreme. Il piano prevede riduzioni significative delle emissioni di gas serra in linea con l’Accordo di Parigi e l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura globale sotto 1,5 °C. Le iniziative includono la modernizzazione di oltre 3.000 km di rete autostradale, l’installazione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici, l’impiego di tecnologie digitali per la gestione del traffico e la sicurezza, nonché programmi di formazione per i capicantiere. Autostrade per l’Italia considera la sostenibilità non solo una obbligazione normativa, ma una chiave di competitività economica, capace di generare valore a lungo termine per l’intero sistema logistico nazionale.
Unendo i dati di Envision, le competenze nate dal Pnrr e le strategiche politiche di decarbonizzazione di Autostrade per l’Italia, si delinea un quadro in cui le infrastrutture italiane stanno rapidamente evolvendo da semplici percorsi fisici a piattaforme integrate di dati, energia pulita e resilienza climatica. La sfida resta quella di mantenere la continuità degli investimenti, consolidare le nuove professionalità e assicurare che ogni progetto rispetti i criteri di qualità della vita, leadership e gestione delle risorse definite dal protocollo Envision. Solo così il patrimonio infrastrutturale potrà sostenere la crescita economica del Paese, riducendo al contempo l’impatto ambientale e migliorando la sicurezza della popolazione.



