Durante il Green Building Forum Italia 2026, tenutosi a Roma, la direttrice generale di Asstel, Laura Di Raimondo, ha presentato un’analisi dettagliata della filiera delle telecomunicazioni italiane, evidenziando i risultati del 2025 e le prospettive per il futuro digitale del Paese.
Il 2025 ha registrato un investimento complessivo di 7,7 miliardi di euro nella rete di telecomunicazioni, di cui 6,8 miliardi provengono da capitali privati. Queste cifre testimoniano il ruolo centrale dei soggetti privati nella costruzione dell’infrastruttura digitale, ma al contempo sollevano interrogativi sulla capacità della filiera di mantenere una sostenibilità economica a lungo termine.
Investimenti record della filiera TLC nel 2025
Il flusso di capitali privati ha permesso di estendere la copertura di fibra ottica e di potenziare le reti 5G fino alle aree più isolate. Il risultato è un avanzamento concreto nella riduzione del digital divide, elemento ritenuto fondamentale per la competitività e la coesione sociale dell’Italia. Tuttavia, la direttrice ha evidenziato che, senza una struttura di supporto efficace, la capacità di trasformare queste infrastrutture in servizi realmente utilizzati resta limitata.
Le richieste di Asstel per una politica industriale
Di Raimondo ha sottolineato l’urgenza di riconoscere le telecomunicazioni come priorità strategica nazionale. Tra le proposte emerse dalle Linee programmatiche di Asstel figurano: il rinnovo tempestivo delle frequenze, una riduzione significativa degli oneri energetici, l’adeguamento dei limiti elettromagnetici e un contributo più incisivo da parte delle grandi piattaforme digitali agli investimenti infrastrutturali.
Linee programmatiche proposte
Le misure suggerite mirano a creare un equilibrio sostenibile tra costi di capitale e ritorni economici, garantendo al contempo che le reti generino nuovi servizi, competenze e occupazione, soprattutto nelle aree interne dove la coesione territoriale è più vulnerabile.
Ripercussioni economiche e prospettive future
Il rapporto di Asstel indica che la filiera genera più del 6,2 % del Pil nazionale, equivalenti a oltre 139 miliardi di euro di valore aggiunto. Inoltre, dal 2007 al 2025 sono stati versati circa 141 miliardi di euro in entrate fiscali. Nonostante la crescita dei ricavi, che hanno raggiunto i 28,4 miliardi di euro, il margine operativo netto (Ebitda) è stato quasi interamente assorbito dagli investimenti in CAPEX, lasciando un saldo di soli 200 milioni di euro nel 2025.
Questa dinamica rende imprescindibile una scelta di politica industriale chiara, capace di garantire condizioni stabili per il mercato, tempi certi per le autorizzazioni e risorse pubbliche mirate alle zone dove il capitale privato non riesce ad intervenire autonomamente. Solo così la filiera potrà trasformare la vasta copertura di rete in una digitalizzazione diffusa, creando nuove opportunità di occupazione qualificata e rafforzando il ruolo dell’Italia nel panorama europeo.



